27/1/2020 – Istruzioni per la compilazione delle Comunicazioni obbligatorie: campo ‘CCNL’

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Istruzioni per la compilazione delle Comunicazioni obbligatorie: campo ‘CCNL’
Con notizia apparsa sul sito www.cliclavoro.gov.it, è stato reso noto che qualora nella compilazione di una Comunicazione obbligatoria il CCNL di riferimento per un rapporto di lavoro non sia rinvenibile nell’elenco dei contratti collettivi nazionali presenti o non trovi corrispondenza tra le informazioni di cui alla tabella ‘livello retributivo’, occorre selezionare la voce del contratto collettivo nazionale ‘ND’.Si precisa che permane l’obbligo di indicare una retribuzione minima annuale in misura maggiore a 0.

27/1/2020 – Fatturazione elettronica per i servizi resi da cooperativa sociali di tipo B

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Fatturazione elettronica per i servizi resi da cooperativa sociali di tipo B
Con Risposta 24 gennaio 2020, n. 12, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito ai termini di emissione di una fattura da parte di cooperative sociali di tipo B, analizzando il caso specifico di una cooperativa che si occupa di servizi di prima accoglienza per i cittadini stranieri richiedenti asilo.In particolare, qualsiasi cooperativa o consorzio, aggiudicatario di un appalto nel servizio di accoglienza dei richiedenti asilo, deve rendicontare ogni spesa alla Prefettura e alla Ragioneria territoriale dello Stato. Le fatture devono essere vistate dal direttore dell’esecuzione del contratto (per garantire la regolare esecuzione del servizio reso) e devono essere corredate da adeguata documentazione, tra cui i registri delle presenze degli ospiti, il numero dei pasti e beni forniti (compreso il pocket money), i contratti di subappalto e fornitura. Infine la fatturazione dei servizi resi, è subordinata al rilascio del nulla osta che ne attesti la regolare esecuzione e la liquidazione degli importi autorizzati, che può avvenire anche oltre 180 giorni dall’esecuzione del servizio.L’Agenzia, ha precisato che tali cooperative possono adottare, indistintamente, due modalità operative, ovvero:fatturare a fine mese la prestazione resa. Inviare la fattura allo SdI entro il termine di 12 giorni, attendere la ricezione del nulla osta ed inviare una nota di credito e/o integrazione conforme al nulla osta;emettere una fattura a ricezione del nulla osta con invio allo SdI entro i termini per le prestazioni rese fino a 180 giorni prima.

27/1/2020 – Fatture tax free e corrispettivi telematici: chiarimenti delle Entrate

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Fatture tax free e corrispettivi telematici: chiarimenti delle Entrate
Con Risposta 24 gennaio 2020, n. 13, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito agli adempimenti cui sono tenuti gli operatori commerciali che emettono fatture tax free.In particolare, l’amministrazione finanziaria ha precisato che se il corrispettivo è certificato dall’emissione della fattura tax free, non occorre procedere alla memorizzazione elettronica e trasmissione telematica del corrispettivo e all’emissione del documento commerciale; i due documenti infatti sono tra loro alternativi.Se il cedente, oltre ad emettere la fattura tax free, memorizza e trasmette telematicamente all’Agenzia delle Entrate il dato del corrispettivo giornaliero (ed emettere quindi il documento commerciale), al fine di dare evidenza che si tratta di una duplicazione della documentazione del medesimo corrispettivo, può:conservare copia della fattura tax free, sulla quale annotare il riferimento del documento commerciale emesso per certificare la medesima cessione;nonché tenere memoria del citato documento nell’apposito registro.

24/1/2020 – Approvato il Decreto per la riduzione del cuneo fiscale: dal 1° luglio 2020 innalzamento Bonus IRPEF

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Approvato il Decreto per la riduzione del cuneo fiscale: dal 1° luglio 2020 innalzamento Bonus IRPEF
In data 23 gennaio 2020, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto per la riduzione del cuneo fiscale – attuativo della previsione di cui alla Legge di Bilancio 2020 – che, a partire dal 1° luglio 2020, incide sugli stipendi dei lavoratori dipendenti.Il decreto prevede l’innalzamento degli attuali 80 euro a 100 euro mensili per i redditi fino a 28.000 euro, con tale importo che decresce fino a 80 euro per i redditi da 28.000 a 35.000 euro, e al di sopra di tale soglia decresce ulteriormente fino ad azzerarsi in corrispondenza di 40.000 euro di reddito.

24/1/2020 – L’abuso di alcuni permessi ex Lege 104 integra giusta causa di licenziamento

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L’abuso di alcuni permessi ex Lege 104 integra giusta causa di licenziamento
La Corte di Cassazione ha affermato che è legittimo il licenziamento per giusta causa del lavoratore che ha fatto un utilizzo abusivo di alcuni permessi per assistere il familiare malato (ex L. 104/1992). Con la Sentenza n. 1394 del 22 gennaio 2020, la Suprema Corte ha precisato che la fruizione dei suddetti permessi deve porsi in relazione causale diretta con l’assistenza al disabile, e non in funzione meramente compensativa dell’impegno offerto per prestare assistenza.

24/1/2020 – Trattamento ai fini IVA di beni e servizi oggetto di welfare aziendale: risposta ad interpello

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Trattamento ai fini IVA di beni e servizi oggetto di welfare aziendale: risposta ad interpello
Con Risposta ad interpello 23 gennaio 2020, n. 10, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al trattamento ai fini IVA, di beni e servizi oggetto di welfare aziendale resi dalla società istante a favore delle aziende che gliene affidano la gestione per i propri dipendenti.Secondo l’Agenzia, i documenti emessi dall’istante presentano le caratteristiche proprie dei ‘buoni-corrispettivo’ come previsto dalla Direttiva UE 2016/1065 del Consiglio 27 giugno 2016.In particolare, tali beni e servizi sono ‘determinati sin dall’origine in termini di natura, qualità e quantità, come del resto anche il luogo di effettuazione dell’operazione, oltre all’identità del personale dipendente’. Tali elementi permettono di individuare la disciplina IVA dell’operazione o delle operazioni cui il voucher dà diritto e, pertanto, fanno assumere a quest’ultimo le caratteristiche di un buono monouso, di cui all’articolo 6-ter, comma 3, D.P.R. n. 633/1972.Ne consegue che all’atto emissione del buono, il fornitore dovrà fatturare la prestazione al committente che agisce per conto del datore di lavoro.Al momento dell’acquisizione dei beni/servizi da parte dei dipendenti non vi sarà alcun ulteriore obbligo IVA in capo al fornitore.

23/1/2020 – No rapporto di lavoro subordinato se farmacia gestita in assoluta autonomia

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No rapporto di lavoro subordinato se farmacia gestita in assoluta autonomia
Non sussiste un rapporto di lavoro subordinato se una dottoressa dirige la farmacia in assoluta autonomia senza alcun controllo gerarchico da parte di altro socio con poteri di supremazia.È quanto ha statuito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 1396 del 22 gennaio 2020, secondo la quale per aversi rapporto di lavoro subordinato nelle società di persone è necessario che la prestazione del socio, oltre a non essere conferita dal contratto sociale, sia anche prestata sotto la direzione di altro socio superiore gerarchico.

23/1/2020 – No risarcimento da mobbing o demansionamento in presenza di un normale tasso di conflittualità

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No risarcimento da mobbing o demansionamento in presenza di un normale tasso di conflittualità
La Corte di Cassazione ha escluso che il mobbing o un demansionamento possano essere provati da un normale tasso di conflittualità presente in azienda.Con la Sentenza n. 1388 del 22 gennaio 2020, la Suprema Corte ha precisato che, ai fini del riconoscimento del diritto al risarcimento, è necessaria la produzione da parte del lavoratore della prova del nesso di causalità tra il suo stato di prostrazione e il comportamento vessatorio dell’azienda.

23/1/2020 – Notifica del verbale ispettivo valida anche senza comunicazione di avvenuto deposito

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Notifica del verbale ispettivo valida anche senza comunicazione di avvenuto deposito
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione penale per il datore per violazione di norme antinfortunistiche, nonostante la sua assenza alla notifica del verbale ispettivo ed il mancato invio della Cad (Comunicazione di avvenuto deposito del plico).Con la Sentenza n. 1996 del 20 gennaio 2020, la Suprema Corte ha precisato che la mancata definizione in via amministrativa è imputabile all’imprenditore, in quanto la Cad è necessaria solo per la notifica per posta di atti giudiziari, e non anche per il verbale degli ispettori del lavoro, essendo questi organi amministrativi con funzioni di polizia giudiziaria.