SeacInfo Amministrazione del personale
Niente reintegrazione del lavoratore ma l’indennità del preavviso si aggiunge al risarcimento
Con la Sentenza n. 14192 del 4 giugno 2018, la Corte di Cassazione ha stabilito la tutela obbligatoria per il lavoratore che offende il collega divenuto suo superiore, perché la tutela reale può scattare solamente in caso di insussistenza del fatto contestato.Al risarcimento dovuto dalla parte datoriale per il licenziamento illegittimo dovrà aggiungersi l’indennità per il mancato preavviso; la reintegra va esclusa anche se non è grave l’episodio contestato al lavoratore, incensurato sul piano disciplinare in 25 anni di servizio.
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Attività ispettiva in presenza di contratti certificati
L’INL, con la Circolare n. 9 del 1° giugno 2018, fornisce chiarimenti in merito alla possibile interferenza tra l’attività di vigilanza e quella di certificazione dei contratti.In particolare, l’INL chiarisce ai propri ispettori come si debba procedere nel caso in cui:una richiesta di certificazione risulti già presentata al momento dell’accesso ispettivo ma il relativo procedimento non si sia ancora concluso;l’inoltro della richiesta di certificazione sia successivo all’inizio dell’attività di vigilanza.
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Il datore di lavoro risponde dei reati dell’apprendista minorenne
Con la Sentenza n. 14216 del 4 giugno 2018 la Corte di Cassazione ha stabilito che, qualora un apprendista minorenne compia un reato in ambito lavorativo, il datore di lavoro deve rispondere della responsabilità che gli deriva dall’art. 2048 del codice civile, secondo il quale ‘i precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza’.Nel caso in specie, i giudici della Corte Suprema hanno accolto il ricorso dei genitori dell’omicida, volto a riconoscere la possibilità di regresso nei confronti del datore, che è pertanto stato ritenuto responsabile, per culpa in vigilando, per il reato compiuto dall’apprendista minorenne in quanto non ha sufficientemente adempiuto agli obblighi di vigilanza e diligenza derivanti dalla norma civilistica e non essendo riuscito a provare l’impossibilità di impedire l’illecito, tanto più che al momento del fatto il datore di lavoro non era presente nel locale.
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L’impugnazione del licenziamento da parte del sindacato esclude la decadenza del lavoratore senza procura o ratifica
Con l’Ordinanza n. 14212 del 4 giugno 2018 la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso di un lavoratore, ha stabilito che l’azione con cui l’organizzazione dei lavoratori lamenta la condotta antisindacale in relazione al singolo licenziamento adottato dalla parte datoriale, proposta entro sessanta giorni dal recesso, esclude la decadenza del lavoratore dall’impugnativa ex articolo 6 della Legge n. 604/1966.La domanda proposta ex art. 28 della Legge n. 300/1970 ha infatti l’obbiettivo di contrastare la volontà espulsiva dell’azienda e realizza la finalità propria della disposizione, che fissa un termine ragionevole ma perentorio per esigenze di certezza del diritto.
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Stop alla sanzione di 30 euro per la mancata accettazione di pagamento con POS: Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato ha chiarito che non è applicabile la sanzione pari a 30 euro per commercianti o professionisti che non accettano i pagamenti con carte di debito o di credito.Tale decisione è stata presa a seguito di una richiesta del Ministero dello Sviluppo Economico, in relazione allo schema di regolamento recante la definizione delle modalità, dei termini e degli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti la mancata accettazione dei pagamenti mediante carte di debito e carte di credito.Secondo il Ministero l’obbligo di accettazione dei pagamenti con carte di debito/credito può essere assimilato all’obbligo di accettazione della moneta legale ‘fisica’, previsto dall’art. 693 del Codice Penale secondo cui ‘chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a euro 30’. Di conseguenza, il Ministero ritiene che in caso di violazione dell’obbligo di accettazione dei pagamenti con carte di debito/credito, trovi applicazione tale sanzione.Pur in presenza dell’obbligo per i soggetti che effettuano attività di vendita di prodotti o di prestazioni professionali di accettare la c.d. moneta elettronica, il Consiglio di Stato ritiene non applicabile la sanzione in caso di mancata installazione del pos o di mancata accettazione della carta di credito.
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Studi di settore: regime premiale 2017
Con Provvedimento 1 giugno 2018, l’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità di accesso al regime premiale degli studi di settore (art. 10, D.L. n. 201/2011) per il periodo d’imposta 2017. In particolare, l’Agenzia prevede la possibilità di accesso al regime premiale 2017 per 155 studi di settore indicati nell’Allegato n. 1 al Provvedimento in oggetto.Tale regime si applica agli studi che per il periodo d’imposta 2017 risultano:coerenti con almeno quattro diverse tipologie di indicatori tra quelle già individuate per le precedenti annualità (Allegato 2);coerenti con almeno tre delle tipologie di indicatori (Allegato 2) e contemporaneamente prevedono l’indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti.Il Provvedimento in esame ha contestualmente integrato le istruzioni del modello Parametri relativo alle attività di impresa, in conseguenza dell’approvazione del D.M. 24 maggio 2018. Tale Decreto ha, infatti, modificato l’applicazione dello strumento presuntivo al fine di consentire alle imprese in contabilità semplificata l’applicazione dei parametri sulla base dei dati contabili individuati ai sensi dell’articolo 66, TUIR e delle rimanenze di magazzino (vedi Seac info 28 maggio 2018).
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Non basta il modello 770 per provare l’avvenuto rilascio delle certificazioni dal datore-sostituto d’imposta
Con la Sentenza n. 24872 dell’1 giugno 2018 la Corte di Cassazione, annullando con rinvio la sentenza della Corte d’Appello, ha stabilito che per accertare l’omesso versamento di ritenute nella formulazione precedente alle modifiche della Riforma, non può il solo modello 770 integrare la prova dell’avvenuto rilascio delle certificazioni delle ritenute fiscali operate dal datore sostituto d’imposta.Si legge nella sentenza che ‘con riferimento all’articolo 10 bis nella formulazione anteriore alle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 158/2015, la dichiarazione modello 770 proveniente dal sostituto d’imposta non può essere ritenuta di per sé sola sufficiente ad integrare la prova della avvenuta consegna al sostituito della certificazione fiscale’.
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Il Garante autorizza l’uso di dispositivi di geolocalizzazione per un’impresa di vigilanza privata
Con il provvedimento n. 232 del 18 aprile 2018, inserito nella newsletter del 29 maggio 2018, il Garante per la protezione dei dati personali ha autorizzato la geolocalizzazione attraverso smartphone e tablet, del personale di una società operante nei servizi di vigilanza privata e nel trasporto, con la finalità di garantire la sicurezza delle pattuglie e l’ottimizzazione delle assegnazioni e degli interventi.La società sarà tenuta a fornire alle guardie un’idonea informativa in modo da consentire l’esercizio dei diritti; inoltre i dati raccolti, le coordinate del dispositivo e la velocità del veicolo utilizzato dalle guardie giurate, saranno conservati per un periodo non superiore alle 24 ore, fatte salve specifiche esigenze.
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Codici tributo 8114 e 8115: dall’11 giugno 2018 obbligatorio l’utilizzo del modello F24 Elide
Con Risoluzione 1° giugno 2018, n. 42, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’utilizzo dei codici tributo ‘8114’ e ‘8115’ istituiti nel 2012, che permettono di versare, tramite il modello F24, le sanzioni dovute in caso di applicazione dell’istituto della remissione in bonis. In particolare viene precisato che a decorrere dall’11 giugno 2018, i suddetti codici vanno utilizzati esclusivamente nel modello ‘F24 versamenti con elementi identificativi’ (c.d. modello Elide). Si ricorda che con tale modello non è possibile esporre crediti e quindi effettuare compensazioni.
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Regolarizzazione attività e somme detenute all’estero: approvato il modello
Con Provvedimento 1 giugno 2018, l’Agenzia delle Entrate ha approvato, unitamente alle relative istruzioni, il modello per la richiesta di accesso alla procedura di regolarizzazione delle attività depositate e delle somme detenute all’estero, ai sensi dell’art. 5-septies, D.L. n. 148/2017.In particolare, il modello può essere utilizzato dai lavoratori ex frontalieri o dai contribuenti in precedenza residenti all’estero e iscritti all’Aire, per regolarizzare le attività finanziarie e somme detenute sui conti correnti e sui libretti di risparmio all’estero al 6 dicembre 2017, solo se derivanti da:redditi di lavoro dipendente o autonomo svolto all’estero o dalla vendita di immobili detenuti nello Stato estero in cui era stata prestata l’attività lavorativa. Possono essere oggetto di regolarizzazione sia gli obblighi di monitoraggio fiscale (quadro RW) che gli obblighi dichiarativi ai fini delle imposte sui redditi (IRPEF, addizionali regionali e comunali e imposte sostitutive) e/o dell’IVAFE.Le domande possono essere inviate fino al 31 luglio 2018, esclusivamente per via telematica, mediante la piattaforma informatica che nei prossimi giorni sarà resa disponibile sul sito dell’Agenzia.