6/2/2018 – INPS: regolarizzazione di gennaio 2018 entro il 16 aprile 2018

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INPS: regolarizzazione di gennaio 2018 entro il 16 aprile 2018
Come si ricorderà l’INPS, con la Circolare n. 13/2018, ha determinato, per l’anno 2018, il limite minimo di retribuzione giornaliera ed aggiornato gli altri valori per il calcolo di tutte le contribuzioni dovute in materia di previdenza ed assistenza sociale per la generalità dei lavoratori dipendenti.Ora, l’Istituto previdenziale, con il Messaggio n. 536 del 5 febbraio 2018, rende noto che i datori di lavoro che per il versamento dei contributi relativi al mese di gennaio 2018 non abbiano potuto tenere conto dei suddetti valori contributivi aggiornati, possono regolarizzare tale periodo entro il 16 aprile 2018.

6/2/2018 – Il contratto a termine deve essere firmato anche dal dipendente

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Il contratto a termine deve essere firmato anche dal dipendente
Con l’Ordinanza n. 2774 del 5 febbraio 2018 la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso presentato da un lavoratore, ha dichiarato illegittimo il contratto a termine firmato solo dal datore di lavoro.La Suprema Corte, rifacendosi a un consolidato orientamento, sottolinea la necessità, per quanto attiene al contratto a tempo determinato, della forma scritta ad substantiam al fine di tutelare il lavoratore, che deve essere consapevole delle condizioni imposte dal datore di lavoro.Tale cognizione può essere espressa solo mediante sottoscrizione di entrambe le parti; nel caso di specie, invece, la sottoscrizione quale forma di accettazione esplicita era stata sostituita da quella implicita, ovvero dal mero espletamento dell’attività lavorativa concordata il giorno seguente la riunione informativa.

5/2/2018 – Sì al risarcimento del danno oltre le tabelle milanesi per le gravi sofferenze patite dal lavoratore morto di amianto

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Sì al risarcimento del danno oltre le tabelle milanesi per le gravi sofferenze patite dal lavoratore morto di amianto
Con l’Ordinanza n. 2598 del 2 febbraio 2018, la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso presentato da una S.p.a., conferma il risarcimento del danno biologico pari a 1.000 euro al giorno (e non a 800) dalla diagnosi fino al decesso del lavoratore.Il giudice può riconoscere al lavoratore morto per l’esposizione all’amianto in fabbrica un risarcimento superiore ai limiti di valore delle tabelle milanesi, se motivato in modo specifico, ad esempio perché il danneggiato non è vissuto molto oltre il momento in cui gli è stata diagnosticata la malattia, ma lo ha fatto fra gravi sofferenze.Si legge nell’ordinanza che ‘nella liquidazione del danno biologico, quando manchino criteri stabiliti dalla legge, l’adozione della regola equitativa di cui all’art. 1226 c.c. deve garantire non solo l’uniformità di giudizio di fronte a casi analoghi, prendendo come riferimento le tabelle del Tribunale di Milano, ma anche una adeguata valutazione delle circostanze del caso concreto’.

5/2/2018 – Accordo aziendale: non necessaria la forma scritta per la stipula e la disdetta

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Accordo aziendale: non necessaria la forma scritta per la stipula e la disdetta
Secondo la Corte di Cassazione per la stipula dell’accordo aziendale non è richiesta necessariamente la forma scritta, ma è ammessa la conclusione anche per fatti concludenti e, di conseguenza, una delle parti può dare la disdetta anche a voce, a meno di un’eventuale diversa pattuizione scritta precedentemente raggiunta dalle parti. La Suprema Corte, con la Sentenza n. 2600 del 2 febbraio 2018, ha chiarito che il principio di libertà delle forme trova applicazione anche rispetto all’accordo o al contratto collettivo di lavoro di diritto comune e che spetta alla parte che eccepisce l’avvenuto recesso l’onere della prova e se gli altri contraenti hanno chiesto di metterlo per iscritto la prima deve dimostrare che la successiva dichiarazione era solo confermativa.

5/2/2018 – Chiarimenti in materia di consolidato: Risoluzione

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Chiarimenti in materia di consolidato: Risoluzione
Con Risoluzione 2 febbraio 2018, n. 13, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla disciplina del consolidato.In particolare, l’Agenzia ha chiarito che, nel caso di fusione per incorporazione di una società consolidante con una società esterna al consolidato, non si applica in via analogica l’art. 13, commi 5 e 6 del DM 9 giugno 2004 se il soggetto incorporante sia una SPAC (Special Purpose Acquisition Company).

5/2/2018 – Esenzione dall’IMU agricola per i terreni montani: Sentenza

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Esenzione dall’IMU agricola per i terreni montani: Sentenza
Con Sentenza 21 novembre 2017, n. 17/2018 la Corte Costituzionale ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale riguardante l’esenzione dal pagamento dell’IMU agricola, per gli anni 2014 e 2015, per i terreni classificati totalmente montani o parzialmente montani, quando posseduti e condotti da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionali, ubicati nell’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istat.I giudici, rigettando le censure della Regione Sardegna e del TAR del Lazio, hanno inoltre precisato che la caratteristica di ‘montanità’ non viene individuata esclusivamente da un criterio altimetrico (l’80% della superficie del territorio comunale deve essere situata al di sopra dei 600 metri) ma sono presi in considerazione anche i parametri di bassa redditività.

5/2/2018 – INPS: conseguenze della variazione degli interessi legali

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INPS: conseguenze della variazione degli interessi legali
L’INPS, con la Circolare n. 23 del 2 febbraio 2018, illustra i riflessi sul calcolo delle somme aggiuntive per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali della variazione allo 0,3% del saggio di interesse legale.Tale variazione è operativa dal 1° gennaio 2018.

2/2/2018 – Recupero dell’evasione fiscale nel 2017: Comunicato stampa

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Recupero dell’evasione fiscale nel 2017: Comunicato stampa
Con Comunicato stampa 1 febbraio 2018, l’Agenzia delle Entrate, di concerto con l’Agenzia Entrate Riscossione ed il MEF, ha reso disponibili sul proprio sito internet i risultati ottenuti in seguito all’attività di recupero dell’evasione fiscale svolta nel 2017.In particolare, grazie all’azione dell’amministrazione finanziaria, sono stati riportati nelle casse dello Stato oltre 20 miliardi di euro, di cui:11 miliardi derivano da versamenti diretti in seguito a controlli;1,3 miliardi di euro da lettere per la compliance, con un aumento del 160% rispetto all’anno precedente;7,4 miliardi da ruoli, con un incremento del 54,2% rispetto al 2016, in parte dovuto alla definizione agevolata;400 milioni di euro dagli accertamenti sulle richieste di adesione alla prima voluntary disclosure.Si segnalano, inoltre, tra i risultati raggiunti:la conclusione di 435 accordi (431 nel solo 2017) di Patent box, la misura finalizzata a incentivare la collocazione in Italia dei beni immateriali come brevetti e altre opere d’ingegno;la firma di 35 accordi, di cui 25 nel 2017, che prevedono un impegno economico da parte di soggetti italiani e stranieri per circa 10,4 miliardi di euro, con una ricaduta occupazionale di circa 75mila nuovi posti di lavoro;l’adesione di 10 grandi società imprenditoriali ciascuna con volume d’affari superiore a 10 miliardi di euro al regime di adempimento collaborativo (cooperative compliance).

2/2/2018 – Il lavoratore a progetto non ha diritto a percepire l’indennità di mobilità

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Il lavoratore a progetto non ha diritto a percepire l’indennità di mobilità
Con la Sentenza n. 2497 del 1° febbraio 2018 la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell’INPS, ha stabilito che il lavoratore a progetto non ha diritto a percepire l’indennità di mobilità prevista dall’art. 7 della Legge n. 223/1991.Nella pronuncia in esame si legge che ‘lo svolgimento di un’attività lavorativa autonoma, come nella specie, quella di collaborazione coordinata e continuativa suscettibile di redditività, fa cessare quindi lo stato di bisogno connesso alla disoccupazione involontaria e comporta il venir meno tanto del diritto all’indennità di disoccupazione quanto del diritto all’indennità di mobilità’.

1/2/2018 – Approvati i modelli relativi agli studi di settore 2018

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Approvati i modelli relativi agli studi di settore 2018
Con Provvedimento 31 gennaio 2017, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili, sul proprio sito internet, i 193 modelli e le relative istruzioni per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore 2018 da utilizzare per la dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2017.In particolare, tali modelli:riguardano studi relativi ad attività economiche del settore delle manifatture, dei servizi, delle attività professionali e del commercio;contengono anche le informazioni relative ai correttivi crisi, individuate sulla base della metodologia presentata alla Commissione degli esperti nella seduta del 14 dicembre 2017;dovranno essere compilati anche dalle imprese minori in contabilità semplificata, di cui all’art. 18, D.P.R. n. 600/1973, seguendo le specifiche modalità di determinazione del reddito previste dall’art. 66, TUIR. Con riferimento alle imprese in contabilità semplificata, la modulistica degli studi di settore sarà successivamente integrata con informazioni aggiuntive al fine di tener conto, ad esempio, delle rimanenze finali di magazzino.