30/10/2018 – Non licenziato per superamento del comporto in caso di richiesta delle ferie

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Non licenziato per superamento del comporto in caso di richiesta delle ferie
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 27392 del 29 ottobre 2018, ha statuito l’illegittimità del licenziamento per superamento del periodo di comporto nei confronti del lavoratore, che ha chiesto di fruire delle ferie ai fini della sospensione del decorso del periodo di conservazione del posto. Con tale pronuncia viene sottolineato che il datore di lavoro, seppur non obbligato alla concessione della trasformazione del titolo dell’assenza anche in presenza di una richiesta tempestiva del dipendente, qualora decida di rifiutare la stessa è tenuto a dimostrare al giudice di aver valutato l’interesse del lavoratore a conservare il posto. Soltanto fondate ragioni organizzative legittimano il diniego dell’azienda, a nulla rilevando il fatto che il dipendente possa ricorrere all’aspettativa per evitare la risoluzione del rapporto.

30/10/2018 – No alla condanna per truffa in mancanza di prova circa il danno patrimoniale subito dal datore

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No alla condanna per truffa in mancanza di prova circa il danno patrimoniale subito dal datore
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 49509 del 29 ottobre 2018, ha stabilito che non può essere condannato per truffa il lavoratore reo di aver attestato falsamente la sua presenza in azienda tramite un collega che timbra il cartellino al suo posto, in mancanza di prova circa il danno patrimoniale subito dalla parte datoriale.Viene precisato che nella truffa ‘la componente del danno deve avere contenuto patrimoniale ed economico, consistere, cioè, in una lesione concreta e non soltanto potenziale, che abbia l’effetto di produrre una perdita patrimoniale effettiva o potenziale, nel caso di delitto tentato’.

30/10/2018 – Ministero del Lavoro: indicazioni operative sulla proroga della CIGS

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Ministero del Lavoro: indicazioni operative sulla proroga della CIGS
Il Ministero del Lavoro, con la Circolare n. 16 del 29 ottobre 2018, interviene per fornire alcune indicazioni operative in merito a quanto introdotto dall’art. 25 del Decreto Legge n. 119 del 23 ottobre 2018, recante ‘Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria’.Il suddetto articolo 25, infatti, stabilisce che la proroga della CIGSper riorganizzazione o crisi aziendale nelle imprese di rilevanza economica strategica anche regionale possa essere richiesta anche dalle imprese con organico inferiore a 100 unità lavorative;possa essere concessa anche in caso di sottoscrizione di contratto di solidarietà, per la durata massima di 12 mesi.

30/10/2018 – L’esternalizzazione del servizio legittima il licenziamento se è provata l’impossibilità di repechage

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L’esternalizzazione del servizio legittima il licenziamento se è provata l’impossibilità di repechage
Con la Sentenza n. 27380 del 29 ottobre 2018 la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso di un lavoratore licenziato per giustificato motivo oggettivo, ha stabilito che l’esternalizzazione del servizio legittima il recesso se la parte datoriale riesce a dimostrare l’impossibilità di repêchage.Il datore di lavoro è libero di riorganizzare o eliminare un reparto anche in assenza di una situazione di crisi aziendale: spetterà però a quest’ultimo dimostrare l’impossibilità di collocare il dipendente in un’altra posizione lavorativa.Si legge nella sentenza che ‘la prova del giustificato motivo oggettivo di licenziamento, all’interno del quale si colloca anche l’impossibilità di repechage (…) non può che gravare integralmente sul datore di lavoro’.

30/10/2018 – Equitalia tenuta a risarcire la Cassa forense se ha consentito l’estinzione del diritto vantato dalla stessa

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Equitalia tenuta a risarcire la Cassa forense se ha consentito l’estinzione del diritto vantato dalla stessa
Con la Sentenza n. 27218 del 26 ottobre 2018 la Corte di Cassazione ha stabilito la prescrizione dei contributi minimi dovuti dal professionista alla Cassa forense; il termine non comincia a decorrere dalla dichiarazione dei redditi, visto che tali somme sono dovute dal professionista a prescindere dalle sue entrate.Equitalia può essere chiamata però a risarcire la Cassa forense quando ha consentito l’estinzione del diritto vantato dalla stessa: dopo l’affidamento in riscossione il concessionario deve evitare che si estingua il diritto del titolare del credito, in quanto tenuto a compiere come mandatario tutti gli atti necessari affinché si possa realizzare il pagamento.

30/10/2018 – Omesso versamento dell’Iva: la soglia di punibilità include solo l’imposta evasa e non gli interessi

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Omesso versamento dell’Iva: la soglia di punibilità include solo l’imposta evasa e non gli interessi
Con Sentenza 16 ottobre 2018, n. 46953, la Corte di Cassazione ha sancito il principio secondo cui per valutare il raggiungimento della soglia di punibilità di euro 250.000 ai fini della configurabilità del reato di omesso versamento dell’IVA, deve tenersi conto solo ed esclusivamente dell’IVA evasa e non anche degli interessi dovuti per il versamento trimestrale.Nel caso in esame il ricorrente presentava IVA a debito per euro 248.325 e interessi trimestrali per euro 2.483. Poiché gli interessi non sono da considerare voce dell’imposta, ma sanzione a tutti gli effetti, l’imposta evasa è inferiore alla soglia di punibilità (euro 250.000) e dunque il reato in esame non è configurabile.

30/10/2018 – Annullamento automatico dei debiti fino ad euro 1.000,00

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Annullamento automatico dei debiti fino ad euro 1.000,00
Il Decreto Fiscale, tra le altre novità, dispone l’annullamento automatico, in data 31 dicembre 2018, dei debiti di importo residuo fino ad euro 1.000,00. L’importo è calcolato alla data di entrata in vigore del decreto (24 ottobre 2018) ed è comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010. In particolare, quanto versato:fino al 23 ottobre 2018 resta definitivamente acquisito;dal 24 ottobre 2018 viene imputato alle rate da corrispondere relativamente ad altri debiti inclusi nella definizione agevolata anteriormente al versamento ovvero, in mancanza, a debiti scaduti/in scadenza. In mancanza anche di questi ultimi, tali somme sono rimborsate.Tali disposizioni non sono applicabili ai debiti riferiti ai carichi relativi al recupero di aiuti di Stato, crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti, multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna, sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi / premi dovuti dagli Enti previdenziali, nonché alle risorse proprie comunitarie e all’IVA riscossa all’importazione.

29/10/2018 – Per licenziare il dirigente è sufficiente la riorganizzazione aziendale

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Per licenziare il dirigente è sufficiente la riorganizzazione aziendale
In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell’operato di un’azienda che, a seguito di una riorganizzazione aziendale, ha cessato unilateralmente il rapporto con un dirigente.Dalla Sentenza n. 27199 pubblicata il 26 ottobre 2018, i giudici affermano chiaramente che la Riforma Fornero ha esteso la reintegra anche al dirigente al solo caso di licenziamento discriminatorio, ma laddove tale elemento non sia riscontrato il licenziamento è da ritenersi legittimo. A nulla vale il ricorso della lavoratrice, pertanto, che aveva lamentato la redistribuzione di una parte delle sue mansioni ad altri lavoratori assunti ad hoc: l’azienda con una riorganizzazione può legittimamente decidere per la soppressione del posto da dirigente se non è più adeguato alla struttura di vertice dell’azienda stessa.

29/10/2018 – Reintegra della lavoratrice che viola la prassi dell’azienda per colpa del superiore gerarchico

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Reintegra della lavoratrice che viola la prassi dell’azienda per colpa del superiore gerarchico
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 27238 del 26 ottobre 2018, ha giudicato come sproporzionato il licenziamento per giusta causa inflitto alla stessa, rea di aver violato le procedure aziendali per via del suo superiore.Il CCNL applicato dall’azienda punisce con una sanzione conservativa la violazione delle procedure aziendali in mancanza di dolo; si può ricorrere invece alla sanzione espulsiva solo se il dipendente è consapevole della gravità della condotta posta in essere e fornisce mediante un tacito consenso un contributo alla sua realizzazione. Scatta dunque la reintegra e non il mero risarcimento in favore della lavoratrice.

29/10/2018 – Dipendente trasferito per incompatibilità ambientale

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Dipendente trasferito per incompatibilità ambientale
Secondo la Corte di Cassazione è pienamente legittimo il provvedimento datoriale di trasferimento del dipendente per incompatibilità ambientale, dovuta ai litigi con la collega di scrivania che creano tensione in ufficio con relative disfunzioni organizzative. Con l’Ordinanza n. 27226 del 26 ottobre 2018 viene precisato che va garantito il principio della libertà di iniziativa economica e la scelta del datore di lavoro è da considerarsi ragionevole, in quanto non va ricondotta a ragioni punitive e disciplinari, bensì ad esigenze tecniche, organizzative e produttive di cui all’art. 2103 c.c.