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Non revocabili i benefici normativi e contributivi per il datore che garantisca trattamenti uguali al contratto
In tema di benefici normativi e contributivi, l’INL precisa che non sono revocabili quelli goduti dal datore che riconosce ai propri lavoratori un trattamento normativo e retributivo uguale o addirittura migliore rispetto a quanto previsto dal contratto.Con la Circolare n. 9 del 10 settembre 2019, l’Istituto chiarisce che ai fini del riconoscimento dei benefici normativi e contributivi è infatti richiesto il rispetto dei contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali e aziendali (art. 1, c. 1175, Legge n. 296/2006).
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Provvedimenti disciplinari reiterati: non sempre intento persecutorio
La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 22288 del 5 settembre 2019, ha statuito che non in tutte le ipotesi di reiterati provvedimenti disciplinari (e non) adottati nei confronti di un lavoratore si configuri l’intento persecutorio, ingiurioso od offensivo.I giudici hanno precisato che ciò vale anche qualora i suddetti provvedimenti siano successivamente giudicati illegittimi in sede giudiziale. Escluso il mobbing nei confronti del dipendente di banca che aveva rassegnato le dimissioni per giusta causa.
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La riduzione delle mansioni non sempre è demansionamento
In tema di demansionamento, la Corte di Cassazione afferma che spetta al datore la prova dell’insussistenza del demansionamento o la giustificazione dello stesso.Con l’Ordinanza n. 22488 del 9 settembre 2019, la Corte sottolinea che dalla riduzione delle mansioni non consegue un’automatica dequalificazione professionale, per la quale deve invece ricorrere una sottrazione di mansioni che comporti un abbassamento del livello globale delle prestazioni con conseguente impoverimento della professionalità del lavoratore.
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Applicabilità delle agevolazioni ‘prima casa’: Interpelli
Con le Risposte 10 settembre 2019, n. 377 e 378, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’applicabilità delle agevolazioni ‘prima casa’ in caso di possidenza di altro immobile situato nello stesso Comune.Nello specifico, l’Amministrazione finanziaria ha affermato che l’agevolazione:è ammessa nel caso in cui un soggetto, già proprietario di un’abitazione in un dato Comune, acquisti un nuovo immobile nel medesimo Comune e:l’immobile preposseduto sia stato acquistato prima del 1993 (quando non era ancora prevista l’aliquota IVA agevolata) e sia l’unico posseduto nel Comune di residenza;non abbia già fruito dell’agevolazione in esame per altri immobili;vengano rispettati i requisiti di cui alla lett. a) della nota II-bis;il soggetto si impegni nell’alienazione/vendita dell’immobile preposseduto entro un anno;gli immobili siano catastalmente classificabili in categorie diverse da A1, A8 e A9;non è ammessa nel caso in cui un soggetto sia proprietario di un immobile, sito nel medesimo Comune dell’immobile che intende acquistare, concesso in locazione. Secondo l’Agenzia non può ‘
attribuirsi rilevanza ad un concetto di ‘inidoneità’ collegato ad una indisponibilità ‘giuridica’ [
] di carattere meramente temporaneo, e comunque dipendente dalla volontà del soggetto’.
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Locazioni brevi e attività d’impresa: Interpello
Con Risposta ad Interpello n. 373, datata 10 settembre 2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, in mancanza del regolamento (ad oggi non ancora emanato) di definizione dei criteri in base ai quali l’attività di locazione breve si presume svolta in forma imprenditoriale, è necessario fare riferimento ai principi generali stabiliti dall’articolo 2082, codice civile, e dall’articolo 55, TUIR.L’Amministrazione finanziaria ricorda inoltre che, per accedere al regime della cedolare secca applicabile alle locazioni brevi, il soggetto che concede in locazione l’immobile deve essere una persona fisica che non agisce nell’ambito di un’attività di impresa.
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No collaborazione in presenza di eterodirezione e in mancanza di titolo di avvocato
La Cassazione ha confermato la subordinazione del lavoratore, privo di titolo di avvocato, che da anni lavora presso uno studio legale. Con la Sentenza n. 22634 del 10 settembre 2019, la Corte ha escluso la sussistenza degli elementi della collaborazione, dal momento che è l’avvocato a definire gli obiettivi e a impartire direttive anche sull’orario di lavoro, ed è lui il responsabile nei confronti dei clienti per prestazioni assunte come proprie e non come contributo altrui.
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Assicurazione infortuni domestici: entro il 15 ottobre il pagamento dell’integrazione del premio
L’INAIL, con avviso pubblicato sul proprio sito istituzionale, ha ricordato agli assicurati contro gli infortuni domestici che devono effettuare entro il prossimo 15 ottobre il pagamento dell’integrazione di 11,09 euro, al fine di allinearsi all’importo annuale della polizza (24 euro) fissato dalla Legge di Bilancio 2019.L’Istituto ha precisato che, in caso di mancato versamento degli iniziali 12,91 euro, il pagamento del premio annuale pari a 24 euro dovrà essere effettuato in un’unica soluzione.
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Requisiti per la ruralità degli edifici strumentali all’attività agricola: Interpello
L’Agenzia delle Entrate, con Risposta ad Interpello 10 settembre 2019, n. 369, ha fornito chiarimenti in merito ai requisiti per il riconoscimento del carattere di ruralità ai fini fiscali delle costruzioni strumentali necessarie per lo svolgimento dell’attività agricola. Il caso di specie riguarda un soggetto possessore di partita IVA agricola (con volume d’affari non superiore a 7.000 euro annui), proprietario di un terreno coltivato in un comune e di un edificio di categoria D/10, accanto all’abitazione principale, utilizzato come ricovero attrezzi situato appena dopo il confine del comune vicino.Richiamando espressamente l’articolo 9, comma 3-bis, D.L. 30 dicembre 1993, n. 557, l’Agenzia ha chiarito che in relazione agli immobili rurali strumentali vanno rispettati i soli requisiti oggettivi e pertanto si deve accertare che esista l’azienda agricola e che siano presenti terreni e costruzioni che congiuntamente siano, di fatto, correlati alla produzione.
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Patent box: chiarimenti alla luce delle modifiche apportate dal Decreto crescita
Con Risoluzione n. 81/2019 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sul Patent box alla luce delle modifiche apportate alla disciplina dal Decreto Crescita (D.L n. 34/2019); dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del citato decreto (ovvero 1° maggio 2019) è infatti possibile scegliere, in alternativa alla procedura di ruling di cui all’articolo 31-ter, D.P.R. n. 600/1973, di determinare e dichiarare direttamente il reddito agevolabile.In particolare, il documento di prassi ha chiarito che i soggetti IRES con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare in corso al 1° maggio 2019, che utilizzano per tale periodo il modello di dichiarazione ‘REDDITI 2019SC’ o ‘REDDITI 2019ENC’, esercitano l’opzione di indicare direttamente in dichiarazione il reddito agevolabile e comunicano il possesso della documentazione indicando il codice “1” nel campo “Situazioni particolari” posto nel frontespizio della dichiarazione, in corrispondenza del riquadro “Altri dati”.
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È operativo il tavolo contro il caporalato
Con la pubblicazione in G.U. del 3 settembre del Decreto del Ministero del Lavoro 4 luglio 2019, è divenuto operativo il tavolo presieduto dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali per il contrasto del caporalato e dello sfruttamento lavorativo nel settore dell’agricoltura.