SeacInfo Fiscale
Via libera ad ulteriori 106 ISA dalla commissione di esperti
Come si apprende dalla stampa specializzata, la Commissione degli esperti (alla quale partecipano rappresentanti di Sose, Agenzia delle Entrate, professionisti e categorie produttive) ha espresso parere favorevole su ulteriori 106 indici sintetici di affidabilità (ISA) che dovranno tuttavia essere approvati definitivamente con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze.Si ricorda che tale nuovo strumento è basato sul grado di ‘affidabilità’ del contribuente (con una scala da 0 a 10) e permetterà di ‘superare’ gli studi di settore, nonché di abbandonare il loro utilizzo come strumento di accertamento presuntivo.
SeacInfo Fiscale
Disponibile la registrazione massiva degli indirizzi telematici: Comunicato
Con Comunicato 6 dicembre 2018 l’Agenzia delle Entrate ha annunciato che è disponibile nell’area riservata del portale ‘Fatture e Corrispettivi’ il servizio di registrazione massiva con cui gli intermediari, appositamente delegati, potranno comunicare con un’unica operazione gli indirizzi telematici da abbinare alle singole partite IVA di tutti i clienti. Accedendo al portale Fatture e Corrispettivi gli intermediari innanzitutto devono indicare se stanno operando come delegato diretto o come incaricato.In caso di delega diretta è possibile operare massivamente su tutti i suoi deleganti scegliendo l’opzione ‘Registrazione massiva indirizzo telematico’, successivamente si può procedere ad inserire la richiesta. I file da caricare devono essere in formato ‘.xsl’ o ‘.csv’, e la registrazione massiva del canale deve rispettare il vincolo massimo di 250 elementi per singolo file.Nel caso in cui operi in qualità di ‘incaricato’, per accedere alla funzione di comunicazione massiva deve dapprima necessariamente selezionare nel menù a tendina il “Codice fiscale del soggetto che ti ha incaricato”, e solo successivamente è possibile scegliere l’opzione ‘registrazione massiva indirizzo telematico’.
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Navigazione marittima: sospeso il servizio telematico ‘Registro di esposizione’
L’INAIL, con la Circolare n. 49 del 4 dicembre 2018, comunica che, per il settore della navigazione marittima, è momentaneamente sospesa l’applicazione delle disposizioni contenute nella precedente Circolare n. 22 del 15 maggio 2018.Di conseguenza, l’INAIL informa che il servizio online per la trasmissione del “Registro di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni” e del “Registro di esposizione ad agenti biologici” è temporaneamente sospeso.
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Indennità supplementare per la dirigente illegittimamente licenziata per crisi aziendale
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 31318 del 4 dicembre 2018, ha respinto il ricorso presentato da un’azienda rea di aver licenziato una dirigente addetta al settore marketing, in quanto non risulta dimostrata in giudizio né l’esistenza di una crisi aziendale, né tantomeno il calo del fatturato vista l’assunzione successiva di un’altra dirigente addetta alle medesime mansioni della precedente.Di conseguenza, l’azienda è tenuta al versamento dell’indennità supplementare in favore della dirigente d’azienda illegittimamente licenziata e successivamente rimpiazzata nelle stesse mansioni svolte da un’altra lavoratrice. Si legge nella sentenza che ‘è emerso che la dirigente era stata addetta al settore marketing e non solo commerciale, diversamente da quanto sostenuto dalla società che aveva giustificato il licenziamento della dirigente sostenendo che non fosse necessaria la adibizione di dirigenti al settore marketing’.
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Ammissibile la proposizione in secondo grado dell’eccezione volta alla dichiarazione di prescrizione dei contributi previdenziali
Con l’Ordinanza n. 31345 del 4 dicembre 2018 la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso presentato da una società alla quale era stata notificata dall’INPS una cartella esattoriale con l’intimazione al pagamento di oltre 74.000 euro di omessa contribuzione, ha stabilito l’ammissibilità della proposizione in appello dell’eccezione volta a far dichiarare la prescrizione dei contributi omessi.Si legge infatti nella sentenza che il divieto della proposizione per la prima volta in appello ‘riguarda soltanto l’eccezione in senso proprio relativa a fatti impeditivi, modificativi o estintivi del diritto fatto valere in giudizio, non rilevabili d’ufficio e dunque non vale per la prescrizione dei contributi’.
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Iva ordinaria sulla fornitura di energia elettrica per le parti comuni dei condomini
Con Risposta 4 dicembre 2018, n. 3, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla corretta aliquota IVA da applicare alla fornitura di energia elettrica per il funzionamento delle parti comuni dei condomini.In particolare l’Agenzia ha precisato che alla fornitura di energia elettrica necessaria per il funzionamento delle parti comuni dei condomini debba essere applicata l’aliquota ordinaria sull’intera fornitura.L’Amministrazione Finanziaria evidenzia innanzitutto che il D.P.R. n. 633/1972 prevede l’applicazione dell’aliquota IVA del 10% alla fornitura di ‘energia elettrica per uso domestico’, sottolineando che ‘l’uso domestico non si realizza con la destinazione ad ambienti diversi da quelli familiari’.La fornitura di energia elettrica necessaria per il funzionamento delle parti comuni dei condomini, pertanto, non soddisfa il requisito dell’uso domestico, in quanto è finalizzata ad essere impiegata esclusivamente in luoghi diversi dall’abitazione.
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Dichiarazione di successione rettificativa: Interpello
Con Risposta 4 dicembre 2018, n. 92, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla dichiarazione di successione rettificativa.Nel caso di specie l’istante ha presentato la dichiarazione di successione del coniuge, indicando in modo errato la data di morte e intendeva correggere l’errore presentando una dichiarazione rettificativa oltre il termine ordinario previsto per la presentazione della stessa (un anno dalla data di apertura della successione). Trattandosi di errore materiale che quindi non incide nella determinazione della base imponibile e non arreca pregiudizio all’attività di controllo dell’amministrazione finanziaria, l’Agenzia chiarisce che la contribuente può avvalersi di tale facoltà. Inoltre, dovrà versare, per le formalità di trascrizione, le imposte catastale e ipotecaria in misura fissa (ex art. 3 della Tariffa, allegata al D.Lgs. n. 347/1990), la tassa ipotecaria, l’imposta di bollo e i tributi speciali.
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Dipendente licenziato per la minaccia di morte verso il superiore
In materia di licenziamento per giusta causa, la Corte di Cassazione ha statuito la legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente per la pronuncia ‘a freddo’ della minaccia di morte verso il superiore, in quanto tale intimidazione grave determina un turbamento nel destinatario ed ha un effetto destabilizzante sull’attività aziendale. Con l’Ordinanza n. 31155 del 3 dicembre 2018 viene precisato che la condotta del lavoratore risulta contraria agli obblighi di collaborazione, fedeltà e subordinazione, cui è tenuto il dipendente nei confronti di un suo superiore.
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Risarcimento nel caso di danno provocato dal lavoratore che oltrepassa le proprie mansioni
Con l’Ordinanza n. 31185 del 3 dicembre 2018 la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso presentato da un istituto di credito, ha stabilito che lo stesso è tenuto al risarcimento dei danni subiti dai clienti a causa dei fatti illeciti compiuti dai lavoratori, che agiscono oltrepassando le proprie mansioni senza consultare preventivamente la parte datoriale.I giudici ritengono provato il nesso di occasionalità necessaria nella condotta dei lavoratori, che agevolano il verificarsi del danno ‘mentre le critiche della ricorrente tendono a una diversa ricostruzione dei fatti’.
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No alla conversione in tempo indeterminato nel caso di mansioni diverse da quelle indicate nel patto di prova
Con la Sentenza n. 31159 del 3 dicembre 2018 la Corte di Cassazione ha stabilito che non opera la conversione del rapporto in tempo indeterminato, nell’ipotesi di svolgimento da parte del dipendente di mansioni diverse da quelle indicate nel periodo di prova.Nel caso in esame ciò che viene in rilievo è la non correttezza nell’esecuzione dell’accordo: il dipendente può richiedere l’esecuzione del patto, oppure il risarcimento del danno patito. Si legge nella sentenza che ‘se il lavoratore dimostra che la prova ha avuto esito positivo, il recesso non viene di per sé invalidato mentre la circostanza assume rilevanza soltanto se e in quanto emerge che il provvedimento è stato determinato da motivi diversi’.