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Omesso versamento delle ritenute: prova mediante il sistema Uniemens
Secondo la Corte di Cassazione la prova in giudizio dell’omesso versamento delle ritenute può essere fornita attraverso i tabulati estratti dal sistema Uniemens dell’INPS senza la necessità di alcuna firma. Con la Sentenza n. 23799 del 29 maggio 2019 viene chiarito che il nuovo flusso di dati telematici risulta sufficiente, senza che sia necessaria alcuna firma da parte del funzionario dell’ente previdenziale.
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Tassazione di utili di fonte estera: Principio di diritto
Come noto, per effetto di quanto previsto dall’articolo 1, comma 1007, Legge di Bilancio 2018, non si considerano provenienti da società residenti/localizzate in Paesi a fiscalità privilegiata:gli utili percepiti dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 (in generale dal 2015) maturati in periodi precedenti nei quali le società partecipate erano residenti/localizzate in Stati non presenti nell’elenco di cui al D.M. 21 novembre 2001 (‘black list’);gli utili maturati in periodi successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014 (in generale dal 2015) in Stati non a fiscalità privilegiata, successivamente percepiti in periodi in cui risultano integrate le condizioni di cui all’art. 167, comma 4, TUIR.Con Principio di diritto 29 maggio 2019, n. 17, l’Agenzia ha chiarito che tale previsione:si applica esclusivamente ai casi in cui al momento della distribuzione di utili pregressi, muti la qualificazione dello Stato di residenza della società partecipata, da Paese considerato a tassazione ordinaria a Paese a fiscalità privilegiata;non si applica nei casi in cui la maturazione degli utili è avvenuta in periodi d’imposta nei quali le società partecipate erano residenti o localizzate in Stati inclusi nella ‘black list’ di cui al D.M. 21 novembre 2001 e la percezione degli stessi avviene quando le predette società risiedono in Stati non a regime fiscale privilegiato.
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Niente monitoraggio fiscale per titolari di funzioni di direzione e amministrazione di una fondazione
Con Risoluzione 29 maggio 2019, n. 53, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i titolari di funzioni di direzione e amministrazione di una fondazione non sono tenuti alla compilazione del quadro RW per le attività estere di proprietà della fondazione.L’art. 20, comma 5, lettera c), D.Lgs. n. 231/2007, come sostituito dal D.Lgs. n. 90/2017, qualificherebbe tali soggetti come ‘titolari effettivi’, ma, come precisato dall’Amministrazione finanziaria, è escluso l’obbligo di monitoraggio fiscale in quanto esercitano un mero potere dispositivo in esecuzione di un mandato. La definizione di ‘titolare effettivo’ va, infatti, opportunamente adattata.
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INPGI: chiarimenti sull’applicazione dell’incentivo strutturale ai giornalisti
L’INPGI ha pubblicato la Circolare n. 4, datata 28 maggio 2019, con la quale fornisce alcuni chiarimenti circa l’applicabilità dello sgravio contributivo introdotto dalla Legge n. 205/2017 anche in caso di assunzione di giornalisti.Nel particolare, l’Istituto precisa che l’esonero contributivo previsto dall’articolo 1, comma 100 e seguenti della Legge n. 205/2017 è fruibile dal datore di lavoro anche in caso di assunzione di soggetti assicurati presso l’INPGI, e con la circolare in oggetto sono delineate le condizioni di spettanza dell’incentivo.
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Infortunio in itinere: rendita INAIL detratta dal risarcimento del danno
Secondo la Corte di Cassazione, nell’ambito dell’infortunio in itinere che ha determinato la morte del lavoratore, deve essere respinta la domanda di risarcimento del lucro cessante da parte dei congiunti del de cuius. Nella Sentenza n. 14362 del 27 maggio 2019 viene precisato che la rendita vitalizia in favore del coniuge superstite, nonché quella temporanea liquidata ai figli del lavoratore deceduto, riveste una funzione di anticipo del ristoro del danno da perdita degli apporti economici assicurati dal loro familiare e, pertanto, non sussiste alcun diritto a reclamare le somme ulteriori.
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No alla reintegra se il fatto sussiste ma il licenziamento è illegittimo
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 14500 pubblicata il 28 maggio 2019, ha ritenuto illegittimo il licenziamento del lavoratore che fa telefonate a sfondo erotico in ufficio importunando la collega, non essendoci mai stati altri precedenti disciplinari. Tuttavia, la sanzione è solo il risarcimento ma non la reintegra, perché il fatto contestato sussiste. In ossequio alle modifiche apportate dalla Legge Fornero, la reintegra è una tutela applicabile solo se il fatto alla base del recesso non sussiste oppure rientra fra le condotte punibili con mera sanzione conservativa in base al CCNL o al codice disciplinare applicabile.
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Convenzione per lo scambio di dati tra Agenzia delle Entrate e CNDCEC
In data 28 maggio 2019, l’Agenzia delle Entrate e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili hanno firmato una convenzione con la quale viene dato avvio, in via sperimentale, ad un nuovo servizio tramite cui l’Agenzia potrà acquisire in maniera veloce e sicura le informazioni sugli iscritti all’albo (albo e sezione di appartenenza, provincia e stato iscrizione) e quelle relative alle procure conferite dai clienti per rappresentanza o assistenza, che non dovranno quindi più essere necessariamente esibite su carta ad ogni accesso presso gli uffici.In particolare con tale nuovo servizio:viene permesso ai commercialisti di assistere e rappresentare i propri clienti dinanzi agli uffici territoriali dell’Agenzia anche senza l’esibizione dei documenti in formato cartaceo;eventuali comunicazioni relative alle domande di iscrizione, variazione e cancellazione nell’albo, che devono essere trasmesse in via telematica all’Anagrafe tributaria, potranno essere acquisite dall’Agenzia anche tramite un nuovo applicativo, che sarà reso disponibile dal Cndcec. Tale convenzione ha durata tre anni, a decorrere dalla sua sottoscrizione, e potrà essere rinnovata.
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Sport bonus: definite le modalità di fruizione dell’agevolazione
Con Comunicato stampa 24 maggio 2019, l’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha reso noto che la Corte dei Conti ha registrato il DPCM recante le disposizioni attuative del credito di imposta per le erogazioni liberali in denaro effettuate nel 2019 per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche (c.d. ‘sport bonus’).In particolare, il citato Decreto disciplina i seguenti aspetti:ambito soggettivo;ambito oggettivo;modalità di effettuazione delle erogazioni liberali;fruizione del credito d’imposta da parte delle persone fisiche e degli enti che non esercitano attività commerciali;le modalità di ottenimento del beneficio e fruizione dello stesso da parte dei soggetti titolari di reddito d’impresa; cause di revoca e procedure di recupero del credito d’imposta illegittimamente fruito.
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La prescrizione del diritto dell’INPS sui contributi omessi non interrotta dall’accertamento fiscale
In tema di contributi cd. ‘a percentuale’, la Corte di Cassazione ha sancito che la prescrizione sui contributi INPS omessi dal professionista non si interrompe in caso di accertamento del fisco.La Suprema Corte, respingendo il ricorso dell’INPS con l’Ordinanza n. 14410 del 28 maggio 2019, ha chiarito che il momento costitutivo dell’obbligazione contributiva resta quello della produzione del reddito da parte del professionista, a prescindere che il reddito stesso venga comprovato solo successivamente tramite accertamento fiscale. I giudici sottolineano dunque che la prescrizione dei contributi decorre comunque (ex art. 3, L. n. 335 del 1995) dal termine previsto per il loro pagamento, e non dall’eventuale e successivo atto di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, il quale atto può avere un mero effetto sospensivo e non interruttivo del termine prescrizionale.
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No al licenziamento del lavoratore inabile se la motivazione del recesso non è attuale
In tema di licenziamento per inidoneità fisica sopravvenuta, la Corte di Cassazione ha statuito l’illegittimità del recesso intimato da una società nei confronti del lavoratore inabile, il quale aveva rifiutato l’offerta al ruolo di addetto alle pulizie, in quanto al rientro dall’infortunio era già stato adibito ad una mansione compatibile con le proprie menomazioni fisiche. Con la Sentenza n. 13649 del 21 maggio 2019 viene precisato che il licenziamento, oltre a doversi basare su di una motivazione attuale, necessita di una previa verifica, a carico del datore di lavoro, della possibilità di adattamenti organizzativi ragionevoli nei luoghi di lavoro.