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No al licenziamento del dipendente polemico nei confronti dell’azienda nella mail inviata a terzo
Con l’Ordinanza n. 23774 del 1° ottobre 2018 la Corte di Cassazione ha statuito che il tono polemico, usato nella mail in cui il dipendente parla del proprio datore a terzi, non legittima il licenziamento per giustificato motivo soggettivo.Le mail indirizzate dal lavoratore all’associazione, per quanto di tono polemico, non sono idonee a causare ‘un danno all’immagine della società giuridicamente apprezzabile, e a vulnerare i principi di correttezza e buona fede sottesi al vincolo fiduciario’; pertanto la reazione dell’azienda è assolutamente sproporzionata rispetto alla mancanza del dipendente.