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Progressione degli scatti non cancellata dalla conciliazione in sede amministrativa
Secondo la Corte di Cassazione la conciliazione sottoscritta in sede amministrativa non cancella il diritto del dipendente alla progressione degli scatti di anzianità. L’accordo sindacale infatti può precludere la possibilità di rivendicare le differenze retributive, ma non intaccare diritti indisponibili.Si legge nella Sentenza n. 25315 dell’11 ottobre 2018 che l’anzianità di servizio ‘rappresenta la dimensione temporale del rapporto di lavoro nel cui ambito integra il presupposto di fatto di specifici diritti (quali quelli all’indennità di fine rapporto o agli scatti di anzianità)’.
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Lavoratori impatriati: risposta ad Interpello dell’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta n. 32 dell’11 ottobre 2018, interviene a seguito di Interpello con il quale vengono chiesti chiarimenti in merito all’applicabilità del regime fiscale agevolato previsto per i c.d. lavoratori impatriati dall’art. 16, comma 2 del D.Lgs n. 147/2015. In particolare viene chiesto se un cittadino italiano, in possesso del titolo di laurea, iscritto all’AIRE nel periodo di svolgimento di attività all’estero (dal gennaio 2012 a maggio 2018 ha svolto attività di lavoro dipendente in Inghilterra e Olanda), che nel giugno 2018 è rientrato in Italia assunto con contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, possa beneficiare del predetto regime fiscale agevolato.L’Agenzia delle Entrate, ribadendo quanto già espresso con la Risoluzione n. 51/E del 2018, fornisce risposta affermativa ricordando tra l’altro che possono accedere al beneficio fiscale i soggetti che non risultino fiscalmente residenti in Italia per almeno i due anni precedenti il rientro in Italia.
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Superato l’obbligo di protocollazione sulle fatture di acquisto
Con Risposta 11 ottobre 2018, n. 34, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla procedura di numerazione, registrazione e protocollazione delle fatture e dei documenti relativi a beni e servizi acquistati o importati nell’esercizio di impresa, arte o professione.L’Agenzia, con riferimento all’obbligo di numerazione progressiva, ha precisato che: ‘così come le fatture di vendita elettroniche, anche le fatture elettroniche di acquisto possono essere memorizzate su idoneo supporto informatico. In tal caso, non essendo possibile apporre il numero progressivo di registrazione sulle singole fatture ricevute, stante la staticità ed immodificabilità del documento elettronico, l’esigenza di individuare con facilità la fattura elettronica dovrà trovare necessaria soluzione nell’ambito del sistema di contabilità, attraverso l’associazione informatica della fattura ai dati annotati nell’apposito registro IVA’.L’Agenzia evidenzia che la nuova procedura di ricezione, protocollazione e registrazione delle fatture di acquisto, esplicitata dalla società che ha proposto l’interpello, garantisce comunque una correlazione univoca tra la fattura protocollata in ingresso e l’annotazione della stessa nel registro IVA. Tale correlazione si verifica riportando ulteriormente sul registro IVA acquisti il numero virtuale attribuito alla fattura e il numero progressivo attribuito alla fattura dal fornitore.Nella bozza di Decreto collegato alla Legge di bilancio, in linea con la risposta all’interpello, viene prevista l’abolizione dell’obbligo di numerare le fatture di acquisto ricevute.
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Chiarimenti sulla fruibilità del c.d. ‘sisma bonus’: Interpello
Con Risposta 11 ottobre 2018, n. 31, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla detrazione delle spese sostenute per i lavori antisismici su edifici situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, c.d. ‘sisma bonus’. In particolare, l’Agenzia ha precisato che, ai sensi dell’art. 3, comma 2, D.M. n. 58/2017, ai fini della fruibilità del bonus, è necessario che il progettista dell’intervento strutturale asseveri la classe di rischio precedente l’intervento e quella conseguibile a conclusione dei lavori. Pertanto, l’asseverazione del progetto deve essere allegata alla SCIA al momento della sua presentazione presso lo sportello unico e consegnata in copia al committente per l’ottenimento dei benefici fiscali.Di conseguenza, come stabilito dall’art. 3, comma 5, D.M. 28 febbraio 2017, n. 58, un’asseverazione tardiva non consente l’ottenimento dei benefici fiscali di cui all’art. 16, comma 1-quater, D.L. n. 63/2013.
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Si al risarcimento della dirigente vittima di mobbing da parte dell’azienda
La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 25105 del 10 ottobre 2018, ha statuito che il datore di lavoro è tenuto al risarcimento del danno emergente, biologico, morale ed esistenziale subito dalla dirigente mobbizzata dall’azienda.L’azienda deve risarcire la dirigente perché la Corte di Appello ha ritenuto dimostrata ‘la condizione di disagio nella quale la dirigente era stata costretta ad operare presso l’originaria sede’, evidenziando l’illegittimità del successivo trasferimento e le ‘chiare ricadute sulla vita personale e professionale della lavoratrice’.
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No all’accertamento induttivo puro anche in presenza di dipendenti in nero
Con l’Ordinanza n. 24995 del 10 ottobre 2018, la Corte di Cassazione ha stabilito che non bastano i dipendenti in nero a far scattare l’accertamento induttivo puro a carico dell’azienda.I due lavoratori infatti risultano messi a posto dopo poco tempo e le irregolarità contabili dell’impresa non sono tanto gravi e ripetute da legittimare il fisco a ricorrere all’accertamento induttivo puro, che consente di ricostruire l’imponibile ai fini dei tributi sul reddito e dell’Iva prescindendo dalle scritture sociali.
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In arrivo procedure tecniche semplificate collegate alla fatturazione elettronica
Durante l’audizione parlamentare in Commissione Finanze della Camera di ieri, 10 ottobre 2018, l’amministratore delegato di Sogei Spa ha annunciato che sono in corso una serie di semplificazioni sulle procedure tecnico-amministrative collegate alla fatturazione elettronica.Tra le semplificazioni segnaliamo:l’attivazione delle deleghe: ovvero la possibilità per gli intermediari di attivarle in modo massivo;modalità di consultazione per i privati: è prevista la realizzazione di una funzionalità di consultazione delle fatture B2C per rendere possibile la consultazione delle fatture emesse nei loro confronti anche ai contribuenti privati, non titolari di partita IVA;l’evoluzione dell’applicazione web per la generazione della fattura: sono previsti interventi migliorativi per utilizzare informazioni già disponibili al sistema e per velocizzare la generazione della fattura. Inoltre per il 2019 sono previste ulteriori interventi, tra cui la realizzazione di regole tecniche che consentiranno alle imprese di emettere e trasmettere allo SDI le fatture attraverso il registratore telematico.
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Bonus pubblicità: ammissibili le spese sostenute per le società concessionarie
Sono disponibili sul sito internet del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, le FAQ relative alla disciplina del credito d’imposta su investimenti pubblicitari incrementali, aggiornate al 9 ottobre 2018.In particolare, tra le precisazioni fornite, si segnala il chiarimento riguardante gli investimenti pubblicitari effettuati attraverso società specializzate (concessionarie). Molto spesso, infatti, l’attività di ricerca e di acquisizione della pubblicità non è gestita dai media direttamente, ma tramite società specializzate alle quali viene affidato sostanzialmente un incarico di mandato.In merito, è stato chiarito che:le somme complessivamente fatturate da società concessionarie della raccolta di pubblicità sono interamente ammissibili ai fini del calcolo del credito d’imposta, in quanto costituiscono, per l’operatore economico committente, l’effettiva spesa sostenuta per l’acquisto di spazi;sono escluse dal calcolo del credito d’imposta le spese sostenute dagli operatori economici che scelgano di avvalersi di servizi di consulenza o intermediazione. In questi casi, si tratterebbe effettivamente di servizi ‘accessori’, il cui costo non può legittimamente concorrere al calcolo del credito d’imposta.
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Pagamento degli straordinari per gli spostamenti necessari per raggiungere la sede
La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 24828 del 9 ottobre 2018, ha stabilito che rientra nell’orario di lavoro tutto il tempo in cui le energie del prestatore restano a disposizione del datore, anche se ci sono momenti di temporanea inattività.Si configurano gli straordinari, ad esempio, quando la giornata lavorativa del dipendente supera le nove ore e mezzo, considerando il tempo necessario per recarsi con l’auto aziendale sui vari cantieri dell’azienda. La direttiva 93/104 CEE, recepita in Italia dal D.Lgs. n. 66/2003, ha eliminato infatti dall’ordinamento il concetto di lavoro effettivo, attribuendo rilievo al tempo della disponibilità del prestatore e alla sua presenza sui luoghi di lavoro oltre alla prestazione effettiva.
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Licenziamento in caso di cambiamento dell’organizzazione dopo la cessione del ramo d’azienda
Con l’Ordinanza n. 24835 del 9 ottobre 2018 la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso di una dirigente, ha stabilito che la cessione del ramo di azienda può diventare motivo di licenziamento della stessa se cambia l’organizzazione aziendale.Si legge nella sentenza che ‘il recesso non è in rapporto causale diretto e immediato con la cessione del ramo d’azienda ma piuttosto con il nuovo assetto organizzativo che ha comportato la soppressione del posto di lavoro della ricorrente’.