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Comunicazioni facoltative in precompilata per il Terzo settore: Decreto in G.U.
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 6 febbraio 2018, n. 30, il Decreto MEF 30 gennaio 2018 relativo alla trasmissione all’Agenzia delle Entrate dei dati riguardanti le erogazioni liberali in denaro.Il Decreto prevede che, ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, con riferimento ai dati relativi agli anni d’imposta 2017-2018-2019, in via sperimentale, le Onlus, le associazioni di promozione sociale, le organizzazioni di volontariato, le fondazioni e associazioni riconosciute possono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate, in via facoltativa, entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento, una comunicazione contenente i dati relativi alle erogazioni liberali in denaro deducibili e detraibili.La comunicazione riguarda le erogazioni eseguite nell’anno precedente da persone fisiche, tramite sistemi di pagamento tracciabili, e le somme eventualmente rimborsate ai donatori; sono pertanto escluse le donazioni in natura e quelle effettuate da parte di enti e società.Considerato il carattere sperimentale della comunicazione, il decreto esclude l’applicazione di un regime sanzionatorio in caso di omesso, tardivo o mancato invio.È applicata, invece, la sanzione qualora l’errore determini un’indebita fruizione di detrazioni o deduzioni nella dichiarazione precompilata.
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Non decorrenza del termine di prescrizione per la rendita INAIL dalla mera diagnosi della malattia
Con l’Ordinanza n. 2842 del 6 febbraio 2018 la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell’interessato, stabilisce che il giudice, per verificare il decorso del termine triennale di prescrizione dell’azione del lavoratore per ottenere dall’INAIL la rendita permanente da malattia di servizio, deve prendere in considerazione esistenza, natura e grado di indennizzabilità della patologia.Nel provvedimento si legge che ‘(
) ai fini della decorrenza del termine di prescrizione, il giudice deve sempre accertare il momento in cui l’esistenza della malattia professionale indennizzabile sia stata riconosciuta o fosse riconoscibile come tale dall’interessato, non potendo identificare la conoscenza dell’origine professionale e del grado di indennizzabilità con la diagnosi della malattia’.
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Non responsabile il committente per l’incidente occorso all’operaio durante i lavori in quota
In materia di infortuni sul lavoro, la Corte di Cassazione ha statuito l’esclusione della responsabilità penale del committente per lesioni colpose ai danni dell’operaio, caduto durante l’effettuazione di lavori in quota, in quanto spetta al coordinatore per la progettazione e l’esecuzione dei lavori la redazione del piano di sicurezza. La Suprema Corte, con la Sentenza n. 5477 del 6 febbraio 2018, ha chiarito che nei cantieri mobili e temporanei gli obblighi del committente sono differenti da quelli del nominato coordinatore, che deve possedere specifici requisiti tali da assicurare una competenza tecnica, di cui il primo può essere privo. Pertanto, al committente compete il controllo della materiale predisposizione di un piano di sicurezza idoneo da parte del coordinatore e tale obbligo non può integrare l’integrale e piena responsabilità per il contenuto del documento.
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Dichiarazione IVA 2018: aggiornato il software di controllo
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono disponibili gli aggiornamenti per il software di controllo della dichiarazione IVA 2018, che consente di evidenziare, mediante appositi messaggi di errore, eventuali anomalie o incongruenze.Sono stati, pertanto, risolti i problemi di errori bloccanti sulla dichiarazione IVA, dei giorni scorsi.In particolare gli aggiornamenti correggono:il controllo sul frontespizio della sottoscrizione dell’ente o società controllante;il controllo del campo VL30, col. 2 con relativo adeguamento alle modifiche delle specifiche tecniche.Infine è stato rimosso il controllo della presenza del quadro VI nel modello IVA base.
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Modificate le specifiche tecniche per comunicare i dati relativi alla precompilata: Provvedimenti
Con quattro distinti Provvedimenti, datati 6 febbraio 2018, l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato le specifiche tecniche per la comunicazione dei dati relativi:ai pagamenti effettuati a mezzo bonifico per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici. In particolare, è stata introdotta una nuova causale al fine di individuare i bonifici relativi alle spese per l’arredo degli immobili ristrutturati;ai contributi versati alle forme pensionistiche complementari di cui al D.Lgs. n. 252/2005. In particolare, è stata prevista l’obbligatorietà, a partire dai dati relativi al 2018, dell’indicazione del codice fiscale del soggetto che sostiene la spesa se diverso dall’iscritto alla forma di previdenza complementare;alle spese sanitarie rimborsate. L’implementazione è volta ad acquisire l’informazione dei contributi detraibili, anziché deducibili, ricevuti dai soggetti che erogano i rimborsi delle spese sanitarie;agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati su parti comuni di edifici residenziali. A tal riguardo sono state aggiornate le modalità e i termini di trasmissione dei dati nel caso in cui la comunicazione contenga codici fiscali non validi.L’Agenzia precisa che tali modifiche sono state apportate per consentire una compilazione sempre più completa della dichiarazione dei redditi precompilata.
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Il contratto a termine deve essere firmato anche dal dipendente
Con l’Ordinanza n. 2774 del 5 febbraio 2018 la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso presentato da un lavoratore, ha dichiarato illegittimo il contratto a termine firmato solo dal datore di lavoro.La Suprema Corte, rifacendosi a un consolidato orientamento, sottolinea la necessità, per quanto attiene al contratto a tempo determinato, della forma scritta ad substantiam al fine di tutelare il lavoratore, che deve essere consapevole delle condizioni imposte dal datore di lavoro.Tale cognizione può essere espressa solo mediante sottoscrizione di entrambe le parti; nel caso di specie, invece, la sottoscrizione quale forma di accettazione esplicita era stata sostituita da quella implicita, ovvero dal mero espletamento dell’attività lavorativa concordata il giorno seguente la riunione informativa.
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INPS: regolarizzazione di gennaio 2018 entro il 16 aprile 2018
Come si ricorderà l’INPS, con la Circolare n. 13/2018, ha determinato, per l’anno 2018, il limite minimo di retribuzione giornaliera ed aggiornato gli altri valori per il calcolo di tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza ed assistenza sociale per la generalità dei lavoratori dipendenti.Ora, l’Istituto previdenziale, con il Messaggio n. 536 del 5 febbraio 2018, rende noto che i datori di lavoro che per il versamento dei contributi relativi al mese di gennaio 2018 non abbiano potuto tenere conto dei suddetti valori contributivi aggiornati, possono regolarizzare tale periodo entro il 16 aprile 2018.
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Invio dati fatture, scadenza differita al 6 aprile 2018: Provvedimento
Con Provvedimento 5 febbraio 2018, l’Agenzia delle Entrate ha prorogato la scadenza per l’invio dei dati fatture, c.d. ‘spesometro’, relativo al secondo semestre 2017.La nuova scadenza viene fissata al 6 aprile 2018 (al sessantesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del provvedimento).Entro tale data, inoltre, sarà possibile inviare eventuali correzioni delle comunicazioni inviate per il primo semestre 2017.Dalle specifiche tecniche si evince che sono confermate la facoltatività dei dati relativi all’indirizzo delle controparti, e la possibilità di comunicare i dati del documento riepilogativo (nuovo tipo documento TD12).È facoltà del contribuente inviare i dati con cadenza semestrale.
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Accordo aziendale: non necessaria la forma scritta per la stipula e la disdetta
Secondo la Corte di Cassazione per la stipula dell’accordo aziendale non è richiesta necessariamente la forma scritta, ma è ammessa la conclusione anche per fatti concludenti e, di conseguenza, una delle parti può dare la disdetta anche a voce, a meno di un’eventuale diversa pattuizione scritta precedentemente raggiunta dalle parti. La Suprema Corte, con la Sentenza n. 2600 del 2 febbraio 2018, ha chiarito che il principio di libertà delle forme trova applicazione anche rispetto all’accordo o al contratto collettivo di lavoro di diritto comune e che spetta alla parte che eccepisce l’avvenuto recesso l’onere della prova e se gli altri contraenti hanno chiesto di metterlo per iscritto la prima deve dimostrare che la successiva dichiarazione era solo confermativa.
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Sì al risarcimento del danno oltre le tabelle milanesi per le gravi sofferenze patite dal lavoratore morto di amianto
Con l’Ordinanza n. 2598 del 2 febbraio 2018, la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso presentato da una S.p.a., conferma il risarcimento del danno biologico pari a 1.000 euro al giorno (e non a 800) dalla diagnosi fino al decesso del lavoratore.Il giudice può riconoscere al lavoratore morto per l’esposizione all’amianto in fabbrica un risarcimento superiore ai limiti di valore delle tabelle milanesi, se motivato in modo specifico, ad esempio perché il danneggiato non è vissuto molto oltre il momento in cui gli è stata diagnosticata la malattia, ma lo ha fatto fra gravi sofferenze.Si legge nell’ordinanza che ‘nella liquidazione del danno biologico, quando manchino criteri stabiliti dalla legge, l’adozione della regola equitativa di cui all’art. 1226 c.c. deve garantire non solo l’uniformità di giudizio di fronte a casi analoghi, prendendo come riferimento le tabelle del Tribunale di Milano, ma anche una adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto’.