23/5/2018 – Il contratto a termine non diventa a tempo indeterminato per omessa comunicazione al sindacato

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Il contratto a termine non diventa a tempo indeterminato per omessa comunicazione al sindacato
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 12559 del 22 maggio 2018, respingendo il ricorso presentato da un dipendente delle poste, ha precisato che il contratto a termine non diventa a tempo indeterminato se l’azienda omette la comunicazione al sindacato.L’obbligo, pur essendo espressamente indicato dalla legge, non è previsto a pena di nullità anche dopo l’avvento del Jobs Act.

23/5/2018 – Agenzie per il lavoro e di somministrazione: requisiti del personale e dei locali

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Agenzie per il lavoro e di somministrazione: requisiti del personale e dei locali
È stato pubblicato sulla G.U. n. 117 del 22 maggio 2018 il Decreto 10 aprile 2018 con il quale il Ministero del Lavoro illustra i requisiti che devono possedere le Agenzie per il lavoro e le Agenzie di somministrazione di lavoro per lo svolgimento dell’attività.Tali requisiti riguardano sia le competenze professionali del personale che i locali per l’esercizio dell’attività.

23/5/2018 – Riassunzione di lavoratori in mobilità: no al cumulo degli sgravi fiscali

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Riassunzione di lavoratori in mobilità: no al cumulo degli sgravi fiscali
Il legislatore per incentivare l’assunzione del personale collocato nelle liste di mobilità ha previsto due tipologie di sgravi fiscali, regolati dalla Legge n. 223/91 e in particolare dagli artt. 8, comma 2 e 25, comma 9, in relazione alla tipologia di contratto stipulato: a tempo determinato oppure indeterminato.Con la Sentenza n. 12554 del 22 maggio 2018 la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso presentato dall’INPS, ha stabilito che la fruizione del doppio sgravio contributivo è possibile solo nei casi di conversione di un contratto a tempo determinato in pieno svolgimento in uno a tempo indeterminato.

23/5/2018 – Risarcimento al danneggiato decurtato dalla somma versata dall’INAIL a titolo di rendita

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Risarcimento al danneggiato decurtato dalla somma versata dall’INAIL a titolo di rendita
Con la Sentenza n. 12566 del 22 maggio 2018 le Sezioni unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che il risarcimento riconosciuto al danneggiato da un infortunio in itinere va decurtato dalla somma versata dall’INAIL a titolo di rendita per inabilità.È impossibile cumulare le due erogazioni per lo stesso danno subito anche quando l’INAIL non ha esercitato il diritto di regresso.Si legge nella sentenza che ‘(…) il risarcimento non può creare in favore del danneggiato una situazione migliore di quella in cui si sarebbe trovato se il fatto dannoso non fosse avvenuto, immettendo nel suo patrimonio un valore economico maggiore della differenza patrimoniale negativa indotta dall’illecito’.

23/5/2018 – Esonero contributivo aziende agricole per calamità naturali: precisazioni dall’INPS

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Esonero contributivo aziende agricole per calamità naturali: precisazioni dall’INPS
L’INPS ha emanato il Messaggio n. 2082 del 22 maggio 2018, con il quale fornisce alcuni chiarimenti circa l’esonero contributivo spettante alle aziende agricole iscritte nel registro delle imprese agricole in caso di calamità naturale.Nel particolare, l’Istituto precisa che per fruire dell’esonero in parola, le aziende interessate devono inviare un’istanza telematica accedendo al sito dell’INPS, nella sezione ‘Servizi On Line / Domanda esonero calamità naturali’: una volta terminate le proprie verifiche, se la domanda viene accolta, l’Istituto provvederà direttamente alla tariffazione con l’aliquota ridotta.

23/5/2018 – La mancata compilazione del quadro RU disconosce il credito di imposta: Cassazione

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La mancata compilazione del quadro RU disconosce il credito di imposta: Cassazione
Con Ordinanza 24 aprile 2018, n. 10029, la Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata compilazione del quadro RU in dichiarazione dei redditi, disconosce al contribuente il diritto al credito di imposta (nel caso di specie, per la ricerca scientifica).In particolare la Corte di Cassazione richiama la normativa che disciplina le modalità di concessione degli incentivi, la quale prevede espressamente l’indicazione del credito di imposta, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo nel corso del quale il beneficio è concesso.Inoltre, la Suprema Corte evidenza come, in tema di incentivi fiscali per la ricerca scientifica, la concessione del credito di imposta sia subordinata alla manifestazione di volontà del contribuente indicata direttamente in dichiarazione dei redditi. Pertanto, il contribuente che ha omesso tale indicazione non può invocare il principio di generale emendabilità della dichiarazione fiscale, anche se determinata da un errore e pertanto la stessa risulta destinata a rimanere irretrattabile.

23/5/2018 – Modifiche ai Modd. REDDITI PF, SC, SP, ENC, IRAP e al Consolidato nazionale 2018: Provvedimento

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Modifiche ai Modd. REDDITI PF, SC, SP, ENC, IRAP e al Consolidato nazionale 2018: Provvedimento
Con Provvedimento 21 maggio 2018, l’Agenzia delle Entrate ha apportato modifiche: ai Modelli di dichiarazione Redditi 2018-PF Fascicolo 3, REDDITI 2018 PF, Redditi 2018-ENC, Redditi 2018-SC, Redditi 2018-SP, Consolidato nazionale e mondiale 2018, Irap 2018 approvati con separati Provvedimenti del 30 gennaio 2018, nonché alle relative istruzioni;alle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati dei Modd. Redditi 2018-ENC, Redditi 2018-SC, Redditi 2018-SP, Consolidato nazionale e mondiale 2018 e Irap 2018, approvate con separati Provvedimenti del 15 febbraio 2018.L’Agenzia ha precisato che le modifiche si sono rese necessarie per adeguare i modelli e le istruzioni alla normativa vigente e alla prassi emanata successivamente alla loro approvazione e per rimuovere alcuni errori materiali riscontrati successivamente alla pubblicazione dei modelli.

22/5/2018 – Niente responsabilità dell’impresa in caso di prescrizione del reato

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Niente responsabilità dell’impresa in caso di prescrizione del reato
In materia di sicurezza sul lavoro, la Corte di Cassazione ha statuito che all’azienda non vanno comminate sanzioni quando il reato di lesioni colpose gravissime contestato al manager, in seguito all’infortunio occorso ad un operaio, è già prescritto. Con la Sentenza n. 22468 del 21 maggio 2018 viene precisato che ai fini dell’applicazione delle sanzioni ai sensi della ‘231’ è necessario dimostrare un coinvolgimento diretto dell’impresa nell’infortunio al dipendente.

22/5/2018 – Sussistenza del mobbing se in azienda si respira un clima di estrema tensione

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Sussistenza del mobbing se in azienda si respira un clima di estrema tensione
Con la Sentenza n. 12437 del 21 maggio 2018 la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso di un datore di lavoro, ha stabilito che il clima di tensione che si respira in azienda può configurare il mobbing.Risulta quindi illegittimo il licenziamento della lavoratrice per superamento del periodo di comporto, dopo la depressione cagionata dalle condotte persecutorie di colleghi e superiori.Si legge nella sentenza che risulta provata la sussistenza del mobbing ‘tanto al suo elemento obiettivo, tanto al suo elemento soggettivo dell’intendimento persecutorio, accertato nell’atteggiamento certamente afflittivo del datore di lavoro, all’interno di un procurato clima di estrema tensione all’interno dell’azienda’.

22/5/2018 – Chiamata in causa del licenziato dalla cedente e reintegrato dalla cessionaria

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Chiamata in causa del licenziato dalla cedente e reintegrato dalla cessionaria
Con la Sentenza n. 12436 del 21 maggio 2018, la Corte di Cassazione ha stabilito che il lavoratore illegittimamente licenziato dalla società cedente e reintegrato nel posto di lavoro, dopo il trasferimento del ramo d’azienda cui era già stato addetto dalla cessionaria dello stesso ramo, può essere chiamato in causa, pena la violazione dell’art. 111 c.p.c.