11/2/2019 – L’interruzione della prestazione non prova il licenziamento intimato oralmente

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L’interruzione della prestazione non prova il licenziamento intimato oralmente
Nel caso di incertezza sulle cause di scioglimento, il fatto che il lavoratore abbia cessato l’esecuzione delle prestazioni non è una circostanza sufficiente a dimostrare in giudizio il licenziamento orale.Questo assunto è stato affermato dalla Corte di Cassazione con la Sentenza n. 3822 dell’8 febbraio 2019, con la quale la Corte ha ritenuto che chi pretende di essere tutelato dai rimedi contro il licenziamento ha l’onere di provarne l’esistenza: la cessazione delle prestazioni non fornisce la prova circa la volontà del datore di lavoro di recedere, in quanto potrebbe essere conseguenza anche di dimissioni piuttosto che di una risoluzione consensuale.Pertanto, il lavoratore che voglia provare l’esistenza di un licenziamento, per di più nullo perché intimato in forma orale, deve allegare la prova del fatto costitutivo dello stesso, soprattutto quando il datore invece eccepisca a sua volta che il rapporto si è risolto per le dimissioni del lavoratore.

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