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Licenziamento dell’operaio che non riesce a dimostrare di aver agito su ordine del superiore
La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 30564 del 26 novembre 2018, ha statuito la legittimità del licenziamento per giusta causa del dipendente, in quanto lo stesso non è riuscito a dimostrare in giudizio di aver agito sulla base di un ordine errato proveniente dal superiore gerarchico.Inoltre, i provvedimenti disciplinari ripresi nell’atto di recesso non sono elementi costitutivi della condotta addebitata, ma rappresentano un precedente della condotta rilevante al fine di determinare la sanzione e la sua proporzione.
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Mancato aggiornamento del piano di sicurezza: condanna del coordinatore dei lavori
In materia di infortuni sul lavoro, la Corte di Cassazione ha statuito la legittimità della condanna nei confronti del coordinatore per l’esecuzione dei lavori all’interno del cantiere in cui operano più imprese, in ragione dell’incidente occorso ad un dipendente caduto da una scala senza corrimano.Con la Sentenza n. 52984 del 26 novembre 2018 viene precisato che il coordinatore, seppur assolto per il reato di lesioni personali colpose vista l’inutilizzabilità in dibattimento delle dichiarazioni rese nella fase delle indagini dal lavoratore infortunato, va condannato per il mancato aggiornamento del piano di sicurezza al fattore di rischio.
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Esclusione dei primi 16 mesi di malattia professionale dal comporto
Con la Sentenza n. 30547 del 26 novembre 2018 la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso proposto da un datore di lavoro, ha confermato la condanna inflitta a quest’ultimo alla restituzione della retribuzione trattenuta al dipendente per oltre sei mesi.Nel caso in esame i giudici stabiliscono che i primi 16 mesi di assenza dovuti a malattia professionale vanno retribuiti e rimangono esclusi dal calcolo del periodo di comporto previsto dal CCNL applicato (massimo 24 mesi di assenza nell’arco di 48 mesi). Le norme del contratto collettivo vanno interpretate, infatti, nel loro complesso e in modo da realizzare un trattamento di miglior favore per il dipendente divenuto inabile per ragioni connesse allo svolgimento del lavoro.
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Diritto di rivalsa non più esercitabile dal fornitore se la società acquirente è estinta: Interpello
Con Risposta 26 novembre 2018, n. 84, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’esercizio del diritto di rivalsa della maggiore IVA accertata in capo al fornitore (cedente/prestatore), nel caso in cui ci sia la perdita dello status di soggetto passivo da parte del cliente (cessionario/committente).In particolare, l’Agenzia ha chiarito che, in caso di mancato pagamento dell’IVA da parte dell’acquirente del bene o del servizio, l’unica possibilità consentita al fornitore per il recupero dell’IVA pagata all’Erario, ma non incassata, è quella di adire l’ordinaria giurisdizione civilistica. Tuttavia, nel caso descritto, tale via è preclusa a causa della cancellazione della società cessionaria dal registro delle imprese con la conseguente perdita della titolarità del rapporto giuridico dedotto in giudizio. Dunque, il diritto di rivalsa, pur astrattamente riconosciuto, non è più giuridicamente esercitabile dal fornitore.
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ACE: chiarimenti delle Entrate per la disapplicazione delle disposizioni antielusive
Con i due Principi di diritto n. 11 e n. 12 del 6 novembre 2018 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla disapplicazione delle disposizioni antielusive relative all’agevolazione sull’aiuto alla crescita economica (ACE). In particolare, l’amministrazione finanziaria ha analizzato le ipotesi di disapplicazione contenute nell’art. 10, D.M. 14 marzo 2012 relativamente:agli incrementi di crediti da finanziamento verso altri soggetti del gruppo (Principio di diritto n. 11);agli incrementi di capitale proprio derivanti sia da conferimenti che da utili accantonati a riserva (Principio di diritto n. 12).Considerata l’abrogazione del D.M. 14 marzo 2012 si ritiene che ora il riferimento sia all’art. 13, D.M. 3 agosto 2017.
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Istruzioni INPS per il versamento dei contributi sospesi per gli eventi sismici del Centro Italia
L’INPS, con il Messaggio n. 4378 del 23 novembre 2018, fornisce le istruzioni operative per il versamento dei contributi sospesi in favore delle aziende che operano nelle Regioni del Centro Italia colpite dagli eventi sismici del 24 agosto 2016, 26 e 30 ottobre 2016 e 18 gennaio 2017. Il versamento dei contributi sospesi e l’invio delle denunce contributive sono effettuati entro il 31 gennaio 2019, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 60 rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di gennaio 2019.
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Datore di lavoro legittimato ad agire per far accertare la legittimità del licenziamento
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 30433 del 23 novembre 2018, ha statuito che sussiste in capo alla parte datoriale la legittimazione ad agire in giudizio per far accertare la legittimità del licenziamento intimato. La domanda formulata in giudizio dall’azienda non preclude al dipendente di chiedere la reintegra, mediante memoria di costituzione.Secondo la pronuncia della Corte ‘in caso di azione del datore di lavoro di accertamento della legittimità del recesso intimato, il lavoratore, nella fase sommaria, può proporre, con la memoria di costituzione, domanda di tutela ai sensi dell’art. 18 della Legge n. 300 del 1970’.
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Sì alla reintegra anche se il fatto sussiste ma non costituisce un inadempimento contrattuale
Con la Sentenza n. 30430 del 23 novembre 2018 la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso presentato da un’azienda, ha stabilito che scatta la reintegra nel posto di lavoro nel caso della dipendente di una compagnia aerea accusata di aver bloccato l’uscita dei passeggeri dalla porta anteriore del mezzo.La condotta addebitata non risulta apprezzabile sul piano disciplinare ed è del tutto assimilabile quindi dal punto di vista giuridico alla condotta materialmente inesistente. Si legge nella sentenza che ‘l’insussistenza del fatto contestato prevista dal comma quarto dell’articolo 18 modificato dalla legge Fornero si configura anche quando il fatto contestato sussiste ma non presenta profili di illiceità’.
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Riduzione contributiva in edilizia: emanato il Decreto Ministeriale
In data 23 novembre 2018, il Ministero del Lavoro ha pubblicato, nella sezione ‘Pubblicità legale’ del proprio sito internet, il Decreto 4 ottobre 2018, con il quale conferma per il 2018 la riduzione contributiva per gli operai a tempo pieno del settore edile nella misura dell’11,50%.Si attendono ora le necessarie istruzioni dell’INPS al fine dell’effettiva applicazione della riduzione contributiva.
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Cessione infraquinquennale di box auto: Interpello
Con Risposta 22 novembre 2018, n. 83, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al trattamento fiscale applicabile alla plusvalenza derivante da cessione infraquinquennale del box auto separatamente dall’abitazione principale.In particolare, l’Agenzia ha chiarito che la cessione ‘separata’ del box prima del decorso di 5 anni dal suo acquisto:fa emergere una plusvalenza che costituisce reddito diverso ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. b), TUIR, e quindi soggetto ad IRPEF. Tale plusvalenza verrà, di conseguenza, determinata con le modalità di cui all’art. 68, comma 1, TUIR;determina la decadenza, limitatamente alla pertinenza, delle agevolazioni previste in materia di prima casa ai fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali.