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Versamento dell’IVA per l’estrazione di carburanti da un deposito fiscale: codice tributo
Con Risoluzione 20 febbraio 2018, n. 18, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo per il versamento, tramite il Mod. ‘F24 Versamenti con elementi identificativi’ (F24 ELIDE), dell’imposta sul valore aggiunto per l’estrazione o immissione in consumo di alcune tipologie di carburanti e combustibili da un deposito fiscale, ai sensi dell’art. 1, commi da 937 a 941, Legge n. 205/2017.Il codice tributo è il seguente:’6044′ denominato ‘Versamento IVA – Immissione in consumo dei prodotti dal deposito fiscale o estrazione dal deposito di un destinatario registrato – art. 1, comma 937, legge n. 205/2017’.Tale codice dev’essere indicato nel Mod. F24 ELIDE unitamente al codice fiscale del gestore del deposito e al relativo codice accisa.
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Videosorveglianza da giustificare: dispositivi legittimi solo dopo l’utilizzo di misure di prevenzione meno invasive
Con la Circolare n. 5 del 19 febbraio 2018, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito indicazioni sull’installazione di impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo, ponendo l’accento sulla necessità che i limiti all’utilizzo delle strumentazioni siano correlati alle ragioni giustificatrici individuate dall’impresa. L’Ispettorato afferma che, in presenza di finalità tali da giustificare il controllo (ad esempio ragioni di sicurezza sul lavoro), l’impianto di cui si chiede l’installazione può anche inquadrare direttamente i lavoratori, senza introdurre limitazioni quali l’angolo di ripresa della telecamera o l’oscuramento del volto dell’operatore.
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Risarcite a titolo di straining le azioni ostili o discriminatorie di datore e colleghi
Con l’Ordinanza n. 3977 del 19 febbraio 2018 la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso del Ministero delle finanze in relazione al caso di un’impiegata bersagliata dalle vessazioni del suo diretto superiore, ha stabilito la risarcibilità a titolo di straining delle azioni ostili o discriminatorie di datore o colleghi che danneggiano il lavoratore, anche se sporadiche e non continuative.Si legge nel provvedimento che ‘l’istituto altro non sarebbe se non una forma attenuata di mobbing nella quale non si riscontra il carattere della continuità delle azioni vessatorie’.
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Credito d’imposta riqualificazione alberghi: prorogato il termine di compilazione dell’istanza
Il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) ha reso noto sul proprio sito internet che il nuovo termine per la compilazione dell’istanza Tax Credit relativa agli interventi di riqualificazione delle strutture alberghiere (art. 10, D.L. n. 83/2014) è stabilito al 22 febbraio 2018, alle ore 14:00 (in precedenza, 19 febbraio).Il ‘click day’ per l’invio dell’istanza è fissato dalle ore 10.00 del 26 febbraio 2018 e fino alle ore 16.00 del 27 febbraio 2018.
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Terreno agricolo: il regime agevolativo viene meno se vi è un’effettiva utilizzazione edificatoria
Con Ordinanza 6 dicembre 2017, n. 29192, la Corte di Cassazione ha sancito il principio secondo cui un terreno ancorché qualificato come agricolo nel PRG, non è assoggettabile al regime fiscale previsto per i terreni agricoli (quindi alla relativa esenzione da ICI, IMU e TASI) se su di esso sono in corso lavori di edificazione di un fabbricato.In particolare, la Corte ha sancito che durante il periodo di effettiva utilizzazione edificatoria (per costruzione, demolizione, ricostruzione o esecuzione di lavori di recupero edilizio) il suolo interessato deve essere considerato area fabbricabile e ciò indipendentemente dal fatto che sia tale o meno in base ai vigenti strumenti urbanistici.
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CIGS e procedure concorsuali: decorrenza dell’esonero dal contributo addizionale
Il Ministero del Lavoro, con la Circolare n. 4 del 16 febbraio 2018, fornisce indicazioni in merito alla decorrenza dell’esonero dal versamento del contributo addizionale nei riguardi delle imprese sottoposte a procedura concorsuale con prosecuzione dell’esercizio di impresa, che si avvalgono del trattamento CIGS.Nello specifico, il Ministero precisa che il predetto esonero decorre dal giorno:di pubblicazione della sentenza dichiarativa, in caso di fallimento con esercizio provvisorio;in cui viene emesso il decreto di ammissione alla procedura concorsuale, in caso di concordato preventivo con continuità aziendale;di pubblicazione dell’accordo presso il registro delle imprese, in caso di accordo di ristrutturazione del debito;di ammissione alla procedura concorsuale, in caso di liquidazione coatta amministrativa;di dichiarazione dello stato di insolvenza, in caso di amministrazione straordinaria con autorizzazione all’esercizio d’impresa.
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Settore chimico/farmaceutico: accordo di istituzione del Fondo bilaterale di solidarietà (T.R.I.S)
Con Comunicato stampa congiunto del 15 febbraio 2018 Farmindustria, Federchimica e le organizzazioni sindacali (FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILTEC UIL) rendono noto che in data 17 ottobre 2017, le stesse Parti hanno sottoscritto l’accordo di istituzione del Fondo Bilaterale di solidarietà (Fondo T.R.I.S.) per i settori dell’industria chimica, farmaceutica, fibre chimiche, abrasivi, lubrificanti e GPL. Il Fondo, gestito dall’INPS, ha lo scopo di garantire ai dipendenti dei predetti settori, indipendentemente dai lavoratori occupati, sostegno al reddito e/o flessibilità di uscita dal mercato del lavoro. In particolare è previsto di:assicurare assegni integrativi di sostegno la reddito ai lavoratori cessati che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipata nei successivi cinque anni;favorire percorsi di innovazione delle organizzazioni aziendali, di ricambio generazionale e rinnovamento delle professionalità, garantendo prestazioni integrative, in termini di importi e durate, rispetto alle prestazioni garantite dalla legge;supportare percorsi di riconversione o riqualificazione professionale.
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L’assenza del mobbing non esclude il risarcimento per demansionamento
La Corte di Cassazione ha condannato un datore di lavoro a risarcire un dipendente per il demansionamento che questi ha subito, anche se non viene riconosciuta l’accusa di mobbing lamentata dal lavoratore stesso.Nella Sentenza n. 3871 del 16 febbraio 2018, i giudici della Corte Suprema hanno cassato la sentenza di secondo grado, che non aveva riconosciuto il demansionamento in quanto ‘non dedotto in causa come autonoma fattispecie giuridica’, stabilendo che il giudice di merito deve comunque valutare se i comportamenti adottati dal datore di lavoro, singolarmente considerati, possano configurare una qualche responsabilità per l’azienda.
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Assolto il datore di lavoro che demansiona: c’è reato solo se il lavoratore è costretto a subire il sopruso
Con la Sentenza n. 7639 del 16 febbraio 2018 la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso di un datore di lavoro, ha stabilito che la mera conoscenza di particolari e aspetti della vita privata del dipendente non basta al fine di provare la para-familiarità e quindi ad integrare il delitto di maltrattamenti in famiglia.Per provare lo stato di subordinazione/soggezione è necessario che il lavoratore perseguitato si trovi in una condizione di ‘sostanziale giogo’ rispetto al superiore ‘ossia in uno stato nel quale lo stesso sia costretto ad accettare il sopruso (
) finendo con il subire la propria autosvalutazione come male minore o, comunque, come conseguenza inevitabile del proprio stato’.
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Mod. F24 con compensazione scartato, nuovo versamento con ravvedimento operoso: Chiarimenti
L’Agenzia delle Entrate, nel corso di un incontro con la stampa specializzata, ha fornito chiarimenti in merito al comportamento da adottare quando un modello F24, contenente compensazioni, viene respinto.Si ricorda che la Legge di Bilancio 2018 è intervenuta sull’argomento delega di pagamento, modello F24, disponendo maggiori controlli sul grado di ‘affidabilità’ del credito utilizzato. È stato, infatti, stabilito che a partire dal 1° gennaio 2018, in presenza di pagamento di deleghe contenenti importi a credito, l’Agenzia delle Entrate ha 30 giorni di tempo per verificare i profili di rischio del contribuente e l’esistenza o meno di tale credito, con possibilità di respingere la compensazione.L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, qualora vengano riscontrati profili di rischio e pertanto il modello F24 venga respinto, perché il credito è inesistente o inutilizzabile, il contribuente deve necessariamente presentare un’altra delega di pagamento, applicando il ravvedimento operoso, conteggiando sanzioni ed interessi in base al ritardo con cui andrà ad effettuare il nuovo versamento.