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Validità delle giustificazioni del lavoratore esperite entro 5 giorni dalla lettera di contestazione
Con la Sentenza n. 32607 del 17 dicembre 2018 la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso di un dipendente, ha stabilito la validità delle giustificazioni presentate da un dipendente all’azienda, se rispettano il termine di 5 giorni (ex art. 7 dello Statuto dei Lavoratori) dal ricevimento della lettera di contestazione presentate dalla parte datoriale.Il licenziamento adottato dal datore di lavoro è dunque illegittimo: il termine di 5 giorni previsto dallo Statuto dei Lavoratori è volto infatti a tutelare il diritto di difesa del dipendente e considerando tardive le controdeduzioni si arriva a negare lo stesso.
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Duplice adempimento per l’impresa sottoposta a piano di risanamento ex art. 67 L.F.
Con Risposta 17 dicembre 2018, n. 110, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alle note di variazione IVA nel piano attestato di risanamento.In particolare l’Agenzia ha precisato che nell’ipotesi di piano di attestato ex art. 67 della legge fallimentare il debitore ha l’obbligo di:registrare la nota di variazione in diminuzione;procedere al riversamento della relativa imposta all’Erario, senza attendere la conclusione del piano di risanamento.L’Amministrazione Finanziaria, infatti, precisa che il piano di risanamento ex art. 67 non è una procedura concorsuale, pertanto non è possibile applicare la disciplina prevista per il fallimento.
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In arrivo nuove lettere di compliance dall’Agenzia a seguito dello spesometro: Provvedimento
Con Provvedimento 17 dicembre 2018, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto di aver messo a disposizione dei soggetti titolari di partita IVA le informazioni derivanti dal confronto tra i dati comunicati dai contribuenti stessi e dai loro clienti soggetti passivi IVA tramite spesometro (art. 21, D.L. n. 78/2010), nel caso in cui risultino differenze tra il volume d’affari dichiarato e l’importo delle operazioni comunicate per il periodo d’imposta 2017.In particolare, il Provvedimento precisa che la comunicazione sarà disponibile tramite:posta elettronica certificata (PEC) o tramite posta ordinaria nei casi di indirizzo PEC non attivo;cassetto fiscale e nel portale ‘Fatture e Corrispettivi’.I contribuenti che hanno avuto conoscenza delle informazioni e degli elementi resi noti dall’Agenzia possono:fornire elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti in grado di giustificare la presunta anomalia;regolarizzare errori od omissioni tramite ravvedimento operoso.
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Licenziamento: verifica da parte del giudice sull’applicazione di sanzioni conservative
Secondo la Corte di Cassazione nell’ipotesi di provvedimento espulsivo illegittimo per assenza di giusta causa, la reintegra del dipendente non può essere esclusa sul rilievo che lo stesso non ha allegato l’esistenza nel CCNL di una sanzione conservativa per la condotta addebitatagli. Con la Sentenza n. 32500 del 14 dicembre 2018 viene chiarito che spetta al giudice verificare se il comportamento del lavoratore risulta contemplato dal contratto come infrazione disciplinare punita con una sanzione conservativa, visto che nel caso di specie si tratta del CCNL degli autoferrotranvieri conoscibile dal giudice senza collaborazione delle parti.
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Abolito l’obbligo di tenuta del LUL telematico presso il Ministero del Lavoro
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 290 del 14 dicembre 2018, il Decreto Legge n. 135 del 14 dicembre 2018 recante ‘Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione’. Tale decreto dispone, all’articolo 3, l’abrogazione dell’obbligo di tenere, dal 1° gennaio 2019, il LUL in modalità telematica presso il Ministero del Lavoro.
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Gestione separata per il professionista sotto soglia per l’iscrizione alla Cassa
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 32508 pubblicata il 14 dicembre 2018, ha stabilito che i professionisti che dichiarano un reddito inferiore alle soglie previste per l’iscrizione alla Cassa previdenziale di categoria, devono comunque versare i contributi alla Gestione Separata dell’INPS.La Gestione separata, infatti, tutela il professionista in merito alle aree non coperte dalle altre casse previdenziali e l’obbligatorietà dell’iscrizione è prevista per tutti coloro che percepiscono un reddito derivante dall’esercizio abituale (o occasionale) di un’attività professionale, mentre non lo è solamente quando il reddito derivante dall’attività professionale risulta già coperto dalla cassa specifica.Tale principio, chiarisce la Corte, è applicabile non solo ai commercialisti, ma anche agli ingegneri, architetti, avvocati e praticanti avvocati.
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Il dipendente ha diritto ad accedere agli atti che regolano il suo procedimento disciplinare
Con la Sentenza n. 32533 del 14 dicembre 2018 la Corte di Cassazione ha bocciato il ricorso proposto dalla banca, datrice di lavoro, che aveva impedito al lavoratore soggetto a sanzione disciplinare di visionare gli atti antecedenti a tale provvedimento e contenenti le valutazioni espresse su di lui da parte del responsabile del personale.La banca giustificava il rifiuto attraverso la tutela della privacy aziendale contro la divulgazione di informazioni sensibili, ma i Giudici hanno ritenuto che, in un bilanciamento di interessi contrapposti, la possibilità di difesa del lavoratore sanzionato che voglia impugnare il provvedimento disciplinare sia più importante della privacy dell’azienda. La banca avrebbe potuto consentire l’accesso, oscurando unicamente le informazioni dei terzi che si intendono tutelare.
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Indice TFR del mese di novembre 2018
L’Istituto centrale di statistica ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo per il mese di novembre 2018 è pari a 102,2 punti.L’incidenza percentuale della differenza rispetto all’indice in vigore al 31 dicembre 2017 è pari a 1,088032; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell’1,5% annuo, per cui si avrà un indice di rivalutazione del TFR pari a 2,191024%.
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Tasso d’interesse legale 2019: sale dallo 0,3% allo 0,8%
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 15 dicembre 2018, n. 291, il Decreto MEF 12 dicembre 2018 che modifica il tasso di interesse legale annuo.In particolare, l’art. 1 del Decreto dispone che la misura del saggio degli interessi legali (art. 1284 C.c.) è fissata allo 0,8% con decorrenza dal 1° gennaio 2019 (il tasso di interesse per il 2018 era pari allo 0,3%).
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Costo di indennizzo relativo alla risoluzione di un contratto: Interpello
Con Risposta 12 dicembre 2018, n. 108, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla corretta imputazione temporale dell’indennizzo in presenza di una risoluzione del contratto.In particolare l’Agenzia ha precisato che, in presenza di una società che redige il bilancio secondo i principi contabili nazionali, il pagamento dell’indennizzo derivante dalla risoluzione di un contratto è deducibile nel momento in cui sorge l’obbligazione della società al pagamento della controparte.Nella fattispecie il quesito è stato posto da una società che nel 2007 aveva sottoscritto un contratto di leasing in costruendo per la realizzazione di un centro commerciale, ma a seguito di un sequestro preventivo da parte del Tribunale, nel 2017 la Corte di Cassazione confermava l’ordine di confisca di tale immobile e il contratto di leasing rimaneva non eseguito. Solo nel 2018 le parti trovavano un punto di incontro e concludevano la transazione.Secondo l’Agenzia delle Entrate, pertanto, l’ordine di confisca del bene è stato emesso nel 2017, quindi il componente negativo caratterizzato dall’indennizzo conseguente alla risoluzione del contratto può essere riconosciuto nel periodo di imposta 2017.