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La soppressione del posto integra un legittimo licenziamento per giustificato motivo oggettivo
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 23338 del 27 settembre 2018, respingendo il ricorso della dipendente di un’azienda, ha stabilito che la soppressione del posto di quest’ultima causata dal calo di lavoro e dalla diminuzione dei ricavi integra un licenziamento per giustificato motivo oggettivo, nonostante la malattia della dipendente.È necessaria la prova del nesso causale tra recesso e discriminazione, che non si raggiunge con la tesi sulle assenze numerose dal lavoro per controlli sullo stato di salute o trattamenti terapeutici.La Corte di Cassazione rigetta il ricorso della dipendente, perché i giudici di secondo grado avevano ritenuto provate ‘le notevoli perdite economiche, tali da rendere necessario un intervento riorganizzativo concretizzatosi nella riduzione dell’organico aziendale da due a un’unità amministrativa’.
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Totalizzazione dei contributi ammessa quando non vi è coincidenza dei periodi assicurativi
Con la Sentenza n. 23349 del 27 settembre 2018 la Corte di Cassazione, accogliendo i ricorsi di INPS e ENASARCO, ha stabilito che colui che ha versato i contributi all’INPS ed a un istituto previdenziale privatizzato può ottenere la totalizzazione e quindi la pensione unica per la parte in cui i periodi non si sovrappongono, a patto che l’assicurato non sia già titolare di un trattamento previdenziale autonomo.Il requisito non ricorre per gli agenti di commercio: ‘il trattamento ENASARCO ha natura integrativa perché è alimentato dal versamento di percentuali sulle provvigioni incassate su conti individuali degli iscritti’.
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Fatturazione elettronica: online un kit di strumenti informativi rivolti al contribuente
Con Comunicato stampa 27 settembre 2018, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che è disponibile sul proprio sito internet una sezione tematica dedicata alla fatturazione elettronica all’interno della quale è possibile trovare:una guida operativa che spiega come predisporre, inviare e conservare le fatture;un link diretto a due video tutorial, disponibili sul canale Youtube dell’Agenzia, sulle novità della fatturazione elettronica e sul QR code.In particolare, il vademecum spiega:chi sono i soggetti obbligati e i soggetti esclusi dall’obbligo di utilizzo dell’e-fattura;come funziona il Sistema di interscambio e quali sono i vantaggi;il funzionamento della procedura web, del software scaricabile sul pc e dell’app Fatturae, scaricabile dagli store Android o Apple, per emettere, inviare e conservare i documenti fiscali.
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Nessun obbligo di pagamenti tracciabili per le aziende agricole in regime speciale IVA
Con Risposta 27 settembre 2018, n. 13, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla tracciabilità dei pagamenti per i rifornimenti di carburante da parte delle aziende agricole che determinano il reddito su base catastale e che si avvalgono, ai fini IVA, del regime speciale per gli agricoltori.In particolare l’Agenzia ha precisato che, considerato che per tali soggetti le imposte non sono determinate in modo analitico, e la detrazione IVA si determina forfettariamente in base alle percentuali di compensazione, non sussiste l’obbligo di utilizzare mezzi di pagamento tracciabili per effettuare acquisti di carburante agricolo destinato alle diverse macchine agricole.Diversamente, qualora l’imprenditore agricolo sia in regime normale IVA, ai fini della detrazione IVA sarà necessario effettuare il pagamento con mezzi tracciabili.Infine l’Agenzia evidenzia che rimangono comunque fissate le limitazioni all’uso del contante previste dalla normativa antiriciclaggio (pagamenti in contanti fino ad euro 2.999,99).
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Regime agevolato impatriati: risposta a interpello dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate con Risoluzione 72/E del 26 settembre 2018 interviene in risposta ad interpello riguardo l’applicabilità del regime fiscale agevolato per i c.d. impatriati previsto dall’art. 16 del D.Lgs n. 147/2015 in caso di più rapporti intrattenuti all’estero con diverse società del gruppo, al quale appartiene anche la società che assume il lavoratore al momento del rientro in Italia.In particolare l’Agenzia, dopo aver richiamato i requisiti per poter beneficiare del regime agevolato, precisa che nel caso specifico le condizioni di residenza e di attività lavorativa continuativamente svolta all’estero per il periodo minimo richiesto sono verificate ‘a nulla rilevando il fatto che l’attività lavorativa all’estero sia stata prestata con società appartenenti allo stesso gruppo’.
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Spetta al medico stabilire se il lavoro per la concorrenza durante la malattia ha ritardato la guarigione
Con la Sentenza n. 23026 del 26 settembre 2018, la Corte di Cassazione, accogliendo un motivo del ricorso di una lavoratrice licenziata per giusta causa perché durante la malattia lavorava per la concorrenza, ha stabilito che è necessario l’accertamento di un medico per stabilire se la dipendente stando in posizione eretta abbia o meno ritardato la guarigione.Si legge nella sentenza che tale valutazione presuppone ‘una specifica competenza in campo medico e involge la capacità di apprezzare l’interazione di una condotta con riguardo al recupero della capacità lavorativa che non possono essere ritenute di comune conoscenza ma necessitano, invece, di un approfondimento tecnico scientifico’.
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L’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di rettificare i bilanci: Ordinanza
Con Ordinanza 24 agosto 2018, n. 21106, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di rettificare il bilancio di una società di capitali, contestando la sua veridicità e correttezza, senza che ne sia previamente accertata la falsità in sede penale o civile.In particolare la Suprema Corte evidenzia che l’articolo 2379 del Codice Civile prevede che, chiunque ne abbia interesse, può impugnare la delibera di approvazione del bilancio, entro tre anni dalla sua iscrizione, per ottenerne l’annullamento, chiedendo al giudice di valutare se l’atto sia stato redatto in conformità ai principi di verità e chiarezza previsti dalla legge, senza alcuna necessità di esperire contestualmente querela incidentale di falso, né tantomeno di attendere l’esito di un eventuale procedimento penale a carico degli amministratori.Secondo la Corte di Cassazione, quindi, l’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di rettificare il bilancio, contestando i criteri utilizzati dal contribuente nella sua redazione, al fine di far emergere la sussistenza di un credito tributario evaso o l’insussistenza di quello chiesto a rimborso.
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Detraibili ai fini IVA le spese sostenute per le vacanze dei figli dei dipendenti: Ordinanza
Con Ordinanza 13 settembre 2018, n. 22332, la Corte di Cassazione ha sancito il principio secondo cui sono detraibili ai fini IVA i costi sostenuti dal datore di lavoro per i benefit offerti ai figli dei dipendenti, in quanto classificabili come ‘spese generali connesse al complesso delle attività economiche del soggetto passivo’.In particolare, la Corte ha ritenuto che le spese sostenute per il soggiorno estivo dei figli dei dipendenti, per la formazione del personale di altre società del gruppo e per il trasporto di personale, non escludono il diritto alla detrazione dell’IVA a favore del datore di lavoro, in quanto detti costi hanno un nesso economico con le attività economiche del contribuente.
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Emissione avvisi bonari per datori di lavoro e autonomi in agricoltura
L’INPS, con il Messaggio n. 3519 del 25 settembre 2018, comunica l’avvio delle elaborazioni per l’emissione degli avvisi bonari concernenti le annualità 2016 e 2017 relativamente alla Gestione Agricoltura. Tali avvisi saranno resi disponibili nella sezione ‘Recupero Crediti’ – ‘Avvisi Bonari’ all’interno del:’Cassetto Previdenziale Autonomi in Agricoltura’, per i coltivatori diretti, i coloni e mezzadri e gli imprenditori agricoli professionali;’Cassetto Previdenziale Aziende Agricole’, per le aziende assuntrici di manodopera per gli operai a tempo determinato e indeterminato.Nello specifico verrà fornito il dettaglio dei dati relativi al residuo debito per i contributi previdenziali e assistenziali e le somme aggiuntive relativi ai seguenti periodi:per gli autonomi, ai periodi richiesti con l’emissione 2017;per i datori di lavoro agricolo, ai trimestri 3° e 4° dell’anno 2016 e 1° e 2° dell’anno 2017.Inoltre, nel prospetto saranno contenuti i riferimenti per la compilazione del modello di pagamento F24 o per l’effettuazione dell’istanza telematica di rateazione. Qualora il pagamento sia già stato effettuato, il contribuente potrà comunicarlo all’Istituto attraverso l’apposito modello presente nei Cassetti Previdenziali di riferimento nella sezione ‘Comunicazione bidirezionale’ – ‘Invio Comunicazioni’ – ‘Pagamento effettuato’, allegando la copia del versamento o riportandone gli estremi. In caso di mancato pagamento, l’Istituto provvederà all’emissione di un Avviso di addebito con valore di titolo esecutivo.
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Impossibile il licenziamento del lavoratore che rifiuta di trasferirsi lontano da casa
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 22656 del 25 settembre 2018, ha stabilito l’impossibilità del licenziamento del dipendente reo di aver rifiutato il trasferimento, se lo stesso provvedimento è ingiustificato e il dipendente continua a offrire la propria prestazione presso la vecchia sede.La condotta tenuta dall’azienda è da condannare: dopo la sentenza del giudice che converte a tempo indeterminato il contratto a termine, la stessa si limita a riammettere in servizio il dipendente, giudicando che l’ordine del giudice non abbia ad oggetto il luogo di esecuzione della prestazione.