18/3/2019 – Sanatoria violazioni formali, pubblicate le modalità attuative: Provvedimento

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Sanatoria violazioni formali, pubblicate le modalità attuative: Provvedimento
Con Provvedimento 15 marzo 2019 l’Agenzia delle Entrate ha dettato le modalità attuative relative alla sanatoria di irregolarità formali introdotta dall’articolo 9, D.L. n. 119/2018.La regolarizzazione si perfeziona mediante la rimozione delle irregolarità od omissioni (entro il 2 marzo 2020) ed il versamento di 200 euro per ciascuno dei periodi di imposta cui si riferiscono le violazioni formali (in unica soluzione entro il 31 maggio 2019, o in due rate di pari importo entro il 31 maggio 2019 ed il 2 marzo 2020).

18/3/2019 – Non recuperabile la ritenuta su redditi esteri per i forfetari: Risoluzione

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Non recuperabile la ritenuta su redditi esteri per i forfetari: Risoluzione
Con Risoluzione 15 marzo 2019, n. 36, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al trattamento delle ritenute subite su redditi prodotti all’estero da contribuenti in regime forfetario.Nel caso di specie, ad un avvocato per prestazioni effettuate nei confronti di una società con sede a San Marino, è stata applicata una ritenuta del 20%.Poiché i compensi in regime forfetario sono assoggettati ad imposta sostitutiva e non concorrono alla formazione del reddito complessivo, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che non è possibile che il contribuente possa fruire, per la ritenuta d’acconto applicata dal committente estero sui compensi a lui corrisposti, del credito per le imposte assolte all’estero previsto dall’articolo 165, TUIR.

18/3/2019 – Indice TFR del mese di febbraio 2019

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Indice TFR del mese di febbraio 2019
L’Istituto centrale di statistica ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo per il mese di febbraio 2019 è pari a 102,3 punti.L’incidenza percentuale della differenza rispetto all’indice in vigore al 31 dicembre 2018 è pari a 0,195886; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell’1,5% annuo, per cui si avrà un indice di rivalutazione del TFR pari a 0,396915%.

15/3/2019 – Valida la clausola contrattuale che prevede il rimborso di IMU e ICI da parte dell’inquilino: Cassazione

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Valida la clausola contrattuale che prevede il rimborso di IMU e ICI da parte dell’inquilino: Cassazione
Con Sentenza 8 marzo 2019, n. 6882, la Corte di Cassazione a sezioni Unite ha stabilito che è possibile, se previsto nel contratto di locazione, che le imposte locali sugli immobili (ad esempio IMU) pagate dal proprietario vengano rimborsate dal conduttore.In particolare, infatti, la Suprema Corte ha precisato che non è illegittima la clausola contrattuale che prevede il rimborso, da parte dell’inquilino di ‘tasse, imposte e oneri immobiliari’ durante la durata del contratto di locazione.

15/3/2019 – In caso di dimissioni il lavoratore perde il diritto alla conversione del rapporto a tempo indeterminato

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In caso di dimissioni il lavoratore perde il diritto alla conversione del rapporto a tempo indeterminato
Anche se il termine apposto al contratto è potenzialmente illegittimo, l’atto di recesso del lavoratore ha efficacia tra le parti e non è possibile pretendere successivamente la conversione del rapporto a tempo indeterminato.La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 7318 del 14 marzo 2019, ha affermato che le dimissioni sono idonee ad estinguere il rapporto di lavoro a termine, a prescindere dall’eventuale esistenza di una giusta causa che possa potenzialmente determinare la conversione del suddetto rapporto a tempo indeterminato. A nulla è valso eccepire che la volontà del lavoratore non fosse intesa a recedere dal rapporto a tempo indeterminato, bensì da quello a termine: il recesso esercitato è comunque un atto libero della parte che contrasta con la conservazione del medesimo rapporto.

15/3/2019 – La lettera di contestazione deve essere letta al dipendente se questo si rifiuta di riceverla

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La lettera di contestazione deve essere letta al dipendente se questo si rifiuta di riceverla
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 7306 del 14 marzo 2019, ha indicato i presupposti di legittimità della lettera di contestazione disciplinare al lavoratore. Per i giudici non è sufficiente la consegna in busta chiusa della lettera di contestazione quando non sia accompagnata dalla lettura o quanto meno da un tentativo di lettura sul luogo di lavoro. In caso di esito negativo deve esserci almeno una sommaria informativa del contenuto al dipendente. Egli deve avere contezza dell’oggetto della comunicazione, affinché si perfezioni la notifica. La Corte mette in guardia anche dal successivo invio della raccomandata dopo il tentativo di consegna della lettera a mano: potrebbe essere interpretato come una conferma della mancata ricezione della contestazione. Si consiglia, pertanto, di specificare nella raccomandata che il primo tentativo è risultato inefficace per rifiuto illegittimo del lavoratore.

15/3/2019 – Niente IVA sulle somme aventi natura risarcitora: Interpello

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Niente IVA sulle somme aventi natura risarcitora: Interpello
Con Risposta 13 marzo 2019, n. 74, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al trattamento ai fini IVA di somme corrisposte a titolo risarcitorio.In particolare, l’Agenzia ha precisato che, ai sensi dell’art. 15, comma 1, n. 1), D.P.R. n. 633/1972, non concorrono a formare la base imponibile IVA ‘le somme dovute a titolo di interessi moratori o di penalità per ritardi o altre irregolarità nell’adempimento degli obblighi del cessionario o del committente’. Di conseguenza, la società istante che, in esito all’attività di recupero crediti, ha ricevuto dal debitore un importo che comprende oltre al credito originario, gli interessi moratori e le spese per il recupero del credito ha correttamente escluso tali somme dal computo della base imponibile IVA. In tal caso gli importi eccedenti il credito originario hanno natura ‘risarcitoria’ e pertanto sono esenti dall’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto.

13/3/2019 – Società di persone: la normativa sulla procedura liquidatoria può essere derogata

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Società di persone: la normativa sulla procedura liquidatoria può essere derogata
In base a quanto emerge dallo Studio n. 203/2018/I del Consiglio nazionale del notariato, la società di persone può essere cancellata dal Registro delle imprese anche in assenza di una formale liquidazione della società, a patto che sussistano determinati requisiti.In particolare, il citato Studio ritiene che in virtù di quanto previsto dall’art. 2275 e seguenti del Codice Civile, i soci possono predisporre un atto, necessariamente nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata, dal quale emerga la volontà unanime di saltare la fase della liquidazione e procedere direttamente alla cancellazione dal Registro imprese, in quanto non vi è nulla da liquidare.

13/3/2019 – Comunicazione per la ricezione telematica dei Modd. 730-4: approvato il nuovo Mod. CSO

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Comunicazione per la ricezione telematica dei Modd. 730-4: approvato il nuovo Mod. CSO
Con Provvedimento n. prot. 58168/2019, pubblicato sul proprio sito istituzionale il 12 marzo 2019, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello di comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai Modelli 730-4 (Mod. CSO), con le relative istruzioni e specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati.Si tratta della comunicazione che i sostituti d’imposta devono effettuare qualora non abbiano già inviato una comunicazione (ad es. soggetti neocostituiti) ovvero, avendo già inviato la comunicazione (a partire dal 2011 tramite Mod. CSO ovvero con il Quadro CT della Certificazione Unica), devono variare le informazioni trasmesse in precedenza.In particolare, nel Mod. CSO è stata inserita una nuova sezione per comunicare, in caso di variazione dell’intermediario delegato dal sostituto d’imposta a ricevere i Modd. 730-4, la cessazione del rapporto di delega.

13/3/2019 – Chiusura della partita IVA da parte degli eredi solo dopo l’incasso dell’ultima parcella: Risoluzione

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Chiusura della partita IVA da parte degli eredi solo dopo l’incasso dell’ultima parcella: Risoluzione
Con Risoluzione 11 marzo 2019, n. 34, l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti in merito al comportamento ed agli obblighi ai fini IVA che devono tenere gli eredi di un professionista deceduto.In particolare l’Agenzia ha precisato che in presenza di fatture da incassare (con IVA ad esigibilità differita) o prestazioni da fatturare gli eredi non possono chiudere la partita IVA del professionista defunto sino a quando non viene incassata l’ultima parcella.L’Amministrazione Finanziaria ha quindi previsto che è ammissibile una deroga a quanto stabilito dall’articolo 35-bis, D.P.R. n. 633/1972 che dispone la chiusura della partita IVA del contribuente deceduto da parte degli eredi entro sei mesi dalla data della sua morte. Resta salva la possibilità per gli eredi, in presenza di fatture con IVA ad esigibilità differita, per le quali l’incasso non sia ancora avvenuto, di chiudere la partita IVA, computando nell’ultima dichiarazione IVA anche le operazioni con imposta ad esigibilità differita, anticipando quindi l’esigibilità rispetto al momento dell’effettivo incasso.