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Anche l’accomandante è responsabile in caso di infedele dichiarazione della società: Sentenza
Con Sentenza 30 luglio 2018, n. 20099, la Corte di Cassazione ha stabilito che è legittima l’applicazione della sanzione amministrativa al socio accomandante, in presenza di infedele dichiarazione dei redditi della società.La Suprema Corte sottolinea che il maggior reddito, risultante dalla rettifica operata nei confronti di una società di persone, va imputato ai soci ai fini IRPEF in proporzione alla relativa quota di partecipazione agli utili. Ciò comporta che anche al socio venga applicata la sanzione per infedele dichiarazione, in quanto ai soci della società di persone è consentito il controllo della gestione sociale.In particolare, per i soci non amministratori la colpa consiste nell’omesso o insufficiente esercizio del potere di controllo sullo svolgimento degli affari della società, e di consultazione dei documenti contabili; mentre i soci amministratori sono responsabili per omesso o insufficiente esercizio dei poteri di gestione, direzione e controllo dell’attività sociale.