29/5/2020 – Mutuo consenso e riacquisto di un immobile a seguito di separazione: salve le agevolazioni sulla prima casa

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Mutuo consenso e riacquisto di un immobile a seguito di separazione: salve le agevolazioni sulla prima casa
Non vengono meno le agevolazioni prima casa in caso di risoluzione per ‘mutuo consenso’ di un precedente contratto di donazione che comporta il riacquisto da parte del donante della proprietà di un immobile abitativo sito nello stesso Comune in cui è stata acquistato un immobile usufruendo delle agevolazioni prima casa: questo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate con Risposta ad Interpello 28 maggio 2020, n. 158.Nel caso specifico un soggetto, attraverso una procedura di negoziazione assistita che produce i medesimi effetti di una sentenza di separazione e divorzio, ha risolto per ‘mutuo consenso’ un contratto con cui aveva donato all’ex coniuge il 50% della proprietà di un immobile, rientrando nella proprietà dello stesso. Tale immobile è situato nello stesso comune in cui il soggetto ha acquistato l’abitazione principale beneficiando delle agevolazioni ‘prima casa’.Secondo l’Agenzia, gli effetti risolutori derivanti dal contratto di ‘mutuo consenso’ ed il conseguente riacquisto dell’immobile a titolo gratuito, non comportano la decadenza dall’agevolazione ‘prima casa’: l’acquirente al momento dell’acquisto dell’abitazione principale non aveva, infatti, la titolarità di altro immobile abitativo nel medesimo Comune e, dunque, ha reso correttamente le dichiarazioni previste dall’art. 1, Tariffa, Parte I, allegata al T.U, delle disposizioni concernenti l’imposta di registro.

28/5/2020 – Aggiornate e integrate le ‘Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive’

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Aggiornate e integrate le ‘Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive’
In data 25 maggio 2020, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha integrato e aggiornato le ‘Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive’.In particolare, le schede tecniche attualmente pubblicate riguardano i seguenti settori di attività:ristorazione;attività turistiche (stabilimenti balneari e spiagge);strutture ricettive;servizi alla persona (acconciatori, estetisti e tatuatori);commercio al dettaglio;commercio al dettaglio su aree pubbliche (mercati e mercatini degli hobbisti);uffici aperti al pubblico;piscine;palestre;manutenzione del verde;musei, archivi e biblioteche;strutture turistico-ricettive all’aria aperta;rifugi alpini;attività fisica all’aperto;noleggio veicoli e altre attrezzature;informatori scientifici del farmaco;aree giochi per bambini;circoli culturali e ricreativi;formazione professionale;cinema e spettacoli;parchi tematici e di divertimento;sagre e fiere;servizi per l’infanzia e l’adolescenza;strutture termali e centri benessere;professioni della montagna (guide alpine e maestri di sci) e guide turistiche.

28/5/2020 – Vendita di unità immobiliari a terzi configurabile come attività imprenditoriale

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Vendita di unità immobiliari a terzi configurabile come attività imprenditoriale
Con Risposta 27 maggio 2020, n. 152, l’Agenzia delle Entrate risponde all’istante che chiede se la cessione di tre unità immobiliari (possedute da una persona fisica non imprenditore) è configurabile come attività imprenditoriale (si tratta di tre unità immobiliari di categoria catastale A3 ricavate da un immobile di categoria catastale).L’amministrazione finanziaria precisa che l’attività compiuta dall’istante deve considerarsi imprenditoriale dal momento che l’intervento sull’immobile (originariamente di categoria C2) risulta finalizzato non al proprio uso o a quello della propria famiglia, bensì alla vendita (delle tre abitazioni) a terzi. Secondo un consolidato orientamento della Corte di Cassazione, infatti, la qualifica di imprenditore può essere attribuita anche a chi semplicemente utilizzi e coordini un proprio capitale per fini produttivi. Di conseguenza, il reddito generato dalla vendita delle suddette unità immobiliari deve essere considerato reddito di impresa di cui all’articolo 55 del TUIR.

28/5/2020 – Rivalsa da accertamento IVA: Interpello

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Rivalsa da accertamento IVA: Interpello
Con Risposta ad Interpello 27 maggio 2020, n. 153, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sull’esercizio della rivalsa sul cessionario della maggiore IVA versata a seguito di accertamento ai sensi dell’articolo 60, ultimo comma D.P.R. n. 633/1972.La società istante (in seguito dichiarata fallita) ha versato maggiore IVA a seguito di accertamento, in parte mediante compensazione orizzontale, ed intende recuperare in via di rivalsa nei confronti del committente la maggiore imposta corrisposta.L’Agenzia ha confermato che a tal fine la società istante deve:emettere in favore del committente una fattura o nota di debito di sola IVA indicando i riferimenti degli avvisi di accertamento ed atti di adesione in base ai quali i pagamenti sono stati effettuati;annotare il documento nel registro delle fatture emesse solo per memoria, in quanto l’imposta risulta già corrisposta all’Erario e, quindi, non deve concorrere alla liquidazione periodica.La società cessionaria deve, a sua volta, annotare il documento medesimo sul registro acquisti differendo l’esercizio della detrazione al momento del pagamento, in tutto o in parte, dell’imposta addebitatale in rivalsa. L’imposta può essere detratta nel mese/trimestre in cui il pagamento, parziale o totale, risulterà avvenuto o nei mesi/trimestri successivi ed al più tardi nella dichiarazione IVA relativa al secondo anno solare successivo a quello in cui lo stesso è avvenuto.

27/5/2020 – Nuovi termini per le domande di cassa integrazione e assegno ordinario con causale ‘COVID-19 nazionale’: chiarimenti INPS

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Nuovi termini per le domande di cassa integrazione e assegno ordinario con causale ‘COVID-19 nazionale’: chiarimenti INPS
Alla luce del DL 34/2020, c.d. Decreto Rilancio, che all’art. 68, comma 1, lett. c) ha modificato i termini per la presentazione delle domande di cassa integrazione e di assegno ordinario, introducendo nuovi e più stringenti termini di trasmissione delle stesse, l’INPS, con il Messaggio n. 2183 del 26 maggio 2020, interviene a precisare che il nuovo termine per la trasmissione delle domande e la relativa penalizzazione riguardano esclusivamente i datori di lavoro che non hanno mai fatto richiesta di cassa integrazione ordinaria o assegno ordinario con causale ‘COVID-19 nazionale’ in riferimento a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa verificatisi tra il 23 febbraio e il 30 aprile 2020.

27/5/2020 – Lavoratori domestici: procedura per la presentazione della domanda di indennità di 500 euro

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Lavoratori domestici: procedura per la presentazione della domanda di indennità di 500 euro
Con Messaggio n. 2184 del 26 maggio 2020, l’INPS ha comunicato che è in linea la procedura per la presentazione online della domanda di indennità a favore dei lavoratori domestici, introdotta dall’articolo 85 del Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020 (cd. ‘Decreto Rilancio’). L’Istituto ha, inoltre, illustrato le modalità di presentazione e di compilazione della suddetta domanda di indennità, che è riconosciuta per i mesi di aprile e maggio 2020 ed è pari a 500 euro per ciascun mese che saranno erogati dall’INPS in un’unica soluzione.La domanda potrà essere presentata, oltre che online dal portale istituzionale, anche tramite il servizio di Contact Center Multicanale o avvalendosi dei servizi gratuiti degli Enti di Patronato.

27/5/2020 – Pignoramento dello stipendio alla luce del Decreto Rilancio: sospensione trattenute fino al 31 agosto

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Pignoramento dello stipendio alla luce del Decreto Rilancio: sospensione trattenute fino al 31 agosto
L’Agenzia delle Entrate, tra le varie FAQ sul DL n. 34/2020, c.d. DL Rilancio, ha dato risposta ad un quesito riguardante il pignoramento dello stipendio avvenuto prima dell’entrata in vigore del Decreto stesso.L’Agenzia ha chiarito che gli obblighi derivanti dai pignoramenti presso terzi, effettuati prima della data di entrata in vigore del DL n. 34/2020, sono sospesi fino al 31 agosto 2020, se relativi a somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, nonché a titolo di pensione e trattamenti assimilati. L’Agenzia ha quindi concluso che il datore di lavoro non può effettuare le relative trattenute dall’entrata in vigore del suddetto Decreto e fino al 31 agosto 2020 e che le stesse riprenderanno a decorrere, salvo l’eventuale pagamento del debito, dal 1° settembre 2020.

27/5/2020 – Contributi previdenziali non deducibili dal soggetto residente all’estero: Interpello

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Contributi previdenziali non deducibili dal soggetto residente all’estero: Interpello
Con Risposta ad Interpello 26 maggio 2020, n. 148, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla deducibilità di contributi previdenziali versati facoltativamente all’INPS da parte di un soggetto residente all’estero ma domiciliato fiscalmente in Italia.Richiamando quanto disposto dall’art. 24, TUIR, l’Agenzia ha sottolineato che i contributi previdenziali versati da un soggetto residente all’estero non possono trovare alcun riconoscimento fiscale in quanto l’elencazione degli oneri deducibili contenuta nel medesimo articolo (da cui sono esclusi i contributi previdenziali ex art. 10, comma 1, lettera e), TUIR), è da ritenersi tassativa.L’Agenzia ricorda inoltre che è possibile riconoscere la deduzione di tali oneri a tutti i soggetti non residenti nel territorio italiano:che risultino residenti in Paesi che assicurino un adeguato scambio di informazioni;a condizione che il reddito prodotto nel territorio dello Stato italiano sia pari almeno al 75% del reddito complessivo;che non godano di agevolazioni fiscali analoghe nello Stato di residenza.

27/5/2020 – Abbattimento di barriere architettoniche senza requisiti D.M. n. 236/1989: Interpello

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Abbattimento di barriere architettoniche senza requisiti D.M. n. 236/1989: Interpello
Con Risposta ad Interpello 26 maggio 2020, n. 147, l’Agenzia delle Entrate ha negato ad un contribuente la possibilità di fruire della detrazione per recupero edilizio per interventi di “riduzione dei rumori derivanti dallo scarico WC, adeguamento getto del soffione della doccia, colorazione pareti interne per ridurre le tonalità che generano disagio e installazione regolatore temperatura” eseguiti per migliorare l’autonomia domestica del figlio affetto da autismo.Secondo l’Agenzia detti interventi non sono ammessi alla detrazione né a titolo di interventi di ‘abbattimento barriere architettoniche’, in quanto privi delle caratteristiche tecniche previste dal D.M. n. 236/1989, né come interventi di manutenzione straordinaria.

26/5/2020 – Emergenza coronavirus: modalità di sospensione degli adempimenti e versamenti: prime istruzioni INPS

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Emergenza coronavirus: modalità di sospensione degli adempimenti e versamenti: prime istruzioni INPS
Nel contesto di emergenza da Coronavirus, l’INPS, con il Messaggio n. 2162 del 25 maggio 2020, fornisce le prime istruzioni operative in relazione alla modalità di sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti (ex Legge n. 27/2020, di conversione del DL n. 18/2020 e successivo DL n. 34/2020). L’Istituto precisa che restano valide anche per il mese di maggio le istruzioni operative già dettate con la Circolare n. 52/2020.