16/1/2019 – Approvati i modelli definitivi e le istruzioni dei Mod. 730, Certificazione Unica, 770, IVA, IVA 74-bis, CUPE

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Approvati i modelli definitivi e le istruzioni dei Mod. 730, Certificazione Unica, 770, IVA, IVA 74-bis, CUPE
Con distinti Provvedimenti datati 15 gennaio 2019, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili, sul proprio sito, i modelli e le relative istruzioni del:Mod. 730;Certificazione Unica;Mod. 770;Mod. IVA e IVA 74-bis;CUPE;relativi al periodo d’imposta 2018.

15/1/2019 – Recesso datoriale giustificato dai comportamenti aggressivi del dipendente verso i colleghi

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Recesso datoriale giustificato dai comportamenti aggressivi del dipendente verso i colleghi
In tema di licenziamento per giusta causa, la Corte di Cassazione ha statuito la legittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente dimostratosi aggressivo con gli altri colleghi. Con la Sentenza n. 611 del 14 gennaio 2019 si sottolinea che il recesso del datore è giustificato, in ragione dell’obiettiva gravità della condotta del lavoratore, caratterizzata da ripetute reazioni aggressive, violenze verbali e atteggiamenti minacciosi verso i colleghi.

15/1/2019 – Credito d’imposta per i benzinai: codice tributo

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Credito d’imposta per i benzinai: codice tributo
Con Risoluzione 14 gennaio 2019, n. 3, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite Mod. F24, del credito d’imposta spettante agli esercenti di impianti di distribuzione di carburante ai sensi dell’articolo 1, commi 924 e 925, Legge 27 dicembre 2017, n. 205.In particolare il codice tributo è il seguente:’6896′, denominato ‘Credito d’imposta pari al 50 per cento delle commissioni addebitate agli esercenti di impianti di distribuzione di carburante, ai sensi dell’articolo 1, commi 924 e 925, della legge 27 dicembre 2017, n. 205’.

15/1/2019 – Rettifica delle deduzioni forfetarie per il 2017 a favore degli autotrasportatori: Comunicato MEF

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Rettifica delle deduzioni forfetarie per il 2017 a favore degli autotrasportatori: Comunicato MEF
Con Comunicato stampa 14 gennaio 2019, n. 7, il MEF ha aumentato gli importi delle deduzioni forfetarie giornaliere per gli autotrasportatori di merci per conto terzi per il periodo d’imposta 2017, a seguito dell’incremento della dotazione finanziaria delle misure agevolative a favore degli autotrasportatori previsto, per il 2018, dall’art. 23, D.L. n. 119/2018.I nuovi valori sono:euro 51,00 per i trasporti effettuati dall’imprenditore stesso oltre il Comune in cui ha sede l’impresa (in precedenza euro 38,00);euro 17,85, per i trasporti effettuati dall’imprenditore stesso all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa (in precedenza euro 13,30).L’Agenzia delle Entrate, con Comunicato stampa 14 gennaio 2019, ha chiarito che i contribuenti possono fruire delle nuove misure presentando una dichiarazione integrativa ‘a favore’, al fine di evidenziare un minor debito o un maggior credito derivante dall’aumento delle deduzioni forfetarie.La deduzione forfetaria va riportata nei quadri RF e RG dei modelli REDDITI 2018 PF e SP, utilizzando nel rigo RF55 i codici 43 e 44 e nel rigo RG22 i codici 16 e 17 (i codici si riferiscono, rispettivamente, alla deduzione per i trasporti all’interno del Comune e alla deduzione per i trasporti oltre tale ambito).

14/1/2019 – Niente decadenza dall’impugnativa del licenziamento in assenza di atto scritto

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Niente decadenza dall’impugnativa del licenziamento in assenza di atto scritto
Secondo la Corte di Cassazione il lavoratore (nel caso di specie del settore multiservizi), nonostante siano trascorsi più di 60 giorni dalla cessazione di fatto del rapporto con l’azienda che lo gestiva in precedenza, può avanzare ricorso chiedendo l’assunzione da parte del committente, deducendo l’illiceità dell’appalto. Con l’Ordinanza n. 523 dell’11 gennaio 2019 viene precisato che l’azione per far valere l’inefficacia del licenziamento orale non è soggetta (anche a seguito delle modifiche all’art. 6 della Legge n. 604/1966) all’impugnativa stragiudiziale, non sussistendo l’atto scritto di recesso recapitato al destinatario, da cui discende il termine di decadenza.

14/1/2019 – L’indebito contributivo va restituito dall’INPS e non può ripetersi dal lavoratore quanto da lui non percepito

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L’indebito contributivo va restituito dall’INPS e non può ripetersi dal lavoratore quanto da lui non percepito
Con la Sentenza n. 517 dell’11 gennaio 2019 la Sezione lavoro della Corte di Cassazione ha ribadito due importanti principi in tema di contributi versati ma non dovuti all’Istituto. La Suprema Corte ha respinto la domanda dell’impresa che pretendeva la restituzione da parte del dipendente di somme al lordo delle ritenute fiscali, motivando tale decisione con l’assunto per cui il lavoratore non può restituire degli importi mai percepiti.I giudici hanno invece ricordato che il datore di lavoro, in qualità di sostituto d’imposta, è l’unico legittimato ad ottenere restituzione da parte dell’INPS dell’indebito contributivo, anche per le quote a carico del lavoratore.

14/1/2019 – Preavviso dovuto anche se il dipendente va in pensione

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Preavviso dovuto anche se il dipendente va in pensione
La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 521 dell’11 gennaio 2019, ha ricordato che il recesso avvenuto per il raggiungimento dell’età pensionabile del lavoratore, per quanto non necessiti di ulteriori motivazioni, è comunque soggetto all’obbligo di osservanza del periodo di preavviso.Nel caso in cui l’azienda non abbia inviato la necessaria comunicazione informando il lavoratore del relativo periodo di preavviso, pertanto, la stessa sarà tenuta a liquidarne il corrispettivo economico, in quanto il pensionamento non costituisce un motivo di risoluzione automatica e immediata del rapporto.

14/1/2019 – Se non ricorrono i presupposti per la previdenza obbligatoria di categoria vale l’iscrizione alla gestione separata

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Se non ricorrono i presupposti per la previdenza obbligatoria di categoria vale l’iscrizione alla gestione separata
Con la Sentenza n. 519 dell’11 gennaio 2019 la Corte di Cassazione ha esteso l’iscrizione alla Gestione separata all’avvocato in pensione, che continua a svolgere attività lavorativa con partita IVA se pur con redditi molto bassi.Il reddito prodotto dall’ex avvocato era sotto la soglia prevista per l’iscrizione alla cassa previdenziale (in questo caso alla cassa forense), ex art. 44 co.2 del DL n. 269/2003. Tuttavia, i giudici della Suprema Corte, accogliendo il ricorso dell’INPS, hanno ritenuto che il lavoratore autonomo dovesse comunque iscriversi alla gestione separata, in quanto la stessa ha la funzione di colmare le lacune per aree soggettive e oggettive non coperte da altre forme di assicurazione obbligatoria.

14/1/2019 – INPS: dismissione procedure flussi telematici DM10 e DM10Vig

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INPS: dismissione procedure flussi telematici DM10 e DM10Vig
L’INPS, con il Messaggio n. 132 dell’11 gennaio 2019, rende noto che dal 1° febbraio 2019 non sarà più possibile utilizzare le applicazioni denominate ‘Compilazione DM10 On-Line’ e ‘Acquisizione DM10Vig’.Tali applicazioni consentivano la trasmissione di eventuali denunce pregresse, riferite al periodo 2005-2010.

14/1/2019 – Imposta di registro da applicare in caso di fusione tra Fondazioni bancarie non qualificabili ONLUS

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Imposta di registro da applicare in caso di fusione tra Fondazioni bancarie non qualificabili ONLUS
Con Risoluzione 11 gennaio 2019, n. 2 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all’imposta di registro, ipotecaria e catastale da applicare in caso di fusione tra Fondazioni bancarie non qualificabili ONLUS.In particolare l’Agenzia delle Entrate ha precisato che i passaggi di beni a seguito di atti di fusione o di trasformazione di società e di analoghe operazioni poste in essere da altri enti, non sono soggetti ad IVA (art 2, comma 3, lettera f), D.P.R. n. 633/1972).Ciò comporta che, in applicazione del principio di alternatività IVA/Registro, in presenza di un’operazione di fusione tra enti non commerciali i relativi atti devono essere assoggettati all’imposta di registro pari al 3%; quando, invece, l’operazione di fusione è posta in essere tra società od enti “aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale o agricola”, i relativi atti sono assoggettati ad imposta di registro in misura fissa.Nel caso di specie, poiché si tratta di un’operazione di fusione per incorporazione tra due fondazioni che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale o agricola, trova applicazione la norma che prevede un’imposta di registro pari al 3%.