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Fondo Clero: entro 31 marzo 2020 va effettuato il versamento a conguaglio
L’INPS, con la Circolare n. 138 del 13 novembre 2019, ha aggiornato il contributo a carico degli iscritti al Fondo Clero per l’anno 2018, fornendo le istruzioni relative alle modalità di pagamento.L’Istituto ha comunicato che il versamento a conguaglio delle differenze dovute a titolo di contribuzione per il 2018 e 2019 deve essere adempiuto, senza interessi, entro il 31 marzo 2020. La contribuzione per il 2020 sarà adeguata ai nuovi importi già dalla prima scadenza.
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Reato di omesse cautele contro l’amianto: prescrizione decorre prima del decesso della vittima
In tema di vittime da esposizione all’amianto, la Corte di Cassazione ha affermato che il termine di prescrizione del reato di omissione dolosa delle cautele contro le malattie sul lavoro inizia a decorrere già prima del decesso della vittima.Con la Sentenza n. 45935 del 12 novembre 2019, la Suprema Corte ha sottolineato che, in caso di esposizione durevole, il dies a quo è da individuarsi nel momento più risalente fra quello in cui il dirigente dello stabilimento ha dismesso la posizione di garanzia e quello in cui è terminata l’attività lavorativa dei lavoratori ammalatisi.
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Regime forfetario e cause di esclusione: Interpello
Con Risposta ad Interpello 13 novembre 2019, n. 484, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sull’applicabilità della causa ostativa ex lettera d-bis), comma 57, art. 1, Legge n. 190/2014 (attività esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o lo sono stati nei due anni precedenti).Il caso oggetto di interpello riguarda consulenti finanziari che svolgono attività di lavoro autonomo con un ‘contratto misto’ (lavoro subordinato part-time e contestualmente lavoro autonomo), in forza di un accordo sindacale stipulato prima delle modifiche normative al regime forfetario. In tal caso, secondo l’Amministrazione finanziaria, non vi è rischio di artificiosa trasformazione del contratto di lavoro dipendente in lavoro autonomo, e pertanto non vi è causa di esclusione dal regime forfetario.
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Cessione del credito per ecobonus per lavori su parti comuni condominiali
Con Risposta ad Interpello 13 novembre 2019, n. 481, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che un condomino può cedere la quota di credito a lui imputabile corrispondente alla detrazione spettante prevista per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni di edifici, solo ad uno dei comproprietari, in quanto l’importo non può essere frazionato tra più cessionari.Nel caso di specie, l’istante chiedeva di acquisire, insieme agli altri comproprietari, la quota di detrazione spettante ad un altro condomino.L’Agenzia osserva, tuttavia, che nel Provvedimento 28 agosto 2017, disciplinante le modalità attuative della cessione del credito in esame:viene precisato che il condomino può cedere solo l’intera detrazione edè utilizzato il termine singolare (‘cessionario’), intendendo quindi che il citato credito non può essere suddiviso tra più soggetti.Si ricorda che il condomino che ha ricevuto il credito di imposta, una volta che è diventato disponibile, potrà a sua volta cederlo tutto o in parte.
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ISA: cause di esclusione
Con Risposta ad Interpello 11 novembre 2019, n. 479, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alle cause di esclusione dagli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale (ISA).In particolare l’Agenzia ha evidenziato che gli ISA non si applicano ai periodi d’imposta nei quali il contribuente ha iniziato o cessato l’attività ovvero non si trova in condizioni di normale svolgimento della stessa. L’Agenzia precisa che per non normale svolgimento dell’attività si deve intendere il periodo in cui l’impresa non ha ancora iniziato l’attività produttiva prevista dall’oggetto sociale, ad esempio perché:la costruzione dell’impianto da utilizzare per lo svolgimento dell’attività si è protratta oltre il primo periodo d’imposta, per cause indipendenti dalla volontà dell’imprenditore; non sono state rilasciate le autorizzazioni amministrative necessarie per lo svolgimento dell’attività; è svolta esclusivamente un’attività di ricerca propedeutica allo svolgimento dell’attività produttiva di beni e servizi, sempreché l’attività di ricerca non consenta di per sé la produzione di beni e servizi e quindi la realizzazione di proventi.L’Agenzia precisa inoltre che per anno di inizio attività si intende il periodo di imposta nel quale la dichiarazione di inizio dell’attività è stata comunicata all’Agenzia delle Entrate.Nella fattispecie la società, avendo dichiarato come inizio attività dicembre 2017, non potrà indicare la causa di esclusione per inizio attività, ma potrà essere esclusa dagli ISA nel 2018 nel caso in cui si trovi in un periodo di non normale svolgimento dell’attività.
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No all’indennità onnicomprensiva in caso di dimissioni
Il lavoratore che si sia dimesso antecedentemente alla scadenza naturale del termine non ha diritto all’indennità di risarcimento del danno prevista per i casi nei quali il giudice abbia ordinato la trasformazione di un contratto a tempo determinato in tempo indeterminato.È quanto ha statuito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 28931 dell’8 novembre 2019, sulla base della considerazione che l’indennità onnicomprensiva di cui all’art. 28, comma 2, del D.Lgs n. 81/2015, spetta unicamente per il periodo compreso tra la scadenza del termine e la pronuncia con la quale il giudice ordini la ricostituzione del rapporto lavorativo.
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No licenziamento per una lunga malattia assimilata alla disabilità
La Corte di Cassazione ha affermato che è illegittimo perché discriminatorio il licenziamento del lavoratore dopo un lungo periodo di malattia.Con la Sentenza n. 29289 del 12 novembre 2019, la Suprema Corte ha chiarito che la malattia di lunga durata è equiparabile alla disabilità, e ricordato che il recesso basato sull’handicap del dipendente è vietato dalla Direttiva Europea 78/2000.Infine i giudici hanno specificato che il lavoratore deve dimostrare il fattore di rischio e il trattamento discriminatorio subito, mentre il datore ha l’onere di provare che avrebbe licenziato qualunque altro dipendente privo di fattori di rischio.
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Confisca diretta sui beni azienda se compensazione illecita del Bonus Renzi
In caso di compensazione illecita del c.d. ‘Bonus Renzi’, utilizzato quale credito fiscale senza essere mai versato ai lavoratori, sussiste la confisca diretta sui beni della società cooperativa.È quanto ha statuito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 45709 dell’11 novembre, secondo la quale la ricostruzione fatta dalla Guardia di finanza in relazione ad ogni periodo di imposta considerato è sufficiente per ritenere superata la soglia di punibilità.
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Risarcimento basato sulla retribuzione percepita presso l’utilizzatore se il licenziamento è illegittimo
La Corte di Cassazione ha statuito che, in caso di licenziamento dichiarato illegittimo, il lavoratore in somministrazione ha diritto ad un risarcimento commisurato alla retribuzione percepita presso l’utilizzatore.Con la Sentenza n. 29105 dell’11 novembre 2019, la Suprema Corte ha chiarito che non è applicabile l’indennità di disponibilità, in quanto il risarcimento deve ripristinare lo status quo ante, con riferimento quindi al precedente svolgimento dell’attività.
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Regime forfetario: assoggettabilità a tassazione dell’avviamento
Con Risposta ad Interpello 11 novembre 2019, n. 478, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sul trattamento fiscale da riservare ai corrispettivi relativi all’avviamento per un contribuente forfetario in caso di cessione dell’azienda.Secondo l’amministrazione finanziaria, il corrispettivo imputabile all’avviamento non costituisce un plusvalore relativo a un bene di impresa, il cui costo non è stato oggetto di deduzione ai fini fiscali, ma ‘di un valore rappresentativo della capacità reddituale prospettica’, in quanto tale riconducibile nell’ambito dei ricavi di cui al comma 64, art. 1, Legge n. 190/2014, e va pertanto assoggettato ad imposizione, nei seguenti due modi possibili:tassazione separata ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera g), TUIR;tassazione in regime forfetario, facendo concorrere il corrispettivo dell’avviamento alla determinazione dell’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti nel periodo imposta 2019, cui applicare il coefficiente di redditività per calcolare il reddito imponibile.