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Interessi di mora ridotti dal 3,50% al 3,01% per le somme iscritte a ruolo: Provvedimento
Con Provvedimento 10 maggio 2018, il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha fissato la misura degli interessi di mora dovuti in caso di ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo, ai sensi dell’art. 30, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602.In particolare, il Provvedimento sulla base della media dei tassi bancari con riferimento al periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2017, stimata dalla Banca d’Italia, dispone che a decorrere dal 15 maggio 2018, gli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo sono determinati nella misura del 3,01% in ragione annuale.
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Al via i due crediti di imposta per il settore cinematografico: Provvedimenti attuativi
Con due differenti decreti attuativi, il Ministero dei beni culturali, di concerto con il Ministero dell’economia, ha dato il via libera all’attuazione degli incentivi per le imprese cinematografiche e audiovisive previste dall’art. 20, comma 5, Legge n. 220/2016, ovvero il riconoscimento di due crediti di imposta per rilanciare il settore cinematografico.Il primo riguarda le imprese di distribuzione cinematografica e audiovisiva, per le quali viene concesso un credito di imposta non inferiore al 15% e non superiore al 30% delle spese sostenute per la distribuzione nazionale ed internazionale di opere cinematografiche e audiovisive di nazionalità italiana.Il secondo è rivolto alle imprese che realizzano nuove sale cinematografiche o provvedono al ripristino di sale inattive. Tale credito è riconosciuto in seguito alla presentazione di una richiesta alla Direzione Generale cinema entro 120 giorni dalla data di inizio dei lavori.
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Il somministratore non risponde dell’infortunio se la formazione grava sull’utilizzatore
Con l’Ordinanza n. 11170 del 9 maggio 2018, la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell’agenzia di lavoro temporaneo, ha stabilito che per l’infortunio occorso al lavoratore somministrato deve rispondere l’utilizzatore, se il somministratore ha trasferito all’altra parte i suoi obblighi in materia di sicurezza riguardanti la formazione dell’addetto e l’informazione sui rischi della lavorazione.
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Danno alla professionalità se il datore costringe all’inattività il dipendente
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 11169 del 9 maggio 2018, ha statuito la condanna del datore di lavoro a risarcire il danno alla professionalità causato al prestatore, per aver tardato ad adempiere l’ordine di reintegra del licenziato proveniente dal giudice.L’inattività alla quale è costretto il lavoratore risulta lesiva non solo del diritto al lavoro, ma anche dell’immagine del dipendente producendo un danno risarcibile anche in via equitativa.
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Il Cassetto fiscale si arricchisce di nuovi dati relativi agli studi di settore: Comunicato
Con Comunicato 7 maggio 2018 l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che relativamente agli studi di settore, il cassetto fiscale si arricchisce di nuovi dati; infatti il prospetto riepilogativo del cassetto fiscale, contenente le informazioni più significative degli studi presentati nei precedenti periodi d’imposta, viene integrato con i dati e le notizie relative al quinquennio 2012-2016.L’Agenzia precisa che il contribuente, nel proprio prospetto riepilogativo, potrà consultare i principali dati dichiarativi relativi agli studi di settore e, nel caso in cui riscontri errori o omissioni, potrà regolarizzare la propria posizione.Infine viene specificato che nella sezione del sito internet dell’Agenzia dedicata agli studi di settore è riportata la tempistica con la quale sono messi a disposizione dei contribuenti e degli intermediari i dati, gli elementi informativi e i software di supporto relativi agli studi di settore.La sezione è raggiungibile al seguente percorso: ‘HomeImpreseDichiarazioniStudi di Settore, Parametri, ISAStudi di settore’.
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Sanzioni applicabili alla compensazione di crediti IVA inesistenti: Risoluzione
Con Risoluzione 8 maggio 2018, n. 36, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al regime sanzionatorio applicabile all’ipotesi di utilizzo in compensazione di crediti IVA inesistenti, già recuperati in ambito accertativo e sanzionati per illegittima detrazione e infedele dichiarazione, ai sensi degli artt. 6, comma 6, e 5, comma 4, D.Lgs. n. 471/1997.In particolare, l’Agenzia ha chiarito che, in tal caso, non deve essere irrogata anche l’ulteriore sanzione di cui all’articolo 13, comma 5, D.Lgs. n. 471/1997 (per utilizzo in compensazione di crediti inesistenti) in quanto, altrimenti, la medesima violazione verrebbe punita due volte. Pertanto, conclude l’Agenzia delle Entrate:’Fermo restando, quindi, il recupero del minor credito nell’ambito della contestazione per infedele dichiarazione, le compensazioni eseguite negli anni successivi assumono legittimità e non possono essere più contestate, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n. 471 del 1997, né recuperate’.
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Lavoratori extraUE: svolgimento di attività lavorativa nelle more del rilascio del permesso per motivi familiari
L’INL e il Ministero del Lavoro, con la Nota n. 4079 del 7 maggio 2018, forniscono chiarimenti sulla possibilità per i cittadini stranieri di svolgere attività lavorativa nelle more del rilascio di un permesso di soggiorno per motivi familiari.In particolare, viene precisato che i soggetti richiedenti permesso di soggiorno per motivi familiari possono iniziare a svolgere attività lavorativa avvalendosi della semplice ricevuta postale, attestante la richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari.
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Sotto i 15 dipendenti dopo un licenziamento orale è risarcito solo chi offre la prestazione al datore
Con l’Ordinanza n. 10968 dell’8 maggio 2018, la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso di una società, ha stabilito che le conseguenze derivanti dal licenziamento orale (inefficiente) variano in base alla dimensione dell’azienda.Nelle aziende sotto i 15 dipendenti il recesso datoriale viziato non produce effetti sulla continuità del rapporto e dunque il lavoratore può essere risarcito in base alle retribuzioni perdute soltanto se offre formalmente la sua prestazione al datore di lavoro.
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Niente licenziamento del dipendente assente per scarso rendimento
Con l’Ordinanza n. 10963 dell’8 maggio 2018, la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso di una compagnia di trasporto pubblico locale, ha stabilito che non si può licenziare per scarso rendimento il lavoratore solo perché colleziona assenze dal servizio.È escluso, infatti, che l’inadempimento del lavoratore subordinato possa derivare da numerose malattie giustificate da certificati, ma non di durata tale da esaurire il periodo di comporto: nel rapporto di lavoro subordinato il dipendente non si obbliga al conseguimento di un risultato.
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Correttivi congiunturali studi di settore: Decreto in G.U.
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 4 maggio 2018, n. 102, il Decreto MEF 23 aprile 2018 in merito all’approvazione della revisione congiunturale speciale degli studi di settore per il periodo d’imposta 2017. In particolare, anche per l’anno 2017, il Decreto in esame ha approvato:interventi relativi all’analisi di normalità economica e di coerenza; correttivi congiunturali di settore; correttivi territoriali;correttivi individuali.