14/7/2020 – ANF: nuove modalità di compilazione flusso Uniemens e di controllo dei conguagli da luglio

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ANF: nuove modalità di compilazione flusso Uniemens e di controllo dei conguagli da luglio
L’INPS, con il Messaggio n. 2765 del 9 luglio 2020, conferma che a partire dalle competenze di luglio 2020, la modalità di esposizione nei flussi Uniemens ai fini del conguaglio degli ANF, sia correnti sia arretrati, anticipati dalle Aziende ai lavoratori prevederà esclusivamente la compilazione dell’elemento “InfoAggCausaliContrib” che sarà obbligatoria e costituirà l’unica modalità di conguaglio.Dalla stessa competenza, infatti, la sezione per i codici riferiti ai conguagli ANF avrà valenza contributiva e pertanto non dovrà più essere compilata la sezione “GestioneANF” per esporre i conguagli relativi ai codici causale ANF e non sarà necessario compilare la sezione “ANF”, il cui eventuale contenuto non sarà comunque preso in considerazione.

14/7/2020 – No al risarcimento della depressione come malattia professionale quando lo esclude la ctu

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No al risarcimento della depressione come malattia professionale quando lo esclude la ctu
Non si può ritenere malattia professionale la depressione maggiore quando lo afferma il consulente tecnico d’ufficio.È quanto chiarito dalla Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 14789 del 10 luglio 2020, in merito al ricorso di un lavoratore che chiedeva di essere risarcito dall’INAIL per la depressione insorta sul luogo di lavoro.

14/7/2020 – Utilizzo di app di contact tracing: FAQ del Garante della Privacy

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Utilizzo di app di contact tracing: FAQ del Garante della Privacy
Il 13 luglio 2020 il Garante della Privacy ha pubblicato nuove FAQ in tema di tutela dei dati personali nel contesto emergenziale da Covid-19; in particolare, il Garante si è concentrato sugli aspetti privacy legati all’utilizzo delle app per il tracciamento dei contatti, chiarendo, tra l’altro, che:l’installazione di app di contact tracing regionali non può essere obbligatoria; la mancata installazione delle stesse non può comportare alcuna conseguenza pregiudizievole per gli interessati o condizionare l’accesso a determinate aree/territori;l’installazione della app nazionale Immuni è volontaria e dalla sua mancata installazione non può derivare nessuna conseguenza pregiudizievole;per avvalersi di app di telemedicina, a fini diagnostici/terapeutici a distanza, le strutture sanitarie non devono richiedere uno specifico consenso al trattamento dei dati personali dell’interessato; la prestazione del consenso è invece necessaria in caso di app divulgative o di raccolta di informazioni sullo stato di salute della popolazione.

14/7/2020 – Cessione di un contratto di leasing e determinazione del reddito di lavoro autonomo: Interpello

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Cessione di un contratto di leasing e determinazione del reddito di lavoro autonomo: Interpello
Con Risposta 13 luglio 2020, n. 209, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla determinazione del reddito da lavoro autonomo a seguito di una cessione di un contratto di leasing.Nella fattispecie è stato analizzato il caso di un libero professionista che chiude la propria partita IVA, costituisce con un altro soggetto un’associazione professionale e cede il contratto di leasing immobiliare ad una società immobiliare di nuova costituzione, che a sua volta concederà in locazione l’immobile alla medesima associazione per l’esercizio dell’attività professionale.L’Agenzia delle Entrate, innanzitutto, precisa che secondo quando disposto dall’art. 54, comma 1, TUIR, il reddito di lavoro autonomo è dato dalla differenza tra l’ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di partecipazione agli utili, e quello delle spese inerenti all’esercizio dell’arte o professione effettivamente sostenute nel periodo stesso.Il successivo comma 1-quater, inoltre, stabilisce che ‘concorrono a formare il reddito i corrispettivi percepiti a seguito di cessione della clientela o di elementi immateriali comunque riferibili all’attività artistica o professionale”.Secondo l’Agenzia delle Entrate, quindi, nell’articolo 54, comma 1-quater TUIR, possono essere ricondotti anche i corrispettivi percepiti a seguito della cessione di contratti di leasing, aventi ad oggetto beni strumentali, per l’esercizio dell’attività di lavoro autonomo. Pertanto il corrispettivo derivante dalla cessione di un contratto di leasing relativo ad un immobile utilizzato per l’esercizio dell’attività professionale, si configuri come cessione di “elementi immateriali”, attratta a tassazione ai sensi del comma 1-quater, articolo 54, TUIR.

10/7/2020 – Imposta di successione per immobile sito in Italia di proprietà di soggetti esteri: Interpello

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Imposta di successione per immobile sito in Italia di proprietà di soggetti esteri: Interpello
Con Risposta ad Interpello 9 luglio 2020, n. 206 l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in relazione alla disciplina fiscale applicabile, ai fini dell’imposta di successione, ad un immobile abitativo situato in Italia, di proprietà di un soggetto (deceduto) residente, con la moglie, in Francia.L’Agenzia delle Entrate chiarisce che:in applicazione dell’art. 5 della Convenzione internazionale n. 708/1994, che vige tra Italia e Francia, ‘…i beni immobili che fanno parte della successione o di una donazione di una persona domiciliata in uno Stato e sono situati nell’altro Stato sono imponibili in questo altro Stato’. Quindi, in relazione al bene immobile situato in Italia, si deve far riferimento alla legislazione vigente in Italia;l’imposta di successione, per il coniuge e i parenti in linea retta, va applicata nella misura del 4% sul valore complessivo netto dei beni eccedente, per ciascun beneficiario, 1 milione di euro (art. 2, comma 48, D.L. n. 262/2006) e viene liquidata dall’Ufficio sulla base della dichiarazione di successione, presentata telematicamente all’Agenzia delle Entrate dal dichiarante o da intermediario abilitato oppure, per i residenti all’estero impossibilitati all’invio telematico, in forma cartacea.

10/7/2020 – Ammesso al passivo della società fallita il credito del lavoratore membro del cda

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Ammesso al passivo della società fallita il credito del lavoratore membro del cda
Le copie della busta paga, quando munite dei requisiti previsti dalla legge, hanno piena efficacia probatoria del diritto del dipendente di essere ammesso tra i creditori della società fallita.È quanto affermato dalla Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 14012 del 7 luglio 2020 in merito al ricorso di una lavoratrice subordinata la quale vantava un credito che era stato escluso dal passivo fallimentare della società sulla base della sua passata partecipazione al consiglio di amministrazione della stessa.

10/7/2020 – Emergenza coronavirus: prorogate al 31 ottobre le prestazioni straordinarie del FONDO EST

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Emergenza coronavirus: prorogate al 31 ottobre le prestazioni straordinarie del FONDO EST
Il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per il settore commercio, turismo e servizi (Fondo EST), con Comunicazione dell’8 luglio 2020, ha reso nota la proroga fino al 31 ottobre 2020 delle misure straordinarie previste dal Fondo stesso nel piano sanitario per fronteggiare l’emergenza COVID-19.

10/7/2020 – L’invalidità permanente al 20% non è sufficiente a provare la perdita di chance

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L’invalidità permanente al 20% non è sufficiente a provare la perdita di chance
L’invalidità permanente nella misura del 20% non è sufficiente a far ottenere il danno da perdita di chance in quanto non esonera il lavoratore dall’onere di provare di aver subìto una diminuzione irreparabile della capacità di svolgere un’attività secondo le sue attitudini e condizioni personali.È quanto statuito dalla Corte di Cassazione nell’Ordinanza n. 14246 dell’8 luglio 2020, con la quale rigetta il ricorso di un lavoratore vittima di malasanità, per non essere stato in grado di provare l’esistenza di un quid favorevole (che si possa valutare dal punto di vista giuridico e patrimoniale) su cui l’illecito abbia inciso negativamente provocando un danno certo e attuale al lavoratore in ottica futura.

10/7/2020 – Disciplina IVA per l’attività di fisico medico: Interpello

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Disciplina IVA per l’attività di fisico medico: Interpello
Con Risposta ad Interpello 9 luglio 2020, n. 208, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla disciplina IVA da applicare per l’attività del fisico medico.L’Agenzia preliminarmente evidenzia che l’art. 10, comma 1, numero 18), D.P.R. n. 633/1972 prevede l’esenzione IVA per le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona (presupposto oggettivo) nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza (presupposto soggettivo) ai sensi dell’art. 99 del testo unico delle leggi sanitarie.Inoltre l’Amministrazione finanziaria sottolinea che ai sensi dell’art. 1, D.M. 17 maggio 2002, sono esenti da IVA le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona, dagli operatori abilitati all’esercizio delle professioni elencate nel D.M. 29 marzo 2001.Nel caso di specie l’istante è un soggetto che svolge la professione di fisico specialista in fisica medica, iscritto all’Ordine dei Chimici e dei Fisici e svolge la propria attività anche come libero professionista nei confronti di strutture pubbliche e private.Si tratta, pertanto, di prestazioni professionali rese da soggetti (fisici medici) non sottoposti a vigilanza, e non individuati dal D.M. 17 maggio 2002. In assenza, quindi, del presupposto soggettivo, secondo l’Agenzia non è possibile applicare l’esenzione IVA ex art. 10, comma 1, numero 18), D.P.R. n. 633/1972 alle prestazioni rese dai fisici medici.