3/9/2018 – Il lavoratore in malattia può svolgere un’altra attività e percepire reddito

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Il lavoratore in malattia può svolgere un’altra attività e percepire reddito
Con la Sentenza n. 21517 del 31 agosto 2018 la Corte di Cassazione ha ritenuto illegittimo il licenziamento del lavoratore che, a seguito di infortunio sul lavoro, ha prestato nel periodo di malattia un’altra attività lavorativa poiché il lavoro svolto non ha pregiudicato né ritardato la guarigione.I giudici hanno ricordato che la malattia non impedisce lo svolgimento di una prestazione lavorativa purché questa non cagioni alterazioni sullo stato di salute e hanno aggiunto che l’aliunde perceptum non rileva ai fini dell’indennità risarcitoria se ha natura di reddito da capitale e non di reddito da lavoro (nel caso in questione derivava da una partecipazione societaria), in quanto esisteva anche prima dell’interruzione lavorativa.

3/9/2018 – Infortuni nelle grandi aziende: non sempre è responsabile il datore di lavoro

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Infortuni nelle grandi aziende: non sempre è responsabile il datore di lavoro
In materia di infortuni sul lavoro, la Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità dell’amministratore di una grande società per l’infortunio occorso ad un operaio nell’utilizzo di un macchinario, in quanto non ritenuto responsabile.Con la Sentenza n. 39324 del 31 agosto 2018, i giudici della Suprema Corte hanno precisato che nelle grandi strutture complesse va verificata l’esistenza di una struttura gerarchica di poteri e responsabilità in virtù della quale, in caso di infortunio, è necessario individuare il soggetto preposto alla gestione del rischio. È infatti riconducibile ‘alla sfera di responsabilità del preposto l’infortunio occasionato dalla concreta esecuzione della prestazione lavorativa, a quella del dirigente il sinistro riconducibile al dettaglio dell’organizzazione dell’attività lavorativa e a quella del datore, invece, l’incidente derivante da scelte gestionali di fondo’. Nel caso in specie, dunque, la responsabilità attiene al preposto, mentre ne è esonerato il datore di lavoro.

3/9/2018 – Dal 1° settembre 2018, obbligo di fatturazione elettronica per il ‘tax free shopping’: Comunicato

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Dal 1° settembre 2018, obbligo di fatturazione elettronica per il ‘tax free shopping’: Comunicato
L’Agenzia delle Dogane sul proprio sito internet ha ricordato che a decorrere dal 1° settembre 2018 è in vigore l’obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di beni di cui art. 38-quater, D.P.R. n. 633/72.In particolare, a decorrere da tale data, l’art. 38-quater, D.P.R. n. 633/1972 dispone l’obbligo dell’emissione della fattura ‘tax free shopping’ in formato elettronico. Al fine di adempiere a tale obbligo, l’Agenzia delle Dogane ha messo a disposizioni due modalità facilitate per aderire al servizio ‘OTELLO 2.0’:System-to-System (S2S);User-to-System (U2S).

1/10/2018 – ISTANZA RIMBORSO IVA UE

Scadenza: ISTANZA RIMBORSO IVA UE
presentazione telematica dell’istanza di rimborso dell’IVA assolta in altro Stato UE relativa al precedente periodo d’imposta da parte di operatori residenti

1/10/2018 – MOD. 730

Scadenza: MOD. 730
Comunicazione al datore di lavoro o ente pensionistico di voler effettuare un minor o nessun acconto IRPEF/cedolare secca

Soggetti: Lavoratori subordinati e pensionati

3/9/2018 – Utilizzo dati dell’Archivio rapporti finanziari per le società a rischio evasione: Provvedimento

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Utilizzo dati dell’Archivio rapporti finanziari per le società a rischio evasione: Provvedimento
Con Provvedimento 31 agosto 2018, n. 197357, l’Agenzia delle Entrate ha avviato la sperimentazione della procedura di analisi del rischio di evasione per le società di persone e di capitali utilizzando le informazioni comunicate all’Archivio dei rapporti finanziari.In particolare, la procedura individua le società, che pur avendo accrediti sui conti correnti di importo rilevante, per l’anno d’imposta 2016:hanno omesso la presentazione della dichiarazione ai fini delle imposte dirette ed ai fini IVA;hanno presentato la dichiarazione ai fini delle imposte dirette o ai fini IVA priva di dati contabili significativi (i dati comunicati all’anagrafe tributaria dai diversi soggetti finanziari non trovano corrispondenza nelle dichiarazioni in oggetto).Inoltre, il provvedimento definisce le modalità di svolgimento dell’attività operativa.

31/8/2018 – Rilascio della DID da parte dei cittadini UE: precisazioni ANPAL sul requisito della residenza

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Rilascio della DID da parte dei cittadini UE: precisazioni ANPAL sul requisito della residenza
L’ANPAL, con la Circolare n. 4 del 29 agosto 2018, interviene per fornire chiarimenti in merito al requisito della ‘residenza’ ed al rilascio, da parte dei cittadini dell’Unione europea, della dichiarazione di immediata disponibilità (DID).L’Agenzia precisa che possono rilasciare la DID e ricevere i servizi e le misure di politica attiva del lavoro i cittadini dell’Unione europea che soggiornano sul territorio italiano, nel rispetto dell’art. 45 del TFUE e della direttiva 2004/38/CE.Il riferimento al requisito della ‘residenza’ contenuto nell’art. 11, comma 1, lett. c), del D.Lgs n. 150/2015, ‘deve necessariamente essere letto in relazione al principio di libera circolazione dei lavoratori nell’Unione europea e dei principi sopra indicati, non potendo costituire, in alcun modo, un ostacolo all’effettiva tutela dei cittadini dell’Unione europea e alla parità di trattamento degli stessi, ai fini di un concreto e reale supporto nella ricerca di un lavoro.’

31/8/2018 – Conferimento di ramo d’azienda: trattamento fiscale

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Conferimento di ramo d’azienda: trattamento fiscale
Con Risoluzione 9 agosto 2018, n. 63, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al trattamento fiscale applicabile al conferimento da parte di un soggetto non residente in Italia di un ramo d’azienda di una sua stabile organizzazione in Italia a favore di un altro soggetto residente.In particolare, l’Amministrazione finanziaria ritiene che al conferimento in oggetto è applicabile il regime della c.d. neutralità fiscale previsto dal combinato disposto degli articoli 178, comma 1, lettera c), e 179, comma 2, TUIR, limitatamente agli elementi patrimoniali della stabile organizzazione effettivamente confluiti nella società conferitaria.

30/8/2018 – S.r.l. tenuta al risarcimento del danno nei confronti dell’amministratore revocato senza giusta causa

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S.r.l. tenuta al risarcimento del danno nei confronti dell’amministratore revocato senza giusta causa
Con l’Ordinanza n. 21233 del 28 agosto 2018 la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società a responsabilità limitata che contestava la condanna al risarcimento per l’omessa corresponsione di retribuzioni all’amministratore unico: secondo la s.r.l. non si doveva applicare la disciplina della revoca per le società per azioni (2383 c.c.), ma quella della revoca del mandato oneroso (1725 c.c.).La Cassazione ha ritenuto che il risarcimento del danno fosse dovuto sulla base dell’art. 1223 c.c. (inadempimento contrattuale), a nulla rilevando che l’assenza di giusta causa derivasse dalla violazione della disciplina sul mandato piuttosto che da quella sulla revoca di amministratori di società per azioni.

30/8/2018 – Omesso versamento di ritenute riconosciuto anche se sono pagati acconti sulle retribuzioni

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Omesso versamento di ritenute riconosciuto anche se sono pagati acconti sulle retribuzioni
In materia di reati previdenziali, la Sentenza n. 39043 del 28 agosto 2018 della Corte di Cassazione ha confermato ancora una volta che l’omissione del versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali può essere dimostrata anche solo con la presentazione del DM10 da parte della procura, che attesti il pagamento delle retribuzioni da parte dell’imprenditore.Nel caso in specie, a nulla vale l’eccezione che il pagamento delle retribuzioni riguardava solo acconti sulle stesse e non era integrale: i giudici della Corte Suprema hanno infatti precisato che il reato di omesso versamento si configura anche nel caso di corresponsione di acconti, seppur di modesta entità, sulle retribuzioni.