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Versamento addizionale comunale all’IRPEF per Comuni in dissesto finanziario Codice Tributo
Con Risoluzione 28 novembre 2019, n. 98, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo per il versamento, tramite modello F24, dell’addizionale comunale all’IRPEF di spettanza dei comuni dichiarati in dissesto finanziario, ai sensi dell’articolo 251, D.Lgs. n. 267/2000. In particolare il codice tributo è il seguente:’996R’ denominato ‘Recupero dell’addizionale comunale all’Irpef di competenza dei comuni dichiarati in dissesto finanziario ai sensi dell’articolo 251 del D. Lgs. n. 267/2000’.
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Cause ostative al regime forfetario: interpello
Con risposta ad interpello 28 novembre 2019, n. 504 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’applicabilità della causa ostativa al regime forfetario ex lettera d), comma 57, art. 1, Legge n. 190/2014 in caso di partecipazioni in una s.r.l..Nel caso di specie, quattro professionisti detengono ciascuno il 25% delle quote e intenderebbero aprire partita IVA ciascuno, con l’intenzione di fatturare alla società in regime forfetario.L’Amministrazione finanziaria non fornisce una risposta netta, sostenendo che il 25% di quote esclude che vi sia controllo diretto, ma non può essere esclusa l’esistenza di un controllo ‘di fatto’. Inoltre, è da verificare che non vi sia un indebito vantaggio nel caso in cui la società non sia un mero soggetto interposto nella prestazione di servizi.
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Risarcimento per demansionamento al giornalista inviato sportivo se adibito solo a compiti di desk
Deve essere risarcito per demansionamento il giornalista dequalificato professionalmente per essere stato esclusivamente adibito allo svolgimento di mansioni di desk, mentre in precedenza svolgeva l’attività di inviato ad eventi sportivi per i quali firmava i relativi articoli.È quanto ha statuito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 30996 del 27 novembre 2019, secondo la quale le nuove mansioni possono considerarsi equivalenti a quelle originarie quando risulta tutelato il patrimonio professionale che il dipendente ha acquisito attraverso lo svolgimento della precedente mansione.
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Rivalutati dell’1,1% gli importi delle prestazioni economiche per danno biologico
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato sul proprio sito istituzionale (sezione Pubblicità legale) il DM n. 147 del 17 ottobre 2019 concernente la rivalutazione degli importi delle prestazioni economiche per danno biologico.Tale decreto prevede che, con decorrenza 1° luglio 2019, su proposta del Presidente dell’INAIL di cui alla determinazione n. 209 del 20 giugno 2019, i suddetti importi sono rivalutati nella misura dell’1,10%.
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Cartella di pagamento via PEC valida con PDF allegato e senza firma digitale: Cassazione
Con Ordinanza 27 novembre 2019, n. 30948, la Corte di Cassazione ha ritenuto valida la cartella di pagamento notificata via PEC con allegato il documento originale in formato PDF, escludendo inoltre la necessità della firma digitale. In particolare, la Suprema Corte chiarisce che:la notifica della cartella di pagamento può avvenire, indifferentemente, sia allegando al messaggio PEC un documento informatico che sia duplicato informatico di quello originario (definito ‘atto nativo digitale’), sia mediante una copia per immagini su supporto informatico del documento in originale cartaceo (la ‘copia informatica’);nessuna norma di legge impone la sottoscrizione, con firma digitale, della copia su supporto informatico della cartella di pagamento in origine cartacea e notificata tramite PEC.
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Applicazione per geolocalizzazione dei fattorini durante le consegne a domicilio
Con Nota del 12 novembre 2019, l’INL ha dato il via libera all’utilizzo di un’apposita applicazione da parte dei fattorini impiegati nelle consegne a domicilio che, tra le varie utilità, consentirà loro di visualizzare le consegne da effettuare e quelle già effettuate durante la giornata lavorativa.L’applicativo, che si attiverà geolocalizzando i lavoratori nel solo momento della consegna della merce e per il tempo necessario a richiedere l’intervento del proprio datore di lavoro in casi di emergenza, sarà consentito a seguito di accordo con le rappresentanze sindacali aziendali.
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Sì all’accertamento induttivo del maggior reddito d’impresa basato su una presunzione semplice
La Corte di Cassazione ha affermato la legittimità dell’accertamento induttivo del maggior reddito di una società, fondato sulla presenza di lavoratori in nero all’interno della stessa, desunta dal rilievo di firme di lavoratori irregolari.Con l’Ordinanza n. 30792 del 26 novembre 2019, la Suprema Corte, nel respingere il ricorso di una srl, ha sottolineato che il convincimento del giudice sull’esistenza di ricavi superiori non dichiarati può fondarsi anche su una mera presunzione semplice, purché grave e precisa.
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IVA addebitata per rivalsa e non incassata: Interpello
Con Risposta ad Interpello 26 novembre 2019, n. 500, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti ad un contribuente che aveva emesso fatture senza addebitare l’IVA al committente (ritenendo erroneamente di avere i requisiti per il regime forfetario) ed ha ovviato emettendo al committente note di variazione in diminuzione a storno delle fatture originarie ed emettendo nuove fatture, in sostituzione delle precedenti, addebitando al committente a titolo di rivalsa l’IVA e versandola all’Erario.Il committente ha però rifiutato le fatture emesse elettronicamente.Secondo l’Agenzia, il comportamento del contribuente è stato corretto per ciò che attiene il rapporto tra istante ed Amministrazione finanziaria; non vi sono ragioni da parte del committente di rifiutare le fatture emesse, ma la possibilità di recuperare l’IVA, correttamente assolta dall’istante nei confronti dell’Erario, ma non versatagli dal committente, non trova soluzione nel sistema fiscale, salvo che non si proceda con una procedura esecutiva individuale rimasta infruttuosa.
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Cancellazione dalla Cassa forense per incompatibilità: no restituzione dei contributi integrativi versati
La Corte di Cassazione ha statuito che nel caso di cancellazione retroattiva dalla Cassa forense del soggetto che ha esercitato la professione in regime di incompatibilità, questi non può chiedere la restituzione dei contributi integrativi versati all’ente previdenziale.Con la Sentenza n. 30571 del 22 novembre 2019, la Suprema Corte ha sottolineato che la cessazione del rapporto di lavoro non fa venir meno retroattivamente il suddetto vincolo, in quanto l’obbligo di versamento è previsto in funzione solidaristica ed è strettamente collegato alla prestazione lavorativa resa dal professionista iscritto all’albo.
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Infortunio sul lavoro: giudice verifica se osservanza norme antinfortunistiche avrebbe evitato l’evento
Nel caso di un operaio rimasto vittima di infortunio sul lavoro per aver posto in essere una condotta improvvisa ed estemporanea, ai fini della configurazione della responsabilità colposa del datore di lavoro, il giudice deve verificare se l’osservanza delle norme antinfortunistiche avrebbe scongiurato l’evento lesivo.È quanto ha statuito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 43652/2019, secondo la quale, in tema di reato colposo, l’addebito soggettivo dell’evento antigiuridico richiede che lo stesso sia prevedibile e evitabile dal datore di lavoro con l’adozione di regole cautelari idonee.