9/4/2018 – Comunicazione all’Enea solo per determinati interventi di recupero edilizio: Nota

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Comunicazione all’Enea solo per determinati interventi di recupero edilizio: Nota
Con Nota 3 aprile 2018, pubblicata sul sito Internet www.acs.enea.it, l’ENEA ritiene che la comunicazione contenente le informazioni sugli interventi di ristrutturazione edilizia, introdotta dalla Legge di Bilancio, debba essere inviata solamente per gli interventi che comportano:una riduzione dei consumi energetici o un utilizzo delle fonti rinnovabili di energia.In particolare, l’Enea giunge a tale conclusione tenuto conto che l’obiettivo della norma agevolativa è il monitoraggio energetico; a titolo esemplificativo si fa riferimento agli interventi previsti dall’art. 16-bis, lett. h), D.P.R n. 917/1986.Tuttavia, come si evince dal documento di prassi, l’Enea è ancora in attesa di specifiche indicazioni da parte delle istituzioni di riferimento sulla tipologia di interventi per i quali occorre procedere alla comunicazione, sulle informazioni e i dati che devono essere trasmessi, nonché sulle modalità e le relative tempistiche da rispettare.

9/4/2018 – Comunicazione dati fatture scartato, reinvio entro cinque giorni lavorativi dallo scarto: Faq Agenzia

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Comunicazione dati fatture scartato, reinvio entro cinque giorni lavorativi dallo scarto: Faq Agenzia
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito internet ‘Fatture e corrispettivi’ nuove Faq riguardanti l’invio dei dati fatture (c.d. ‘spesometro’).In particolare, considerata la scadenza del 6 aprile scorso per l’invio delle comunicazioni relative alle fatture emesse e ricevute del secondo semestre 2017 (nonché di correzioni di dati relativi al primo semestre 2017), l’Agenzia delle Entrate ha precisato che in caso di regolare invio entro tale data, qualora vi fosse un esito di scarto del file, lo stesso può essere reinviato entro cinque giorni lavorativi successivi alla comunicazione dell’avvenuto scarto (escludendo i sabati, le domeniche e le festività).Ad esempio, in presenza di un file inviato, e scartato, il 6 aprile 2018, per il calcolo dei cinque giorni si dovrà partire da lunedì 9 aprile 2018, pertanto il reinvio dovrà essere effettuato entro venerdì 13 aprile 2018.

9/4/2018 – Nuovo Regolamento sulla Protezione dei dati personali: informativa al dipendente sui controlli a distanza

SeacInfo Amministrazione del personale
Nuovo Regolamento sulla Protezione dei dati personali: informativa al dipendente sui controlli a distanza
L’entrata in vigore il prossimo 25 maggio del Regolamento Europeo n. 679/2016 sulla protezione dei dati personali avrà un impatto anche sugli adempimenti aziendali in tema di controllo a distanza dei lavoratori.Le aziende dovranno fornire un’informazione adeguata ai lavoratori per l’esercizio del potere di controllo: dovranno indicare quali sono i dati personali, il loro trattamento, la loro conservazione ed eventuale cancellazione ad esempio alla cessazione del rapporto di lavoro.La mancata informazione potrà determinare l’applicazione delle pesanti sanzioni previste dal Regolamento sulla Privacy.

6/4/2018 – Nuove modalità di iscrizione dell’impresa sociale nel Registro imprese

SeacInfo Fiscale
Nuove modalità di iscrizione dell’impresa sociale nel Registro imprese
Con Decreto Interministeriale 16 marzo 2018, il MISE di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ha definito, in applicazione dell’art. 5, comma 5, D.Lgs. n. 112/2017, gli atti e i documenti che le imprese sociali sono tenute depositare presso il Registro delle imprese, nonché le relative modalità di presentazione.In particolare, tra gli altri adempimenti, il Decreto stabilisce:l’obbligo di prevedere negli atti costitutivi la nomina di uno o più sindaci aventi i requisiti di cui all’art. 2397, comma 2, C.c. e per i quali non ricorrono le cause di ineleggibilità e di decadenza di cui all’art. 2399 C.c.;l’obbligo per le imprese sociali iscritte nella sezione del Registro ad esse dedicata alla data del 20 luglio 2017, di adeguare i propri statuti alle disposizioni di cui al D.Lgs n. 112/2017 entro il 20 luglio 2018.Tale Decreto sostituisce quello emanato in data 24 gennaio 2008.

6/4/2018 – Attestazione sui contratti a canone concordato per beneficiare della cedolare secca

SeacInfo Fiscale
Attestazione sui contratti a canone concordato per beneficiare della cedolare secca
L’Agenzia delle Entrate, a seguito di interpello proposto dal SUNIA (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnataria) ha fornito chiarimenti in merito ai criteri generali per la realizzazione degli accordi da definire, in sede locale per la stipula di contratti di locazione ad uso abitativo a canone concordato, che permettono di beneficiare della cedolare secca pari al 10% sui canoni.Facendo riferimento al D.M. delle Infrastrutture del 16 gennaio 2017 viene ricordato che la norma prevede che le parti di un contratto di locazione possono farsi assistere nella definizione del contratto dalle rispettive organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori. Per i contratti di locazione a canone concordato ‘non assistiti’ le parti sono, invece, tenute ad acquisire un’attestazione, rilasciata dalle organizzazioni firmatarie dell’accordo, con la quale viene confermata la rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto di locazione all’Accordo Territoriale. L’Agenzia delle Entrate evidenzia che per i contratti a canone concordato ‘non assistiti’, l’acquisizione dell’attestazione costituisce elemento necessario ai fini del riconoscimento delle agevolazioni.Infine l’Agenzia delle Entrate precisa che, nonostante nel D.M. non sia previsto alcun obbligo in capo alle parti contrattuali di allegare l’attestazione, in sede di registrazione, l’allegazione appare, peraltro, opportuna al fine di documentare la sussistenza dei requisiti, laddove il contribuente chieda di fruire dell’agevolazione prevista.

6/4/2018 – Repechage escluso se comporta un peggioramento delle condizioni di lavoro degli altri lavoratori

SeacInfo Amministrazione del personale
Repechage escluso se comporta un peggioramento delle condizioni di lavoro degli altri lavoratori
Il diritto al repêchage del lavoratore divenuto inabile al lavoro è escluso, qualora il ricollocamento comporti un peggioramento delle condizioni di lavoro degli altri lavoratori o una sensibile modificazione dell’organizzazione aziendale non coerente con gli interessi dell’azienda stessa. Questo il principio esposto dalla Corte di Cassazione con la Sentenza n. 8419 del 5 aprile 2018.Nel caso in specie, un pompista in un’area di servizio autostradale contrae il linfoma di Hodgkin e il suo ricollocamento sarebbe possibile solo come addetto alle pompe self service, in quanto le altre mansioni presenti (addetti alle vendite / marketing) non sono fungibili. Questo comporterebbe che gli altri pompisti dedichino più tempo alle pompe servite, con potenziale peggioramento delle loro condizioni di lavoro, in quanto più a contatto con i carburanti rispetto alla mera assistenza prevista nelle pompe self service. Inoltre, il repechage del lavoratore come pompista addetto alle pompe self comporterebbe un impiego part time, incompatibile con le esigenze dell’impresa che tra l’altro è anche in crisi, avendo licenziato altri due lavoratori nei mesi precedenti.

6/4/2018 – L’INAIL deve dimostrare che chi lavora in ambiente nocivo non ha diritto alla malattia professionale

SeacInfo Amministrazione del personale
L’INAIL deve dimostrare che chi lavora in ambiente nocivo non ha diritto alla malattia professionale
Con l’Ordinanza n. 8416 del 5 aprile 2018 la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della vedova di un verniciatore, ha stabilito che grava sull’INAIL l’onere probatorio di dimostrare che chi lavora in ambiente nocivo non ha diritto alla malattia professionale.Si legge nel provvedimento che ‘l’esistenza di un nesso eziologico tra patologia contratta e luogo di lavoro può essere negata solo quando possa ritenersi con certezza, e con onere della prova a carico dell’Inail, che la malattia sia l’effetto esclusivo dell’intervento di un fattore estraneo all’attività lavorativa ovvero di un fattore extraprofessionale di per sé solo sufficiente a produrre l’infermità’.

6/4/2018 – Non licenziato il dipendente che non impedisce il furto di merce da parte del sottoposto

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Non licenziato il dipendente che non impedisce il furto di merce da parte del sottoposto
In tema di licenziamento, la Corte di Cassazione ha statuito l’illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti del dipendente che non ha impedito al sottoposto di sottrarre merce dal punto vendita, limitandosi a riferire ai propri superiori dell’accaduto. La Suprema Corte, con la Sentenza n. 8407 del 5 aprile 2018, ha chiarito che il recesso datoriale non è giustificato, in quanto sul lavoratore non grava altro obbligo verso il datore se non quello di avvertire i propri superiori, non potendosi pretendere che sia il dipendente a contestare la commissione di un reato ad un proprio sottoposto.

6/4/2018 – Licenziamento per la mancata denuncia dell’illecito compiuto dal proprio capo

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Licenziamento per la mancata denuncia dell’illecito compiuto dal proprio capo
Secondo la Corte di Cassazione è da considerarsi pienamente legittimo il recesso datoriale nei confronti della vice direttrice di banca, che non rifiuta di eseguire l’operazione illecita ordinatale dal direttore dell’agenzia, denunciandolo al datore di lavoro. Con la Sentenza n. 8411 del 5 aprile 2018 viene precisato che la lavoratrice ha violato gli obblighi di fedeltà e di diligenza verso il datore, dal momento che in capo alla stessa sussisteva l’obbligo di denuncia agli organi superiori del credito facile concesso dal proprio superiore agli amici.

4/4/2018 – Da quest’anno accessibili i dati sulla destinazione delle imposte relative al 2016

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Da quest’anno accessibili i dati sulla destinazione delle imposte relative al 2016
Con Comunicato 2 aprile 2018, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che dalla seconda metà di aprile i cittadini che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nel 2017, potranno conoscere come sono state distribuite le imposte relative al 2016, accedendo al proprio cassetto fiscale o consultando la dichiarazione precompilata via web.In particolare, l’Agenzia precisa che tutte le principali voci di spesa dello Stato sono state riassunte in una tabella e in un ‘grafico a torta’ attraverso i quali il contribuente potrà verificare concretamente il percorso compiuto dalle imposte in base alla propria dichiarazione dei redditi 2017.