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Lavoro agile in caso di figli in quarantena per contatti scolastici: dal 16 ottobre ritorno alla procedura ordinaria
Con una FAQ pubblicata sul proprio portale istituzionale, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito che fino al 15 ottobre 2020 il ricorso al lavoro agile per il lavoratore dipendente nel periodo di quarantena per contatto scolastico del figlio minore di 14 anni, può essere comunicato al Ministero stesso mediante la procedura semplificata.A partire dal 16 ottobre 2020, invece, con la cessazione dello stato di emergenza, sarà necessario ricorrere alla procedura ordinaria che prevede la necessità di sottoscrivere un accordo individuale con il dipendente al fine di regolare il lavoro agile.
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Procedure amministrative e conciliative effettuabili da remoto: prime indicazioni INL
Con Decreto Direttoriale n. 56 del 22 settembre 2020, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha decretato la possibilità di effettuare mediante strumenti di comunicazione da remoto anche le procedure amministrative o conciliative, di competenza dell’Ispettorato stesso, riguardanti:l’attività conciliativa;le audizioni;l’attività certificativa;l’istruttoria per il rinnovo dei contratti a tempo determinato;le audizioni nell’ambito dell’attività di vigilanza (esclusi gli accertamenti riguardanti profili di rilevanza penale).È attesa la pubblicazione di una Circolare specifica da parte dell’Ispettorato con cui verranno precisate le modalità di svolgimento da remoto delle suddette procedure.
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L’INPS dev’essere chiamato in giudizio se il lavoratore fa causa al datore di lavoro per contributi non versati
La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 19679/2020, ha chiarito che, qualora il lavoratore dipendente chieda la condanna del datore di lavoro al versamento all’INPS di contributi evasi, l’Istituto di previdenza deve essere presente in causa quale litisconsorte necessario.
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No divieto di compensazione ex art. 31, D.L. n. 78/2010 per l’IMU relativa a fabbricati di categoria D
Con Risposta ad Interpello 22 settembre 2020, n. 385, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, per i debiti IMU iscritti a ruolo, relativi ad un fabbricato produttivo di categoria D non opera il divieto di compensazione di cui all’art. 31, comma 1, D.L. n. 78/2010.Tale citata norma impedisce la compensazione dei crediti, relativi alle imposte erariali, fino a concorrenza dei debiti, di ammontare superiore a euro 1.500, iscritti a ruolo, per imposte erariali e relativi accessori, per i quali è scaduto il termine di pagamento. L’Amministrazione Finanziaria chiarisce che l’inapplicabilità del divieto di compensazione si evince dal fatto che: nel concetto di ‘imposte erariali’ non rientravano i tributi locali (Circolari n. 4/2011 e n. 13/2011);sebbene il gettito relativo ai fabbricati di categoria catastale D è destinato allo Stato, la natura dell’IMU rimane comunque comunale (Risoluzione n. 2/2012, Dipartimento MEF).
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IVA, determinazione soglia del 10%: Risoluzione
Con Risoluzione 22 settembre 2020, n. 53, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla determinazione dei versamenti complessivi registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10% dell’ammontare dei ricavi/compensi, per evitare l’applicazione degli obblighi introdotti con l’articolo 17-bis, D.Lgs. n. 241/1997 in materia di ritenute e compensazioni in appalti e subappalti, ai sensi del comma 5, lett. a), del medesimo decreto.L’Agenzia evidenzia che, ai fini del calcolo della soglia del 10%, che consente di non applicare le disposizioni del citato art. 17-bis, le imprese appaltatrici/affidatarie/subappaltatrici possono considerare:i versamenti relativi alle operazioni soggette split payment e reverse charge;l’imposta teorica corrispondente al reddito della società, imputato a ciascun socio, indipendentemente dall’effettiva percezione, proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili, ex artt. 115 e 116, TUIR, in materia di trasparenza fiscale;l’imposta sul valore aggiunto teorica, risultante dalla liquidazione periodica della società controllata, ma assolta dall’ente controllante, nel caso di esercizio dell’opzione per la liquidazione IVA di gruppo.
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Imposta di registro e ipocatastali in misura fissa anche con acquisto intero fabbricato con diversi contratti
Con Risposta ad Interpello 18 settembre 2020, n. 384, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’applicabilità dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro 200 ai trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, in base a quanto previsto dall’art. 7, D.L. n. 34/2019.In base a quanto previsto dal citato articolo, le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono dovute nella misura fissa di euro 200 se:l’acquisto di un intero fabbricato viene effettuato entro il 31 dicembre 2021 da imprese che svolgono attività di ricostruzione o ristrutturazione di edifici per ricostruirlo/ristrutturarlo;il nuovo fabbricato risulta conforme alla normativa antisismica e consegue una delle classi energetiche NZEB, A o B;entro 10 anni vengono alienate le unità immobiliari, il cui volume complessivo superi il 75% del volume dell’intero fabbricato.Secondo l’Agenzia delle Entrate la disposizione agevolativa:è prevista indipendentemente dal fatto che l’impresa acquisti l’intero fabbricato con uno o più atti;non impone, quando il fabbricato è composto da più unità immobiliari, la redazione dell’atto di compravendita delle unità che compongono l’intero fabbricato in un unico contesto.
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Esonero contributivo per aziende che non fruiscono della CIG: prime indicazioni INPS
Con Circolare n. 105 del 18 settembre 2020, l’INPS ha fornito le prime istruzioni per la gestione degli adempimenti previdenziali connessi all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per le aziende che non richiedano ulteriori trattamenti di cassa integrazione (art. 3 del Decreto Legge n. 104/2020). In particolare, l’Istituto ha fornito indicazioni sui seguenti aspetti:datori di lavoro che possono accedere al beneficio;assetto e misura dell’esonero;condizioni di spettanza dell’esonero;compatibilità con la normativa in materia di aiuti di Stato;coordinamento con altre misure.
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Tassazione separata per le somme una tantum riferite al periodo di vacatio contrattuale
Con Risposta ad interpello n. 367 del 17 settembre 2020, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito al regime fiscale delle somme erogate ‘una tantum’ al fine di compensare i mancati incrementi dei minimi contrattuali riferibili al periodo di vacatio contrattuale.In particolare, l’Agenzia ritiene che nella suddetta ipotesi sia ravvisabile una causa di carattere giuridico che consente l’applicazione della tassazione separata.