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Reintegrato il sindacalista licenziato per aver criticato l’azienda a mezzo stampa
Il sindacalista licenziato per aver rilasciato alla stampa nazionale alcune dichiarazioni critiche nei confronti della propria azienda, deve essere reintegrato e risarcito se ha rispettato la continenza sostanziale e formale. Nullo perché ritorsivo il provvedimento espulsivo che si fonda su un motivo – danno all’immagine dell’azienda – risultato insussistente.È quanto ha statuito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 31395 del 2 dicembre 2019, secondo la quale il diritto di critica esercitato da un lavoratore avente funzioni di rappresentanza sindacale trova un’ulteriore copertura costituzionale nell’art. 39 della Costituzione se l’espressione di pensiero risulti finalizzata al perseguimento di un interesse collettivo.
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Sgravio IVA per cessioni a viaggiatori extra UE, le regole: principio di diritto
Con Principio di diritto 2 dicembre 2019, n. 25, l’Agenzia delle Entrate ha riepilogato le caratteristiche da rispettare per beneficiare dello sgravio da IVA ex art. 38-quater, D.P.R. n. 633/1972, per cessioni di beni di importo superiore a 154,94 euro (IVA inclusa), da trasportare nei bagagli personali dei viaggiatori domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea.In particolare, nel documento si ricorda che per avere diritto all’agevolazione è necessario che:i cessionari siano domiciliati o residenti in Paesi extra UE e non soggetti passivi d’imposta;i beni devono essere destinati all’uso personale e familiare, di soglia non inferiore ad euro 154,94 da verificare sul valore della fattura;la cessione deve essere documentata tramite sistema OTELLO con fattura elettronica, senza pagamento dell’IVA, oppure con pagamento e successivo rimborso da parte del cedente ove sia fornita prova di uscita del bene dall’UE.Il valore aggregato di diversi beni rileva ai fini del superamento dell’importo di 154,94 euro, IVA inclusa, soltanto se tutti i beni sono fatturati da un singolo venditore ad un singolo cliente. Non è ammessa la possibilità di beneficiare della disciplina di cui al citato articolo 38-quater in riferimento a prestazioni di servizi.
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Infortunio sul lavoro: danno esistenziale ricompreso nel danno biologico salvo casi eccezionali
In tema di infortunio sul lavoro, il danno esistenziale al lavoratore rientra nel danno biologico delle tabelle milanesi, ad eccezione dei soli casi in cui si verifichino conseguenze dannose del tutto anomale, eccezionali e peculiari.È quanto ha statuito la Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 31272 del 29 novembre 2019, sulla base della considerazione che il grado di invalidità permanente pari al 25% riconosciuto al lavoratore vittima del sinistro, comprende anche i pregiudizi alla vita quotidiana e relazionale. Ai fini della detrazione differenziale, le rendite INAIL sono soggette a rivalutazione triennale.
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Riposi allattamento: retribuzione piena ma nessun buono pasto se si lavora meno di 6 ore al giorno
La Corte di Cassazione ha affermato che il trattamento retributivo complessivo del lavoratore non è diminuito sia nel caso di congedi di maternità, paternità e parentali, sia nel caso di riposi giornalieri per l’allattamento.Con la Sentenza n. 31137 del 28 novembre 2019, la Suprema Corte ha però sottolineato che nel pubblico impiego contrattualizzato non hanno diritto al buono pasto i beneficiari dei suddetti strumenti di sostegno che lavorano meno di sei ore al giorno, in quanto i periodi di riposo sono equiparabili alle ore lavorative ai soli fini retributivi.
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Censimento e rilascio PIN ai professionisti abilitati: chiarimenti dell’INPS
L’INPS, con il Messaggio n. 4440 del 28 novembre 2019, è intervenuto a fornire ulteriori e più dettagliate indicazioni in merito al censimento e al rilascio del PIN ai professionisti abilitati, quali avvocati, dottori commercialisti ed esperti contabili (ex art. 1, c. 1, Legge n. 12/1979).
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Anche per invalido all’80% l’incremento dell’aspettativa di vita posticipa la pensione di vecchiaia
La pensione di vecchiaia anticipata per invalidità è compresa tra i trattamenti pensionistici soggetti all’aumento dell’età anagrafica a seguito dell’incremento dell’aspettativa di vita certificato da Eurostat.È quanto ha statuito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 31001 del 27 novembre 2019, secondo la quale il posticipo dell’accesso alla pensione dovuto all’incremento della speranza di vita vale per tutti i regimi e le gestioni previdenziali aventi requisiti diversi da quelli vigenti nell’assicurazione generale obbligatoria, ivi compreso quindi il caso dell’invalido in misura non inferiore all’80%.
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La dichiarazione va inviata dal professionista che appone il visto di conformità: Risoluzione
Con Risoluzione 29 novembre 209, n. 99, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’obbligo di identità soggettiva tra chi appone il visto di conformità e chi trasmette la dichiarazione.In particolare l’Agenzia ha precisato che è il soggetto che appone il visto che deve predisporre e trasmettere la dichiarazione.A tal proposito l’Agenzia richiama la Circolare n. 21/2009 con la quale era stato chiarito che ‘La trasmissione telematica delle dichiarazioni può essere effettuata esclusivamente dal singolo professionista che ha apposto il visto di conformità o dall’associazione cui lo stesso appartiene e non può essere effettuata da altro professionista, anche se abilitato, della stessa associazione diverso da quello che ha apposto il visto sulle dichiarazioni’.Nella Risoluzione viene inoltre evidenziato che, in caso di utilizzo in compensazione dei crediti violando l’obbligo di apposizione del visto di conformità, l’ufficio procede al recupero dell’ammontare dei crediti utilizzati, nonché all’irrogazione dei relativi interessi e sanzioni.
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Cessazione partita IVA e riscossione crediti: Consulenza Giuridica
Con Risposta a Consulenza Giuridica 29 novembre 2019, n. 20, è stato chiesto all’Agenzia delle Entrate se soggetti già titolari di partita IVA, una volta assunti come dipendenti pubblici, possano mantenerla aperta per il tempo necessario alla riscossione dei crediti maturati nella precedente attività professionale.L’Agenzia ha richiamato i seguenti documenti di prassi:con Circolare 16 febbraio 2007, n. 11, è stato chiarito che ‘[
] l’attività del professionista non si può considerare cessata fino all’esaurimento di tutte le operazioni [
] ed in particolare di quelli aventi ad oggetto crediti strettamente connessi alla fase di svolgimento dell’attività professionale’, ed inoltrecon Risoluzione 20 agosto 2009, n. 232, è stato precisato che ‘[
] Fino al momento in cui il professionista [
] non realizza la riscossione dei crediti, la cui esazione sia ritenuta ragionevolmente possibile, [
] l’attività professionale non può ritenersi cessata’.È fatta salva, per il professionista titolare di partita IVA che abbia intenzione di chiuderla, la possibilità di anticipare la fatturazione delle prestazioni rese e, quindi, l’esigibilità dell’IVA rispetto al momento dell’effettivo incasso.
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Indicazioni operative per la fruizione della riduzione contributiva edili pari all’11,50%
L’INPS, con Circolare n. 145 del 28 novembre 2019, recepisce il Decreto 24 settembre 2019 con il quale il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha confermato, per l’anno 2019, nella misura dell’11,50%, la riduzione contributiva nel settore dell’edilizia, e fornisce le istruzioni operative per la relativa fruizione.
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Rischio d’impresa quale discriminante tra lavoro autonomo e subordinato
La Corte di Cassazione ha chiarito che tra associazione in partecipazione e retribuzione legata agli utili la discriminante è rappresentata dal rischio d’impresa.Con l’Ordinanza n. 31007 del 27 novembre 2019, la Suprema Corte ha sottolineato che nel primo caso si ha un rapporto di lavoro autonomo, con un ruolo effettivo nella gestione aziendale, mentre nel secondo si ha l’inserimento del dipendente all’interno di un’organizzazione decisa da altri e pertanto un rapporto di lavoro subordinato, non rilevando, ai fini della distinzione della natura del rapporto, il metodo contrattuale di calcolo degli emolumenti.