23/10/2018 – Dipendente reintegrato per mancata adibizione a mansioni compatibili con lo stato di salute

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Dipendente reintegrato per mancata adibizione a mansioni compatibili con lo stato di salute
In materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, la Corte di Cassazione ha statuito l’illegittimità del provvedimento espulsivo (con conseguente reintegra), per violazione dell’obbligo di repechage, nei confronti del dipendente divenuto inidoneo alle mansioni.La Suprema Corte, con la Sentenza n. 26675 del 22 ottobre 2018, ha precisato che il recesso è ingiustificato in quanto il datore non ha adibito il lavoratore a funzioni alternative anche meno prestigiose, compatibili con il suo stato di salute.

23/10/2018 – Necessaria l’inadeguatezza delle mansioni per la nullità del licenziamento per mancato superamento del periodo di prova

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Necessaria l’inadeguatezza delle mansioni per la nullità del licenziamento per mancato superamento del periodo di prova
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 26679 del 22 ottobre 2018, in accoglimento del ricorso incidentale di una ASL, ha stabilito che il licenziamento per mancato superamento del periodo di prova è affetto da nullità solo nel caso in cui il lavoratore riesce a dimostrare l’inadeguatezza delle mansioni assegnate e conseguentemente l’impossibilità per la parte datoriale di valutare l’attività svolta.Si legge nella sentenza che ‘non è configurabile un esito negativo della prova ed un valido recesso soltanto qualora le modalità dell’esperimento non risultino adeguate ad accertare la capacità lavorativa del prestatore in prova’.

23/10/2018 – Premio di fedeltà anche per la lavoratrice in permesso per l’allattamento

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Premio di fedeltà anche per la lavoratrice in permesso per l’allattamento
Con la Sentenza n. 26663 del 22 ottobre 2018 la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso di una banca, ha stabilito che la stessa deve erogare il premio fedeltà per l’anzianità di servizio alla dipendente anche se ha usufruito dei permessi per l’allattamento.Si legge nella sentenza che ‘dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia risulta chiaramente che qualsiasi trattamento sfavorevole nei confronti della donna in relazione alla gravidanza o alla maternità costituisce una discriminazione diretta fondata sul sesso’.

23/10/2018 – Licenziamento per giusta causa in caso di mancata documentazione riguardante l’assenza

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Licenziamento per giusta causa in caso di mancata documentazione riguardante l’assenza
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 26647 del 22 ottobre 2018, ha giudicato legittima l’interruzione del rapporto da parte di un’azienda nei confronti di un lavoratore straniero, colpevole di assenze ingiustificate, per essersi assentato per ritornare nel paese d’origine per assistere il padre malato e, una volta rientrato in Italia, non essersi comunque ripresentato al lavoro. Inoltre, il lavoratore non ha mai consegnato all’azienda alcuna documentazione.Nel caso in specie, i giudici della Corte Suprema hanno ritenuto ingiustificata l’assenza del lavoratore ‘non essendo stati acquisiti elementi da cui desumere che le condizioni di salute e di vita del padre del reclamato fossero tali da rendere indispensabile per un tempo così lungo la permanenza in Pakistan’.

23/10/2018 – Valido l’accertamento basato sulle informazioni fornite da Ebay: Ordinanza

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Valido l’accertamento basato sulle informazioni fornite da Ebay: Ordinanza
Con Ordinanza 18 ottobre 2018, n. 26107, la Corte di Cassazione ha stabilito che è legittimo l’accertamento che deriva dall’elenco delle operazioni di e-commerce trasmesse da Ebay e riportate nel verbale della Guardia di Finanza.Nel caso in esame al contribuente erano stati notificati avvisi di accertamento, emessi a seguito di PVC della Guardia di Finanza, la quale aveva rilevato la mancata tenuta della contabilità fiscale, in presenza di attività imprenditoriale di e-commerce. Al processo verbale di contestazione era stato allegato l’elenco delle operazioni trasmesso in file da Ebay, con il dettaglio di ogni operazione effettuata (data, oggetto, importo, acquirente), mettendo il contribuente nelle condizioni di contestare in modo specifico ogni singola operazione; cosa che non ha fatto, essendosi limitato a negare in maniera generica di svolgere attività imprenditoriale.

23/10/2018 – Agenti e rappresentanti di commercio: fino al 31/12/2018 per aggiornare la posizione nel REA

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Agenti e rappresentanti di commercio: fino al 31/12/2018 per aggiornare la posizione nel REA
Con Circolare 19 ottobre 2018, n. 3709/C, il Ministero dello Sviluppo Economico ha fornito chiarimenti in merito all’art. 11-ter, comma 1, D.L. n. 91/2018 (c.d. ‘Milleproroghe’). In particolare, il MISE ha chiarito che per i soli agenti e rappresentanti di commercio di cui alla Legge n. 204/85 sono stati riaperti i termini fino al 31 dicembre 2018 al fine di aggiornare telematicamente la loro posizione nel REA.Infatti, tutte le situazioni rimaste inevase alla data del 13 maggio 2012 potranno far valere la loro pregressa iscrizione nel ruolo di appartenenza quale requisito abilitante per l’iscrizione al Registro delle Imprese oppure potranno transitare nell’apposita sezione del REA ai fini di mantenere valido il requisito per un eventuale, futuro, avvio o ripresa dell’attività.

22/10/2018 – Detassazione dei premi: chiarimenti dell’Agenzia rispetto ad un caso specifico

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Detassazione dei premi: chiarimenti dell’Agenzia rispetto ad un caso specifico
L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 78 del 19 ottobre 2018, fornisce alcuni chiarimenti in materia di detassazione dei premi di risultato e, in particolare, in relazione alla possibilità di applicare la detassazione ad un premio una volta raggiunto l’obiettivo della redditività individuato nel valore dell’EBIT. Con specifico riferimento al caso oggetto di trattazione, l’Agenzia rileva che l’erogazione del premio non è subordinata al conseguimento di un risultato incrementale rispetto al risultato registrato dall’azienda all’inizio del periodo di maturazione del premio per quel medesimo parametro, come richiesto dalla norma, bensì è ancorato al raggiungimento di un dato stabile, fissato dal contratto aziendale, costituito dal raggiungimento di un valore dell’EBIT e, in relazione al basket di commesse, dal miglioramento del rispetto dei tempi di consegna previsto nei programmi di consegna.In ragione di quanto precisato, l’Agenzia ritiene che il premio di risultato in esame non possa fruire del regime fiscale agevolato.

22/10/2018 – Note di rettifica CIGO/CIGS e passaggio alla procedura ‘Nuovo Recupero Crediti’

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Note di rettifica CIGO/CIGS e passaggio alla procedura ‘Nuovo Recupero Crediti’
L’INPS, con il Messaggio n. 3880 del 18 ottobre 2018, comunica chealla luce delle note di rettifica emesse nel mese di luglio 2018 e attualmente in stato ‘bloccato’ per la presenza di conguagli CIGO/CIGS, nonchéal fine di supportare le aziende nell’invio di eventuali flussi di variazione necessari alla definizione e al successivo ricalcolo delle note di rettifica,sono stati prorogati i termini per il passaggio centralizzato delle note di rettifica alla procedura ‘Nuovo Recupero Crediti’.Le note di rettifica notificate e scadute saranno trasmesse alla procedura ‘Nuovo Recupero Crediti’ dopo 60 giorni dalla scadenza; tale termine sarà ricondotto a 30 giorni dal 15 novembre 2018.Dalle operazioni di ricalcolo potrebbero generarsi eventuali nuove note di rettifica, che dovranno essere considerate in annullamento e sostituzione dei precedenti addebiti notificati per i medesimi periodi di competenza.L’INPS fornisce, inoltre, i nuovi codici importo eccedenza CIG:DCGO, eccedenza CIG ordinaria D.Lgs n. 148/2015;DCGS, eccedenza CIG straordinaria D.Lgs n. 148/2015;DCGD, eccedenza CIGS in deroga D.Lgs n. 148/2015.

22/10/2018 – Risarcito dal datore il danno alla professionalità in mancanza di prova sulle mansioni equivalenti

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Risarcito dal datore il danno alla professionalità in mancanza di prova sulle mansioni equivalenti
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 26477 del 19 ottobre 2018, ha stabilito che scatta il danno alla professionalità del dipendente, se la parte datoriale non dimostra che in azienda mancano mansioni equivalenti a quelle svolte dal dipendente prima della riorganizzazione aziendale, alla quale segue il demansionamento dello stesso.Il giudice non può infatti sindacare la riorganizzazione aziendale quando è il risultato di serie e discrezionali scelte d’impresa. Spetta però al ‘datore fornire la prova liberatoria secondo cui dopo la riorganizzazione non esiste più in azienda un altro posto disponibile adeguato al grado di professionalità raggiunto dal lavoratore’.

22/10/2018 – Licenziato il dipendente dell’azienda sotto sequestro

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Licenziato il dipendente dell’azienda sotto sequestro
La Corte di Cassazione ha statuito la legittimità della risoluzione del rapporto lavorativo, disposta dall’amministratore giudiziario su ordine del giudice delegato, nei confronti del dipendente dell’azienda sequestrata ai sensi del codice antimafia (D.Lgs n. 159/2011).Con l’Ordinanza n. 26478 del 19 ottobre 2018 viene sottolineato che si è in presenza di una disposizione di ordine pubblico applicabile a tutti i contratti relativi all’azienda sequestrata (anche a quelli di lavoro) e, di conseguenza, il licenziamento non ha natura disciplinare e non vanno applicate le relative garanzie.