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No al sisma bonus se l’asseverazione è tardiva: Interpello
Con Risposta 19 febbraio 2019, n. 64, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito in merito alla detrazione delle spese sostenute per i lavori antisismici su edifici situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, c.d. ‘sisma bonus’. Nel caso di specie, l’istante ha iniziato una ristrutturazione edilizia di un immobile sito a Macerata per la quale:il titolo richiesto dal comune è stato il ‘permesso a costruire’, anziché la SCIA, in quanto a seguito di tali lavori si verifica un parziale cambio di destinazione del primo piano, da abitativo a commerciale;l’asseverazione prevista dalla norma per l’accesso alla detrazione (sisma bonus) non è stata allegata congiuntamente alla presentazione del permesso a costruire presso lo sportello unico.Ciò premesso, l’Agenzia ha chiarito che, in base a quanto previsto dal D.M. n. 58/2017, la non contestuale o tardiva allegazione al titolo edilizio (in tal caso permesso a costruire) del progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico contenente l’asseverazione non consente l’ottenimento della detrazione ‘sisma bonus’.
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Non giustificato il licenziamento del dirigente indagato in assenza di contestazione disciplinare
In materia di licenziamento individuale, la Corte di Cassazione ha statuito che il provvedimento espulsivo nei confronti del dirigente indagato non è nullo, ma privo di giustificatezza in mancanza della preventiva contestazione disciplinare.Con la Sentenza n. 4685 del 18 febbraio 2019 viene precisato che in assenza del rinvio a giudizio va garantito il completo diritto di difesa, indipendentemente dalla collocazione dell’incolpato all’interno dell’azienda.
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Licenziato il dipendente scoperto dai detective a fare shopping durante i permessi ‘104’
Secondo la Corte di Cassazione è pienamente legittimo il recesso datoriale nei confronti del dipendente beccato dai detective ingaggiati dall’azienda mentre fa shopping durante i permessi della Legge n. 104/1992 per l’assistenza al familiare disabile, in quanto il lavoratore approfitta sia della buona fede del datore che dell’ente previdenziale erogatore del trattamento economico. La Suprema Corte, con l’Ordinanza n. 4670 del 18 febbraio 2019, sottolinea che i controlli affidati dal datore ad agenzie investigative, relativi all’attività lavorativa del prestatore, non violano gli articoli 2 e 3 dello Statuto dei lavoratori, qualora non riguardino l’adempimento della prestazione lavorativa, ma siano destinati alla verifica dei comportamenti che possano rappresentare ipotesi penalmente rilevanti o costituire attività fraudolente a danno del datore stesso.
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Contribuzione nelle aziende edili dovuta anche per le aspettative non previste da legge o CCNL
Il datore di lavoro edile che concorda con il lavoratore un periodo di aspettativa non retribuita non previsto dalla legge né dalla contrattazione collettiva deve comunque versare i contributi previdenziali, assistenziali e i premi per l’assicurazione contro gli infortuni calcolandoli sulla retribuzione virtuale.La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso di INAIL e INPS, nella Sentenza n. 4690 del 18 febbraio 2019 ha precisato che non è possibile interpretare in maniera estensiva quanto disposto dall’articolo 29 del DL n. 244/1995, per il quale le casistiche di esclusione dall’obbligo contributivo sono espressamente previste dalla legge o dalla contrattazione collettiva, escludendo pertanto la possibilità che il datore di lavoro decida di non versare contribuzione per un periodo di aspettativa concordato con il lavoratore in deroga alla legge.
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Legittimo il licenziamento per soppressione del posto purché questa sia effettiva
In materia di licenziamento, la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo l’allontanamento di un quadro da parte dell’azienda in quanto il nuovo sistema dei controlli di qualità è più ‘soft’ rispetto al passato e questo legittima la soppressione dell’unità che si occupava di mettere in atto tali controlli, con il conseguente licenziamento del responsabile della stessa e la redistribuzione delle poche attività rimaste sugli altri lavoratori.Questo l’esito fornito dai giudici della Suprema Corte con la Sentenza n. 4672 del 18 febbraio 2019, nella quale sottolineano che al fine di valutare la legittimità del recesso, è sufficiente provare che le motivazioni addotte dal datore di lavoro, nel caso in specie legate alla riorganizzazione del lavoro e dell’attività produttiva, siano poste in atto in modo tale da comportare un effettivo mutamento dell’organizzazione, senza per questo poter sindacare sull’opportunità della scelta imprenditoriale.
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Produzione di energia fotovoltaica da parte di una società agricola: Interpello
Con Risposta 12 febbraio 2019, n. 33, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla corretta tassazione dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico utilizzato da una S.r.l. agricola sui terreni in cui svolge la propria attività.In particolare, l’Agenzia ha chiarito che la produzione e cessione di energia fotovoltaica:entro la franchigia di 260.000 kWh comporta la qualificazione del reddito relativo come reddito agrario;oltre la franchigia di 260.000 kWh comporta la qualificazione del reddito relativo alla maggiore energia prodotta come reddito d’impresa, da tassare:forfetariamente se sussiste un legame tra produzione di energia e fondo, ovvero in presenza di uno dei requisiti di connessione di cui alla Circolare n. 32/2009;ordinariamente, negli altri casi.In pratica, i limiti richiamati dalla Circolare n. 32/2009 riferiti alla potenza dell’impianto devono essere attualizzati alla ‘nuova’ normativa, che fa riferimento alla quantità di energia prodotta.
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Definizione agevolata liti pendenti: modello e istruzioni per l’adesione entro il 31 maggio 2019
Con Provvedimento 18 febbraio 2019, n. 39209, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello e le istruzioni per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti prevista dal D.L. n. 119/2018; con la stessa possono essere definite le liti aventi ad oggetto atti impositivi in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio.In particolare, viene precisato che:la domanda deve essere presentata:per ciascuna controversia tributaria autonoma;in modalità telematica entro il 31 maggio 2019;l’importo dovuto non è compensabile con eventuali crediti;il pagamento può essere effettuato:in unica soluzione tramite Mod. F24 se l’importo dovuto è inferiore ad euro 1.000,00;ratealmente (massimo 20 rate trimestrali con interessi) per importi superiori ad euro 1.000,00.
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Aggiornamento del contributo dovuto al Fondo di previdenza del clero
A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 20 del 24 gennaio 2019 del decreto interministeriale 21 dicembre 2018, l’INPS, con la Circolare n. 29 del 15 febbraio 2019, ha comunicato l’aggiornamento del contributo dovuto a carico degli iscritti al Fondo di previdenza del clero secolare e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica, nonché le istruzioni relative alle modalità di pagamento. In particolare, il contributo rimane invariato anche per l’anno 2017 ed è pari a 1.722,08 euro annui: tale importo resta provvisoriamente confermato anche per gli anni 2018, 2019, 2020 fino all’emanazione di un nuovo decreto di variazione dell’ammontare.Per i versamenti della contribuzione è stato introdotto il bollettino MAV pagamento mediante avviso in sostituzione del bollettino di conto corrente postale, che può essere pagato dal destinatario senza commissione presso gli sportelli delle banche, nonché tramite i servizi di banca telematica oppure presso gli uffici postali con addebito della commissione. La modalità MAV è riferita ai soli iscritti che provvedono autonomamente al versamento, di seguito elencati:sacerdoti secolari cattolici esclusi dal sostentamento;ministri di culto acattolici tenuti all’assolvimento individuale;sacerdoti secolari cattolici e ministri di culto acattolici in contribuzione volontaria. In alternativa al MAV, dal servizio ‘Fondo Clero’ del portale dei pagamenti è possibile pagare on-line con il sistema ‘pagoPA’, utilizzando la modalità di ‘Pagamento immediato pagoPA’ mediante carte di pagamento (carte di credito, debito o prepagate) o addebito in conto corrente. Inoltre, è confermata la modalità del versamento unico a mezzo bonifico per i pagamenti a cura dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero, nonché delle diverse confessioni acattoliche, con riferimento ai propri ministri di culto.
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Determinazione del costo medio di rimpatrio per il 2018
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 39 del 15 febbraio 2019 il Decreto 22 dicembre 2018, in vigore dal 2 marzo 2019, con il quale il Ministero del Lavoro ha determinato il costo medio del rimpatrio per ogni lavoratore straniero assunto illegalmente.Tale costo è fissato, per il 2018, in euro 1.398,00.
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Durata del lavoro notturno calcolata sulla settimana di 6 giorni
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la Nota prot. n. 1438 del 14 febbraio 2019, ha fornito alcune precisazioni in ordine ai limiti dell’orario di lavoro notturno ai sensi dell’articolo 13 del D.Lgs n. 66/2003.Nel particolare, viene chiarito che il parametro temporale da prendere a riferimento per calcolare la durata media dell’orario di lavoro notturno (8 ore nelle 24) è la settimana lavorativa intesa come un periodo di 6 giorni (al netto quindi del giorno di riposo).